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Alessandro Lanzoni - Diversions

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Attraverso gli ultimi due riuscitissimi lavori discografici, Alessandro Lanzoni ha definitivamente messo a punto una fisionomia di artista che mette il proprio talento al servizio di una incessante ricerca musicale, che scaturisce da innate necessità comunicative incanalate attraverso percorsi narrativi al tempo stesso fantasiosi e coerenti, dove forma e invenzione trovano forti equilibri.


DiversionsAttraverso gli ultimi due riuscitissimi lavori discografici, “Dark Flavour” e “Seldom”, pubblicati dall’etichetta CamJazz rispettivamente nel 2013 e nel 2014, Alessandro Lanzoni ha definitivamente messo a punto una fisionomia di artista che mette il proprio talento al servizio di una incessante ricerca musicale, che scaturisce da innate necessità comunicative incanalate attraverso percorsi narrativi al tempo stesso fantasiosi e coerenti, dove forma e invenzione trovano forti equilibri.
Un artista animato da questo spirito di ricerca non poteva che trovare nel Piano Solo il suo terreno privilegiato, in cui esprimere la propria creatività nel modo più autentico e personale: nasce così l’ultimo Album, in uscita sempre per CamJazz, il cui titolo, “Diversions”, sintetizza la capacità di Alessandro di creare attraverso l’improvvisazione libera panorami sonori sempre diversi, luoghi in cui l’ascoltatore viene guidato con mano sicura da chi sa percorrere anche i sentieri più accidentati padroneggiando i linguaggi musicali più disparati.
Nel suo eclettismo stilistico Alessandro Lanzoni è perfetto rappresentante di un’estetica contemporanea, che induce l’artista a doversi fare interprete della grande pluralità di sollecitazioni che il mondo attuale ci offre.
Ma il tutto avviene sulle basi di un terreno ben solido che affonda le sue radici nella formazione classica, nella logica di schemi formali magistralmente assimilati e nella autentica natura “jazzistica” del giovane pianista, natura che ha indotto il celebre critico scozzese Brian Morton ad affermare, scherzando sulla curiosa assonanza del nome con l’autore dei “Promessi sposi”, che “la musica di Lanzoni non si è sciacquata sulle rive dell’Arno, ma si è immersa nelle acque del Mississippi”.


 

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