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Caine e Douglas: il meglio di Torino Jazz

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensione concerti

Cosa spinge una persona (apparentemente) sana di mente ad affrontare oltre sette ore di automobile per ascoltare un'ora e un quarto di musica dal vivo? Una grande passione, degli amici meravigliosi che ne condividono il percorso, e naturalmente dei grandi musicisti. Tutto questo per introdurre ed inquadrare nel giusto contesto il concerto di sabato all'Auditorium di Torino di Uri Caine e Dave Douglas.

A Torino c'è il Festival Jazz che fino al 1 maggio continuerà nelle sue proposte. Ho già avuto modo di esprimere la mia opinione sui contenuti e sui costi e non mi voglio ripetere, sta di fatto che il concerto di Caine e Douglas è, a mio parere, la punta di un cartellone che vede ben poche altre valide chances per il jazz, soffocato com'è tra taranta, canzonetta e musiche del mondo.
La location è d'eccezione: l'Auditorium della Rai è un gioiello sia per l'acustica che per gli spazi e il tutto esaurito è, a mio modo di vedere, la conferma che il pubblico per il jazz c'è, basta saperlo stimolare con le giuste proposte.
Uri Caine più che un semplice pianista è una vera orchestra di swing, delicatezze contrappuntistiche, stimoli e tocchi luccicanti poesia. Il suo stile concentra non solo la storia del pianismo jazz ma anche la storia tout cout del pianoforte della cultura occidentale.
Ascoltarlo è un turbine di piacere, emozione e groove.
Dave Douglas appare rilassato e concentrato, suona con un lirismo rarefatto che raramente gli avevo sentito sfoderare in simili quantità, senza però rinunciare a volate spezzettate, sussurri accennati come accompagnamento ad uno strabiliante brano in solo di Caine, break improvvisi senza mai alzare il volume al massimo.
Il repertorio è un mix di composizioni originali, sicuramente le più angolose e sperimentali, e di brani della tradizione americana dell'ottocento: inni religiosi (su tutti la magnifica Devotion) e temi popolari, brandelli provenienti da diversi contesti cuciti e reinterpretati con sensibilità, rispetto e idee fresche in abbondanza.
Un'ora di musica a volte energica a volte elegiaca, una esperienza che presto si tradurrà anche in un album. Il duo ha esordito a Torino con la sua tournèe europea e ancora presumibilmente non ha raggiunto il giusto livello di rodaggio.
Non rimane che aspettare un album che si preannuncia sensazionale.


 

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