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Melissa Aldana, jazz meeting & sax appeal

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensione concerti

Si è chiuso con il Crash Trio di Melissa Aldana il Bollate Jazz Meeting 2014, una rassegna in crescita che ha colto un ottimo successo di pubblico unendolo ad una proposta musicale che si è rivelata pari alle attese. Il “nome nuovo” su cui gli organizzatori han puntato quest'anno era appunto quello della cilena Aldana, sax tenore venticinquenne formatasi a Boston, che dopo aver vinto il prestigioso Thelonius Monk Competition 2013 ha visto le sue credenziali andare improvvisamente alle stelle attirando numerose attenzioni di qua e di là dell'Atlantico.

Ora, che ci sia una folta pattuglia di donne destinate a portare nuova linfa al jazz è fuor di dubbio, così com'è facilmente constatabile che ben poche tra esse si dedicano al sassofono, strumento da sempre negletto in quest'ambito dal genere femminile ed eviterò di fare nomi che contravvengono tale regola poichè sono più o meno sempre i soliti, e questo la rende pressochè aurea.
E' con grande curiosità che ci siamo quindi avvicinati alla musica di questa nuova stella annunciata: il “Crash Trio”, che è assemblato senza strumento armonico e si configura pertanto con la formula, diventata nel tempo quasi classica, del sax-basso-batteria, un combo ad alto grado di difficoltà che consente molta libertà, richiede una comunicazione senza sbavature tra musicisti e che mette in particolar modo l'ancia sotto i riflettori, in un contesto “senza rete”; la sapienza musicale coniugata in senso prettamente ritmico da Francisco Mela, eccezionale batterista cubano che McCoy Tyner ha scelto per il suo ultimo gruppo, ha consentito alla bella cilena di lavorare con tranquillità alle composizioni originali con cui ha aperto il set, ovvero il medium tempo “M y M” in cui si è potuto apprezzare fin da subito il suo morbido sound, e l'intrigante “Turning” in cui i poliritmi di Mela han preso la scena nella prima di una serie di ottime sortite solistiche.
Melissa Aldana, perfettamente a suo agio sotto le luci della ribalta, ha continuato il set con uno standard evocativo come pochi, “Spring Can Really Hang You Up At The Most”, tema che induce al sospiro e che fu reso celebre da Ella e da Sassy (Love seemed sure around the new year/ Now it’s april, love is just a ghost / Spring arrived on time, only what became of you, dear? / Spring can really hang you up the most...) per poi proporre altri brani scritti dai compagni del trio, la divertente song “TiraPie” del bassista Pablo Menares e “Dear Joe” firmato da Francisco Mela.
Una certa ripetitività nelle soluzioni melodiche adottate e un'indefinibile leggerezza d'insieme sono affiorate qua e là durante il concerto, durato più di un'ora e mezzo, ci sarà davvero da divertirsi quando la tigrotta cilena avrà unghie ancor più affilate e deciderà di sbranare la musica che le si porrà di fronte anziché costeggiarla levigandone i tratti più impervi.
Ancora uno standard proposto come ultimo brano ad un pubblico che ha dimostrato di gradire, e molto, il concerto: “You Are My Everything” aperto da un'intro solitaria al tenore vagamente lesteriana e poi sviluppato dal trio con estrema grazia, la stessa che si rintraccia nel sorriso lucente di Melissa che alla fine ringrazia, riceve un gran mazzo di fiori ed esce di scena salutando tra gli applausi...Sax Appeal! 


 

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