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Atelier Musicale: un quartetto internazionale per il secondo concerto della stagione

Scritto da Ernesto Scurati on . Postato in Recensione concerti

Sabato 11 ottobre, all'Auditorium della Camera del Lavoro di Milano, è stato presentato il CD "Blue from Heaven", recentemente pubblicato da Dodicilune Records. Sul palco il quartetto di Pierluigi Balducci (basso elettrico a 5 corde), completato da John Taylor, dal fiatista degli Oregon Paul Mc Candless e da Michele Rabbia alla batteria e percussioni.


Secondo concerto per l'Atelier Musicale, che dopo l'apertura con la JW Orchestra di Marco Gotti presenta una proposta di carattere internazionale, con la presenza sul palco di due musicisti di spicco del panorama jazz contemporaneo; John Taylor, pianista inglese dal tocco delicato e leggiadro, autore di diverse ottime pubblicazioni per CAM Jazz, e Paul Mc Candless da San Francisco, noto per essere uno dei più celebrati oboisti del jazz dei nostri tempi.
Di fatto il progetto del leader Pierluigi Balducci ruota intorno al dialogo tra questi due illustri personaggi, per la prima volta in studio insieme per la registrazione di "Blue from Heaven", e l'assetto strumentale adottato rende subito evidente il contenuto della proposta musicale: tempi medio-lenti, forte connotazione lirico-romantica, esposizione della melodia (spesso triste e malinconica) quasi sempre affidata all'oboe o al soprano, attenzione ai colori più che ai ritmi ed alla voce complessiva del quartetto più che al virtuosismo dei singoli, comunque apprezzabile in occasione dei diversi interventi solistici, spesso parte integrante della composizione piuttosto che basati sull'improvvisazione.
La scaletta è composta essenzialmente da brani originali del leader e di Taylor, e si passa da una sevillana in 3/4 a un tango argentino, da una melodia delicata e leggera ad un dialogo intimistico tra pianoforte ed oboe; c'è però spazio anche per "Choro dançado", brano uscito dalla penna di Maria Schneider, e per un assaggio del prossimo CD del quartetto, questa volta a nome collettivo e dedicato a Bill Evans. Si tratta di una versione di "Re: person I Knew" che, dopo l'introduzione rilassata di Taylor in solo e l'esposizione della melodia all'oboe, si risolve in un crescendo ritmico del trio piano-basso-batteria caratterizzato da un intervento pianistico a tratti persino concitato.
E' la svolta del concerto; le trame melodiche intessute dal pianoforte e dagli stumenti a fiato di Mc Candless e le atmosfere soffici, sostenute dai colori dei piatti e delle spazzole o delle bacchette metalliche di Rabbia, lasciano finalmente spazio a dinamiche e ritmi più sostenuti, che liberano la creatività del percussionista e fanno crescere la tensione musicale.
"Life in three sketches" richiama ancora alla memoria l'Argentina del tango, ma questa volta le atmosfere si fanno cangianti e l'intermezzo ritmico di Balducci e Rabbia, in cui quest'ultimo utilizza praticamente solo le bacchette, spezza il flusso musicale prima del crescendo finale.
Dopo un'ora esatta di musica, i dieci minuti del bis ("The sky over Skye", omaggio di Balducci all'omonima isola scozzese) ci regalano l'episodio più interessante del concerto; dopo l'ambientazione iniziale per pianoforte e batteria, Mc Candless espone il tema sugli accordi "bluesy" di Taylor, per lasciar presto spazio ad un bel solo del pianista, in bilico tra jazz e blues, tra dolente lirismo e gioioso swing. L'intervento dell'oboe in coda, giocato su un tappeto ritmico sostenuto ancora da regolari scansioni di matrice blues, si esaurisce in un piccolo finale in piano trio che saluta il numeroso pubblico intervenuto.


 

 

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