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Dejan Terzic’s "Axiom" a La Claque di Genova per Gezmataz

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensione concerti

Fedele alla propria tradizione di incubatore di nuove proposte, il Gezmataz festival di Genova ha concluso la mini edizione autunnale, dopo gli applauditi concerti del duo Fresu/Moroni e del trio Benita/Tindiglia/Cervetto, con il battesimo italiano del gruppo Axiom, condotto dal batterista di origini serbe Dejan Terzic, con Chris Speed al sax, il Pianista Bojan Zulfikarpasic (Bojan Z) ed il bassista Matt Penman. Terzic, residente in Germania dove ha compiuto il percorso di studi, ed iniziato un lungo curriculum di collaborazioni con musicisti europei...


AxiomFedele alla propria tradizione di incubatore di nuove proposte, il Gezmataz festival di Genova ha concluso la mini edizione autunnale, dopo gli applauditi concerti del duo Fresu/Moroni e del trio Benita/Tindiglia/Cervetto, con il battesimo italiano del gruppo Axiom, condotto dal batterista di origini serbe Dejan Terzic, con Chris Speed al sax, il pianista Bojan Zulfikarpasic (Bojan Z) ed il bassista Matt Penman.
Terzic, residente in Germania dove ha compiuto il percorso di studi, ed iniziato un lungo curriculum di collaborazioni con musicisti europei come Nils Wogram e Palle Danielson ed in particolare italiani, Antonio Faraò e Franco Ambrosetti, ha da poco pubblicato per Cam Jazz un nuovo lavoro “Prometheus”, con il quartetto Axiom, che ha costituito la base della performance genovese sul palco della Claque venerdì 3 novembre.
Il neonato quartetto, i cui membri, però, collaborano da tempo in contesti diversi, produce una musica connotata dai forti accenti percussivi che si sviluppa a partire dalle convergenze ritmico armoniche fra il pianoforte di Bojan Z. ed il sax di Chris Speed, sulla quale il drumming libero e creativo del leader si innesta quale terza voce solista, producendo una efficace sintesi di struttura e forma libera.
Il concerto, dopo un primo brano più astratto introdotto da un solo di Speed che lentamente ha creato il terreno per l’ingresso degli altri strumenti, ha gradualmente svelato l’alchimia del gruppo, con pezzi ritmicamente dinamici come la title track “Prometheus”, articolata nei compatti fraseggi di piano e sax, o l’arrembante carica ritmica di “Addiction and subtraction” e momenti più rarefatti ed assorti – “Red” dedicata al paese natale di Terzic o la ballad “Tragoida”, che ospita un assorto duetto fra il piano ed il contrabbasso di Penmann.
Bojan Z, insieme a Speed il nome più conosciuto del quartetto, costruisce con sapiente verve architettonica e senso dell’essenziale le cellule armoniche su cui si sviluppano le composizioni, mentre il sax Speed svolge un ruolo strettamente complementare, salvo ritagliarsi spazi solisti – come durante “Anagramma” – nei quali l’espressività non cede mai al controllo del suono.
La sezione ritmica svolge raramente il ruolo tradizionale che le si attribuisce, o meglio lo fa il contrabbasso di Penman, dal passo morbido e profondo, mentre i tamburi di Terzic danno vita ad un tessuto percussivo continuo che agisce come background per la struttura dei pezzi, erompendo in alcuni casi in breaks di matrice rock .
Pochi i punti di riferimento per questa musica, e sarebbe facile citare l’E.S.T. trio che compare ogni qual volta le definizioni sfuggono. Riassumiamo così: un percorso distante da vincoli di genere che segue proprie traiettorie creative fra emozione e concentrazione.

 

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