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Ad Ambria Jazz c'è ritmo e fantasia

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensione concerti

Ambria Jazz è il festival valtellinese per eccellenza e quest'anno giunge al suo sesto appuntamento. Persa la prima parte della rassegna, che si sviluppa su sei week end, cerco di recuperare il tempo perduto nella serata alla centrale Enel di Piateda dalla singolare architettura in stile liberty, la dove è nato il festival.

Due i concerti in programma: si inizia con il quartetto poLo composto da Paolo Porta al sassofono tenore, Andrea Lombardini al basso elettrico, Michele Salgarello alla batteria e Valerio De Paola chitarra e lap top.
Um combo di stampo post coltraniano con una strumentazione che vira verso il rock e dalla produzione completamente originale. A loro credito un album per Auand ed uno in fase di registrazione per Cam Jazz. Suoni puliti e senza sbavature, buona tecnica individuale e lunga frequentazione disegnano un set gradevole ma senza sorprese ne graffi particolari.
La temperatura sale notevolmente all'arrivo dei cinque musicisti che compongono Percussion Staff, qui senza il loro leader e mentore Gunter Baby Sommer, ma splendidamente rinforzati dal magnifico Michel Godard, esemplare per capacità di calarsi in ogni situazione portando il proprio peso specifico che non è indifferente ed è pari almeno al peso corporeo .
Senza Sommer il Percussion Staff perde in giocosità e imprevedibilità, ma Godard agisce da par suo ed il gruppo acquista una dimensione nuova e in parte inaspettata. Il repertorio è il solito, ma ritmo, ironia, fantasia e ispirazione fanno si che il pubblico venga letteralmente trascinato in brani meravigliosi come Gamala Taki, Lion e la bellissima e onirica I sogni di Pietro.
Le matrici fanno ovvio riferimento a Madre Africa ma anche a gruppi come Olodum e naturalmente c'è in nuce l'esperienza di un gruppo apripista come il M'Boom Re Percussion di Max Roach. Le composizioni di Gunter Sommer sono inconfondibilmente un mix di eleganza, leggerezza e ironia. Incredibile che in 30 anni di attività il gruppo abbia prodotto un solo album e che sia conosciuto molto parzialmente al di fuori del proprio raggio geografico d'azione. Un'ora e mezza di felice e indimenticabile esperienza per il partecipe pubblico valtellinese.


 

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