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I tre desideri di Monk

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensione concerti

“Il successo con la musica, una famiglia felice, ed un’amica che condivide la passione per il jazz.” Sono le risposte di Thelonius Monk alla richiesta di esprimere tre desideri fatta dalla baronessa Pannonica de Koenigswarter “Nica”, la nobile tedesca che dedicò parte della propria vita a sostenere i musicisti jazz. “Ma Thelonius, ce le hai già tutte e tre queste cose”, fu la risposta di Nica. Tre desideri, “Three Wishes”, è il titolo dello spettacolo ospitato dal Teatro Modena di Genova domenica 4 febbraio...


“Il successo con la musica, una famiglia felice, ed un’amica che condivide la passione per il jazz.” Sono le risposte di Thelonius Monk alla richiesta di esprimere tre desideri fatta dalla baronessa Pannonica de Koenigswarter “Nica”, la nobile tedesca che dedicò parte della propria vita a sostenere i musicisti jazz.
“Ma Thelonius, ce le hai già tutte e tre queste cose”, fu la risposta di Nica. Tre desideri, “Three Wishes”, è il titolo dello spettacolo ospitato dal Teatro Modena di Genova domenica 4 febbraio a conclusione della rassegna mattutina Jazz’n breakfast, organizzata da Rodolfo Cervetto con l’associazione Jazz Lighthouse.
Uno spettacolo che racconta, con musica, testi ed immagini, la bruciante passione per il jazz di Nica, che lasciò un marito e cinque figli, per dedicarsi ad accogliere e supportare, anche nelle esigenze di vita quotidiana, diversi musicisti, primo fra tutti Monk, suo ospite nella “casa dei gatti”, felini e jazzisti, per ben dodici anni con la propria famiglia.
Sul palco lega i fili del racconto la figura di Monk, interpretato dall’attore Saverio Soldani, che anima con grande efficacia narrativa e forza passionale pensieri e sentimenti del pianista, espressi attraverso i testi immaginifici scritti dal critico musicale Guido Festinese.
Il jazz inteso come forma di resistenza, richiamata dalla famosa copertina di “Underground”, ad un clima sociale che discrimina i musicisti “negri”, l’indifferenza del pubblico alle storie raccontate dal palco tramite la musica, le frustrazioni di una stentata vita quotidiana ed il senso di “ritorno a casa” che le cure e l’ospitalità di Nica assicuravano a tanti jazzisti, da Parker a Steve Lacy.
Ad intervallare la narrazione, ricca di aneddoti e di episodi dalla storia del jazz, (Nica che esce dalla Bentley e scivola lungo i muri dei jazz clubs, l’anello bifronte di Monk, il suo mutismo negli anni finali della vita), la musica proposta dal Loris Tarantino trio, (con il pianista, Dino Cerruti al contrabbasso e Rudy Cervetto alla batteria), con una rassegna di brani monkiani (Epistrophy, Pannonica, Bolivar Blues) integrato per “Round Midnight” e “Well You Needn't” dalla suggestiva voce di Simona Bondanza, alla quale è affidato anche l’ incipit della narrazione in tema di stelle e desideri con “When You Wish Upon A Star” e la conclusione, con le dolci e malinconiche note di “But Not For Me”.