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Philippe Petrucciani Quartet a Villa Bombrini Genova

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensione concerti

A Michel sarebbe piaciuto. Una festa in musica in suo onore, con i musicisti a scambiarsi sorrisi e battute, il pubblico entusiasta, ed un finale con il contrabbasso e la batteria che duellano a colpi di percussione, e la chitarra ed il pianoforte liberi di inventare in piena libertà. Lo stesso spirito giocoso e solare che ha caratterizzato la sua musica e la sua vita. Non è la prima volta che Philippe Petrucciani suona a Genova, ma questa serata, sabato 24 febbraio nella bella location di Villa Bombrini, è stata davvero un po’ speciale...


Foto di Fabio ManganaroA Michel sarebbe piaciuto. Una festa in musica in suo onore, con i musicisti a scambiarsi sorrisi e battute, il pubblico entusiasta, ed un finale con il contrabbasso e la batteria che duellano a colpi di percussione, e la chitarra ed il pianoforte liberi di inventare in piena libertà. Lo stesso spirito giocoso e solare che ha caratterizzato la sua musica e la sua vita.
Non è la prima volta che Philippe Petrucciani suona a Genova, ed in particolare al Festival Suoni parole e ritmi dal mondo dell’associazione Jazz Lighthouse, ma questa serata, sabato 24 febbraio nella bella location di Villa Bombrini, è stata davvero un po’ speciale: il ricordo e la grande eredità del pianista Michel il piccolo grande uomo scomparso ad inizio 1999 era al centro della musica condotta un rodato quartetto che è, in pratica, insieme al leader, il trio On Air (Alessandro Collina al pianoforte, Marc Peillon al contrabbasso e Rodolfo Cervetto alla batteria), già artefice di un bell’omaggio a Petrucciani su disco, il cd “Michel On Air” con Fabrizio Bosso del 2015 , e di altre due prove discografiche con Mattia Cigalini e Max Ionata.
Numerosi i pezzi di Michel in programma, da “Brazilian Like” con i suoi aromi latin, alla ballad “Mike P”, a “I Wrote You a Song”, omaggi a Wes Montgomery, a Sam Jones, e composizioni originali di Philippe, (“Merry Go Round”), il quale sembra avere ormai raggiunto la status di autorevole esponente di una scena europea solidamente radicata nella tradizione hard bop.
C’è anche l’invenzione di una “Tea For Two” riscritta in chiave minore, prima dell’omaggio ad uno degli ispiratori di Philippe, quel “Blues for Wes” dilatato fino a sfiorare la dimensione da jam session in libertà. Oltre allo stile swingante ed impeccabile anche negli assoli finemente attraversati da una vena blues del leader, il quartetto può contare sulla scolpita cantabilità del contrabbasso di Peillon, sul drumming fantasioso di Cervetto, presenza costante nei concerti genovesi, e sul piano elettrico di Collina, il quale, sapientemente, evita di proporsi in confronti diretti con il famoso pianista, e si ritaglia invece un efficace ruolo di co- leader supportando l’impianto armonico del quartetto e concedendosi alcuni momenti di lirico solismo.
A lui presentare l’episodio che ha concluso la serata. “Racconta Philippe che durante l’ultima tournee dei tre fratelli Petrucciani, Michel, Philippe ed il bassista Louis, nel 1998, organizzata quasi per scaricare Michel dalla tensione di oltre 200 concerti l’anno, l’ultima sera, Michel si complimentò con i fratelli per come avevano eseguito questo pezzo. Ed è il suo ultimo ricordo.”
Ed anche a Genova la festa si è conclusa con una versione di “Old Folks” che ha commosso un po’ tutti.

(la foto è di Fabio Manganaro)

 

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