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Dino & Franco Piana Ensemble - Seasons

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

Dino e Franco Piana, a circa due anni di distanza presentano un nuovo lavoro, costruito su una sequenza di nove brani uniti tra loro da modulazioni e cadenze di largo respiro. Franco Piana con questo lavoro si rivela compositore ed arrangiatore di altissimo livello, la sua scrittura è costruita in modo da ottenere quei risultati che solo un orchestratore/arrangiatore di valore riesce a realizzare.


SeasonsDino e Franco Piana, a circa due anni di distanza presentano un nuovo lavoro. A differenza del precedente questo è costruito su una sequenza di nove brani uniti tra loro da modulazioni e cadenze di largo respiro.
Franco Piana con questo lavoro si rivela compositore ed arrangiatore di altissimo livello, la sua scrittura per sei fiati (flicorno, tromba, trombone, saxalto, saxtenore, flauto) pianoforte, contrabbasso e batteria è costruita, in modo da ottenere quei risultati che solo un orchestratore/arrangiatore di valore riesce a realizzare.
Alla scrittura di Franco può, agevolmente, adattarsi quanto il critico accademico Winthrop Sergeant disse a proposito di Gil Evans: “grande senso della poesia sonora e puntigliosa attenzione ai colori timbrici”. Ma ciò che maggiormente sorprende è la capacità di Franco Piana nel creare “masse di suono” con solo sei strumenti a fiato, lui stesso al flicorno, la tromba Fabrizio Bosso, Dino Piana, trombone, Ferruccio Corsi e il giovanissimo figlio Lorenzo Corsi, rispettivamente saxalto e flauto e Max Ionata, sax tenore, insieme a Enrico Pieranunzi, pianoforte, Giuseppe Bassi, contrabbasso e Roberto Gatto, batteria e produttore artistico, vale a dire in questo “nonet”, alcune fra le più belle realtà del Jazz di oggi.
Nel primo dei nove brani “Opening” eseguito da tutti i fiati, vengono già enunciati gli spunti tematici dei brani che seguiranno. Nel secondo, “Just a Reflection”, dopo un tema molto articolato seguono i primi quattro assolo dovuti a Max Ionata, Fabrizio Bosso, Dino e Franco Piana. Dopo un ensemble e ad Enrico Pieranunzi segue un “collettivo tematico” prima delle parti solistiche di Roberto Gatto e Franco Piana.
Dopo la ripresa del tema e una modulazione che porta ad una cadenza splendidamente eseguita al flauto da Lorenzo Corsi, viene introdotto il terzo brano “A Light in the Dark”. Già in “Just a Reflection” la parte in assolo di Fabrizio Bosso appare in tutta la sua versatilità, così quella di Pieranunzi che esplora ogni peculiarità della composizione.
Il tema di “A Light in the Dark” è esposto magistralmente da Dino Piana e Ferruccio Corsi, cui segue Enrico Pieranunzi la cui personalità stilistica originale è qui in tutta evidenza. Dopo una modulazione, una cadenza di Dino Piana ne introduce una ulteriore di pianoforte le cui ultime note sono quelle del nuovo tema “Five Generations”, brano che si sviluppa tra la prima parte modale e l'inciso costruito su giro armonico.
Le parti solistiche sono riservate a Max Ionata sempre espressivo nel suo bel fraseggio, Fabrizio Bosso e Enrico Pieranunzi. La composizione si chiude con una bella “chase” fra Giuseppe Bassi solido e swingante e Roberto Gatto sempre elegante ed efficace. Gli assolo di Ionata, Bosso e Pieranunzi in sequenza sono straordinariamente inventivi e di grande impulso ritmico.
Nel quinto brano ”After the Winter” dopo un’introduzione che riprende il tema finale del “movimento” precedente, Lorenzo e Ferruccio Corsi, flauto e saxalto, espongono, dopo la modulazione, questa splendida melodia di Franco Piana lasciata per l'intera esecuzione al lirismo di Lorenzo e Ferruccio. “After the Winter” termina con intervalli di un tono e ½ tono e annuncia il brano seguente “Ostinato” in cui si notano una sequenza di assolo splendidi: Pieranunzi, Ionata, una chase superba eseguita da Dino Piana e Lorenzo Corsi, Fabrizio Bosso, Giuseppe Bassi e infine Franco Piana che con la tromba sordinata, chiude questa sesta composizione anticipando “Only Now”.
Il brano si apre con un dialogo fra i fiati ed un assai brillante Roberto Gatto, che è anche produttore artistico del cd, prosegue poi con una sequenza di assolo, Bosso e Ionata prima dell’ensemble, Dino e Franco Piana, Enrico Pieranunzi prima del collettivo che precede il tema. L’ottava composizione “Why Not” è, anche in questo caso, un tema melodicamente di grande efficacia, esposto con intensità da Franco al flicorno e da Dino, seguiti da Enrico Pieranunzi. La modulazione finale con flauto, flicorno e trombone prevede intervalli che anticipano
il 9° movimento finale, un blues veloce, “CdJ Blues” (dedicato alla Casa del Jazz di Roma). “CdJ” è impostato secondo la classica struttura jazz di sempre, ma sempre efficace, tema-assolotema, quando, come in questo caso, i solisti sono di altissima classe e capacità.

Sono molto grato a Franco e a Dino di avermi chiesto di parlare di questo loro ultimo lavoro. Nella loro musica, come in quella di tutti gli altri che hanno partecipato alla perfetta riuscita di questo disco, è evidente quale importante livello abbiano raggiunto questi solisti e nel caso di Franco Piana anche come arrangiatore di grande talento. “Seasons” può essere a giusto titolo, considerato tra i più alti manifesti prodotti oggi dal jazz italiano, scaturito da un incontro fra musicisti di almeno tre generazioni, dal decano Dino Piana che ha festeggiato recentemente e assai brillantemente gli 85 anni, al più giovane, il flautista Lorenzo Corsi che di anni ne ha solo diciotto.
Dimenticavo di dire, ma tutti lo sanno che Dino e Franco Piana sono padre e figlio, mentre pochi sanno invece che Ferruccio Corsi è genero e cognato rispettivamente di Dino e Franco, che Lorenzo, figlio di Ferruccio, è nipote dei leaders di questa orchestra, che, caso più unico che raro, è una vera e propria “family band” di straordinarie capacità.  (Adriano Mazzoletti)


 

 

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