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Ruggito BJM: Escoffery (e Kikoski) giganteggiano a Bollate

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensione concerti

Il quartetto di Wayne Escoffery, quarantenne dai natali londinesi, ma da sempre residente a New York, ha aperto le danze del Bollate Jazz Meeting con un concerto di alto livello, la cui proposta era ovviamente imperniata sull'hard-bop, aggiornato ma d'impronta squisitamente classica, sviluppato dal sax tenore del leader.


Wayne Escoffery QuartetIl quartetto di Wayne Escoffery ha aperto le danze del Bollate Jazz Meeting con un concerto di alto livello, la cui proposta era ovviamente imperniata sull'hard-bop, aggiornato ma d'impronta squisitamente classica, sviluppato dal sax tenore del leader.
Il biglietto da visita che il quarantenne dai natali londinesi, ma da sempre residente a New York, ha utilizzato per rompere gli indugi è stato "Concentric Drift", un original dall'incedere ipnotico, ricco di spunti shorteriani e con ampio utilizzo della respirazione circolare, nel quale ha mostrato i muscoli Ralph Peterson, batterista capace d'incalzare i solisti con un drumming d'estrema efficacia e potenza.
Con il successivo "Sweet and Lovely" il quartetto ha dimostrato come trattare uno standard venerando (e adorabile) ovvero con rispetto e calibrata audacia nei passaggi solistici, nei quali la voce del tenore si è fatta decisamente "warm" evocando le rotondità di un Charlie Rouse (va detto che Wayne, oltre che collaborare per anni con Tom Harrell e la Mingus Big Band, è anche il sax tenore nel gruppo di Ben Riley dedicato a Monk...). "Tears For Carolyn" è stato il secondo original in scaletta, con un David Kikoski protagonista assoluto così come nel divertente medium tempo "Cottage For Sale" che ha regalato ampi spazi al trio "pianocentrico", parso semplicemente superbo e che meriterebbe un approfondimento a sè, poichè risulta incredibile il fatto che tuttora David Kikoski non sia considerato da pubblico e addetti ai lavori alla stregua di quel grande pianista che, da molti anni, continua ad essere.
Lo zenith del concerto si è toccato nell'esecuzione di un classico di Joe Henderson, "A Shade Of Jade", tratto dall'imprescindibile Blue Note "Mode For Joe", che ha liberato i quattro in una catartica summa espressiva di tutto il concerto all'inseguimento non solo del tracciato musicale ma anche del lascito spirituale di quel genio della musica e nel quale si sono superati, in classico giro d'assoli, tutti i membri del quartetto.
La ritmica Peterson-Okegwo è sicuramente tra le migliori assemblabili attualmente worldwide e lo ha dimostrato per tutto il concerto, con un accompagnamento elastico, di sofisticata eleganza.
Il bis, offerto dal gigantesco Escoffery, il quale svetta come un pivot di due metri sugli astanti tanto che il sax tenore tra le sue mani sembra un contralto, è risultato essere il delizioso "Snibor", traccia poco battuta pescata dal songbook di Billy Strayhorn. Applausi a scena aperta da un pubblico del tutto conquistato, e a tal proposito riscontriamo una buona affluenza che poteva, anzi doveva essere superiore visto il livello mondiale della proposta jazzistica espresso nella serata inaugurale della rassegna bollatese, che proseguirà Lunedi 9 marzo con un altro concerto da cerchiare con il pennarello rosso: Jack Walrath & Gary Smulyan Quartet, vietato prendere impegni per quella serata!

 

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