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Rosario Di Rosa Trio - Pop Corn Reflections

Scritto da Redazione on . Postato in Nuove uscite italiane

E' uscito per la NAU Records, "Pop Corn Reflections", il nuovo progetto del talentuoso pianista Rosario Di Rosa, realizzato in trio con Paolo Dassi al contrabbasso e Riccardo Tosi alla batteria e live electronics. Si tratta di un album decisamente innovativo all'interno del panorama musicale italiana: il jazz dialoga qui in modo significativo con la musica minimalista contemporanea.


Pop Corn ReflectionsIl nuovo progetto in trio di Rosario Di Rosa affonda le proprie radici in un'attenta analisi della musica minimalista contemporanea, che vede nel compositore Steve Reich uno dei suoi maggiori esponenti, nella circolarità della musica di tradizione africana e in quella seriale europea dei primi del '900.
La reiterazione di un elemento melodico, armonico o ritmico che cambia e si evolve gradualmente in un moto in continuo divenire, è il fulcro concettuale da cui nascono le varie composizioni. Composizioni minime, molto spesso di sole due battute, che sono solo l'idea iniziale per gli sviluppi successivi affidati all'improvvisazione. Gli aspetti rigorosi della musica organizzata transitano così verso ambiti legati a un linguaggio musicale in cui la creatività diventa forma, sintassi, racconto.
Si enfatizza soprattutto l'utilizzo di timbri insoliti per il jazz: loop di elettronica pre-registrati, l'uso dell'arco al posto del consueto pizzicato per il contrabbasso - che acquista per questo una dimensione più melodica che di sostegno ritmico - il suono generato direttamente dalla cordiera del pianoforte. In tal modo il suono assume caratteristiche significativamente diverse da quelle del classico piano trio, proiettandosi verso una musica legata indissolubilmente al presente e, perché no, anche al futuro.
Con questo nuovo lavoro Di Rosa intraprende una direzione musicale lontana dai paradigmi jazzistici delle precedenti produzioni. La musica dei lavori precedenti era stata composta anche grazie a una salda affiliazione a immagini visive che traevano ispirazione dagli ambiti più differenti (ricordi di esperienze vissute, opere letterarie).
Al contrario, questo progetto si affida solo ed esclusivamente al linguaggio musicale. La parte compositiva è ridotta al minimo, con “partiture” che il più delle volte non superano le due/tre battute. Fin da subito l’intento è stato quello di creare una profonda sintesi suddividendo gli elementi di cui la musica si compone (armonia, melodia e ritmo) esplorandone il contenuto tramite l’improvvisazione.
Quest’ultima non è più intesa semplicemente come veicolo di libertà di espressione, bensì come mezzo rigoroso con cui esplicare di volta in volta le direzioni compositive. Per questo motivo alla base di tutto vi è un “pattern”, ovvero una cellula con caratteristiche sempre diverse (principi intervallari, riff, moduli ritmici o melodici, serie dodecafonica) che viene sviluppata all’interno di ciascun brano anche con modalità contemporaneamente differenti dai tre strumenti coinvolti.


 

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