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Mirabassi, Taufic, Renzetti - Correnteza

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Una storia sbocciata da un entusiasmo incontrollabile, dall’amore per una terra ricca di contraddizioni, dalla passione per uno dei più grandi autori della storia del 900. La nascita di Correnteza, disco in uscita per Hemiolia Records il 21 ottobre 2016, comincia proprio da qui, da un sogno, da una piccola dose di follia e da uno spiccato sentimento verso la musica di Antonio Carlos Jobim.


Correnteza Una storia sbocciata da un entusiasmo incontrollabile, dall’amore per una terra ricca di contraddizioni, dalla passione per uno dei più grandi autori della storia del 900. La nascita di Correnteza, disco in uscita per Hemiolia Records il 21 ottobre 2016, comincia proprio da qui, da un sogno, da una piccola dose di follia e da uno spiccato sentimento verso la musica di Antonio Carlos Jobim, autore di questo celebre brano e di tante altre celebri canzoni.
Non è un caso che la “Correnteza”, in portoghese la corrente del fiume, rappresenti un percorso o un viaggio interiore che parte dal Brasile, attraversa spazi sconfinati e arriva dritto al cuore, emozionando, impressionando, lasciando una traccia indelebile. Questa storia, dunque, nasce dall’esperienza di tre musicisti, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Roberto Taufic alla chitarra e Cristina Renzetti, alla voce accomunati dalla stessa passione per Jobim. Un incontro avvenuto grazie a questo celebre brano e cresciuto attraverso un cammino che ha portato ad un traguardo inaspettato. Ecco come nasce questo racconto:
“Per noi l'esperienza Correnteza è talmente diversa, nuova, profonda, delicata, segreta che avevamo escluso a priori una registrazione, certi che lo studio non sarebbe stato in grado di registrare quella magia che ci sembrava riguardasse solo noi e i testimoni che dal vivo la sentivano emanarsi dal palco nel momento in cui si creava. Finché la corrente non ci ha portato letteralmente a sbattere in quei visionari pazzi e innamorati della musica che come bambinoni cresciuti si baloccano con incredibile perizia e competenza con un armamentario di registratori analogici ormai scomparsi e rimpianti da un mondo che per economizzare li ha sostituiti con impalpabili imitazioni digitali. Prima ancora che noi ne avessimo preso vera coscienza ci siamo trovati nella meravigliosa Chiesa di Chiesa di Santa Croce Umbertide sotto lo sguardo di una Madonna compiacente dipinta da Luca Signorelli, seduti a pochi centimetri di distanza uno dall'altro, a suonare senza la prospettiva di alcun intervento di post produzione al di fuori del mastering. I Rischi che ci siamo presi in quell'occasione, quando ogni logica professionale invitava al contrario, hanno forse costituito uno dei momenti più eccitanti del nostro cammino nella musica fin qui, e non sembra ancora vero che tutto questo sia stato registrato, nel senso più alto e definitivo che questa parola possa assumere!” (Gabriele Mirabassi)
La corrente del fiume è la vera protagonista di questa storia, è il motore che ha trascinato i musicisti in un vero e proprio viaggio verso il Brasile aggrappati ad un tronco rappresentato dalla musica di Antonio Carlos Jobim. Tutti i popoli del mondo sono le gocce di questa corrente, mescolati all’interno di questo grande fiume che mischia, diluisce, raggruma, sedimenta e si trasforma incessantemente creando quello straordinario laboratorio identitario che è la società brasiliana.
Luoghi caratterizzati da una natura selvaggia, uccelli variopinti e dalle misteriose leggende degli indios, dove spicca l'epica lotta per la sopravvivenza di gente umile, coriacea legata a doppio filo all'allevamento del bestiame.
L'esperienza di Correnteza, però, non si limita a questo, ma nasce anche dall’incontro di tre muscisti che hanno creato un legame molto più intenso di una complicità o di una semplice condivisione. È fiducia e sorpresa allo stesso tempo. Ogni volta l'esperienza si rinnova, lo stupore resta, la libertà serenamente spregiudicata degli accordi e degli accenti di Roberto Taufic arriva sempre imprevedibile quanto ineluttabile. La voce di Cristina Renzetti, con la sua intonazione impeccabile e con quella leggerezza tanto trasparente fa toccare con mano la profondità della musica. Il clarinetto di Gabriele Mirabassi raggiunge le corde dell’anima, disegna melodie magiche ed oniriche, diventando elemento essenziale per la narrazione.
Ed è sempre la corrente ad avere il sopravvento, a travolgere con un turbinio di passioni il cuore e di tre anime erranti che in quest’esperienza di vita hanno trovato il loro vero stato di grazia.


 

 

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