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Maria Pia De Vito - Core/Coraçao

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Nuova fatica discografica, una delle più sentite, ed una delle più chiaramente transculturali: il titolo va ad indicare espressamente un lavoro del cuore, la cui scintilla è stata accesa dall’incontro con il compositore e chitarrista brasiliano Guinga ed il successivo incontro poetico con Chico Buarque, ospite del disco in due brani "Todo sentimento" e “O Meu Guri" (quest'ultimo un duetto in napoletano).


Core/CoraçaoE' "core/coraçao" il nuovo album di Maria Pia De Vito registrato tra Roma e Parigi, che uscirà il 5 maggio con l'etichetta Jando Music in collaborazione con Via Veneto Jazz e che sarà presentato ufficialmente in concerto lo stesso 5 maggio al Teatro Studio "Gianni Borgna" dell'Auditorium Parco della Musica di Roma e il 7 maggio al Blue Note di Milano.
Nuova fatica discografica, una delle più sentite, ed una delle più chiaramente transculturali: il titolo va ad indicare espressamente un lavoro del cuore, la cui scintilla è stata accesa dall’incontro con il compositore e chitarrista brasiliano Guinga ed il successivo incontro poetico con Chico Buarque, ospite del disco in due brani "Todo sentimento" e “O Meu Guri" (quest'ultimo un duetto in napoletano).
Un lavoro accurato di traduzione dal portoghese al napoletano, svolto fianco a fianco con gli autori, in particolare con Chico, volto a conservare intatta la bellezza, la poesia e la musicalità dei testi originali, resi nella lingua napoletana, formidabile strumento musicale, lirico, ritmico e visionario allo stesso tempo.
In questa visione metamorfica, come un tuffo in profondità nel mondo della canzone d’autore brasiliana, le danze campane incrociano quelle brasiliane, il samba visionario di Tom Zè incontra una tammurriata e insieme incorniciano il capolavoro "Construçao" di Chico Buarque divenuto "'A costruzione", "Agua e Vinho" di Egberto Gismonti si mescola a "Voce ‘e notte", meraviglioso esempio della grande tradizione melodica napoletana, "A volta do malandro" diviene "'O ritorno d'o Jammone", "Partido alto" diviene "Dio ce penzarrà", "Teresinha" diviene "Teresella", "Trocando em miudos" diviene "Facimmo ampresso".
Accanto a Maria Pia, grandissimi musicisti e compagni di lungo corso, virtuosi di strumento e di un interplay profondo, portatori di intimità e di sentimento che la comune e lunga frequentazione dei palchi consente: il pianista gallese Huw Warren, che con lei ha inciso due album "Dialektos" e "'O Pata Pata"; il virtuoso clarinettista Gabriele Mirabassi a suo agio in ambito classico e jazz, e da molti anni legato alla musica e alla cultura brasiliana; il chitarrista brasiliano Roberto Taufic autore di molti arrangiamenti del disco e musicista di straordinaria sensibilità; Roberto Rossi, percussionista peculiarmente creativo e anticonvenzionale. Ospite del disco, anche l'Ensemble Vocale Burnogualà, fondato anni fa dalla stessa Maria Pia De Vito, particolarmente volto alla ricerca vocale e musicologica.

Il lavoro è stato favorito dalla straordinaria potenza del napoletano, mia lingua madre che non smette di stupirmi e di farmi innamorare.
Quando, 7 anni fa, fui invitata da Guinga per il nostro primo concerto insieme e mi ritrovai a tradurre in napoletano i testi dei suoi brani, mi fu chiaro che per me si stava aprendo una nuova via. Il mio lavoro è progredito insieme ad un rapporto epistolare con Chico, un carteggio di anni divenuto nel tempo una amicizia profonda e per me preziosissima, basata su un amore feroce per le parole ed il loro suono. Abbiamo discusso insieme significati e sfumature: il mio impegno maggiore è stato quello di restituire il più possibile, nelle mie traduzioni, non solo il significato, ma anche la sonorità originale dei testi. Laddove non possibile, mi sono consentita delle licenze poetiche, anche esse discusse con Chico..." (Maria Pia De Vito)

Un regalone, Maria Pia! Il tuo "Você Você" è bello da piangere, l'ho sentito venti volte. Grazie, mille grazie. Mi piace molto la traduzione, credo che tutte le canzoni brasiliane dovrebbero essere cantate in napoletano. E che bella questa parola, malombra. Um beijo (te vaso ngoppo all'uocchie) (Chico Buarque)

 

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