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Fabio Concato / Fabrizio Bosso / Julian Oliver Mazzariello - Non smetto di ascoltarti

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Nuove uscite italiane

Certe canzoni non si finisce mai di ascoltarle. Di sicuro non l'hanno fatto Fabio Concato (voce), Fabrizio Bosso (tromba) e Julian Oliver Mazzariello (piano) e "Non smetto di ascoltarti" è il titolo dell'album - in uscita il 6 Maggio su etichetta Warner Music - che li vede protagonisti nella lunga avventura della “reinterpretazione a tre” di alcuni dei più celebri brani della canzone d'autore italiana.


Non smetto di ascoltartiCerte canzoni non si finisce mai di ascoltarle. Di sicuro non l'hanno fatto Fabio Concato (voce), Fabrizio Bosso (tromba) e Julian Oliver Mazzariello (piano) e "Non smetto di ascoltarti" è il titolo dell'album - in uscita il 6 Maggio su etichetta Warner Music - che li vede protagonisti nella lunga avventura della “reinterpretazione a tre” di alcuni dei più celebri brani della canzone d'autore italiana.
Non c'è stato limite nella scelta delle canzoni da includere nel disco: da "Mille lire al mese" a "L'arcobaleno", da "Diamante" a "Io che amo solo te". Una selezione che comprende alcuni successi di Fabio Concato e brani di altri grandi autori.
Non smetto di ascoltarti - raccontano i tre artisti - è un lavoro spontaneo, nato sul palco. Non c'è premeditazione, ma solo la presa d'atto che fare musica insieme per noi tre è naturale ed è diventato necessario. Dopo tanti concerti è stato altrettanto naturale fissare in un disco quello che via via, sui diversi palcoscenici, abbiamo costruito. Ognuno di noi porta in dote le proprie emozioni e quello che nasce è la verità di quell'istante unico e irripetibile eppure continuamente rinnovato. Con questo disco desideriamo condividere con il pubblico il nostro amore per questi brani e per i loro Autori, per poi ricominciare daccapo a raccontarci e raccontarvi altre canzoni che abbiamo nel cuore.
La storia di questo sodalizio artistico parte da lontano. Fabrizio Bosso e Fabio Concato si conoscono nel 2001, quando il cantautore partecipa al disco del contrabbassista Massimo Moriconi. I due si incontrano durante le date legate a quel tour, ma è solo nel 2014, quando Concato, in occasione di un suo concerto al Teatro Petruzzelli di Bari, invita Bosso a condividere il palco, che i due riscoprono un'immediata sintonia.
Poco dopo, Bosso e Mazzariello registrano l’album "Tandem" e chiamano Concato a interpretare la sua celebre "Gigi", canzone dedicata al padre che gli ha aperto le porte anche del jazz, mondo che l'autore ha sempre infatti frequentato. Dopo quell'esperienza nasce "Canzoni", uno spettacolo che il neo costituito trio ha portato per oltre un anno in tutta Italia e nel quale brani dal respiro eterno vengono vestiti di un abito nuovo, acquisendo di volta in volta un senso inedito.
Questo disco, nato proprio dai palchi di tutta Italia, va in questa direzione e cioè quella di spogliare rispettosamente canzoni come "La casa in riva al mare" o "Scrivimi", per riproporle nella loro essenziale capacità espressiva. La voce inconfondibile di Fabio Concato, insieme all'eleganza della tromba di Bosso e all'energia vitale dei tasti di Mazzariello, sono messe al servizio delle parole e delle melodie di grandi autori italiani. Dalla, Endrigo, Mogol, De Gregori e Concato stesso. Il jazz che scorre nelle vene dei tre artisti, ha fatto il resto.
Concato, Bosso e Mazzariello saranno in concerto, accompagnati dalla Filarmonica Arturo Toscanini, diretta da Stefano Fonzi, il 16 giugno a Parma all’Auditorium Paganini per la rassegna Stelle Vaganti, il 17 giugno a Sassuolo (MO) e il 21 giugno a Sordevolo (BI) all’Anfiteatro Giovanni Paolo II.


 

Commenti   

#3 john r 2017-03-25 21:25
:lol:
Citazione alberto arienti:
Ormai tutto quello che suona Bosso è jazz. Anche il citofono.
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#2 Roberto 2016-05-29 19:20
Non entro nello specifico dell'album, non lo conosco, ma sta di fatto che ormai non si tratta più di casi isolati ma di vera e propria tendenza: cantanti e cantautori si danno una mano di vernice nuova e di noblesse artistica atteggiandosi a crooner e contornandosi di jazzman di grido. La cosa evidentemente fa bene commercialmente agli uni e agli altri e a me non disturba affatto, anche se me ne guardo bene dall'acquistare simili prodotti, non interessandomi la canzone italiana e preferendo di gran lunga gli album dove i jazzisti fanno i jazzisti. L'unico fastidio che provo è nel ritrovarmi questo tipo di proposta all'interno di festival jazz, oltretutto spacciata come novità o addirittura come jazz. Suvvia signori, le fanfole potete raccontarle ai fans di Cristina D'Avena non a scafati jazzfans su di età e con poca pazienza....
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#1 alberto arienti 2016-05-28 14:24
Ormai tutto quello che suona Bosso è jazz. Anche il citofono.
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