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Andrea Pozza Quintet feat Carlo Atti a Valle Christi di Rapallo

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensione concerti

Il connubio fra il pianista genovese Andrea Pozza ed il sassofonista emiliano Carlo Atti è di lunga data, visto che, come riportano le cronache, i due facevano parte nel 1995, insieme a Rossi Tavolazzi e Bandini, del primo gruppo interamente italiano ad esibirsi al celebre club Ronnie Scott’s di Londra. L’ultima serata della stagione jazz di Valle Christi, ospitata nella suggestiva omonima location di Rapallo ha fornito occasione per un nuovo incontro fra i due, complice il quartetto tutto ligure di Pozza con Aldo Zunino, Giampaolo Casati e Rodolfo Cervetto..


Andrea PozzaIl connubio fra il pianista genovese Andrea Pozza ed il sassofonista emiliano Carlo Atti è di lunga data, visto che, come riportano le cronache, i due facevano parte nel 1995, insieme a Rossi Tavolazzi e Bandini, del primo gruppo interamente italiano ad esibirsi al celebre club Ronnie Scott’s di Londra.
L’ultima serata della stagione jazz di Valle Christi, ospitata nella suggestiva omonima location di Rapallo, a seguire i concerti di luglio con Jesse Davis, Humberto Amesquita quartet ed il quartetto di Fabrizio Bosso, ha fornito occasione per un nuovo incontro fra i due, complice il quartetto tutto ligure di Pozza con Aldo Zunino al contrabbasso, Giampaolo Casati alla tromba e Rodolfo Cervetto alla batteria.
"Tenor Madness" era il significativo titolo – omaggio della serata in onore di Sonny Rollins, rincipale ispiratore di Atti, e la musica ascoltata, anche se forse priva del fuoco del grande tenorista statunitense, ha offerto alcuni spunti interessanti e momenti riusciti.
Avviato con la rilettura di “Deluge” di Wayne Shorter, il concerto si è sviluppato lungo una direttrice solidamente hard bop, con i due fiati che alternavano esposizioni all’unisono e giochi contrappuntistici, il pianoforte di Pozza regista discreto ma indispensabile, e la sezione ritmica, una collaudata realtà nel panorama del jazz ligure, ad assicurare il necessario drive, unito ad alcuni pregevoli momenti solisti, energetici e raffinati quelli di Zunino, ricchi di stop and go ritmici quelli della elastica batteria di Cervetto.
Atti dispone di un eloquio fluente al sax ed ha una spiccata vocazione ai soli torrenziali senza mai sconfinare oltre il perimetro dell’eleganza formale e delle note necessarie. Un musicista non molto in evidenza nel panorama attuale, il cui approccio alla creatività, approfondito anche sotto il profilo della tecnica costruttiva, con la progettazione e realizzazione di una linea di bocchini personalizzati, merita di essere conosciuto.
In questo contesto un po’ sacrificata è apparsa la tromba di Casati, più incline ad atmosfere intimiste e tradizionali, alla quale è stata riservata una intensa versione di “In a sentimental mood”.
In scaletta altri omaggi a Shorter (Black Nile), standard (My Shining Hour) un limitato corredo di ballads affidate al lirico pianoforte di Pozza per un risultato che ha soddisfatto il numeroso pubblico seduto fra le rovine del misterioso ed affascinante monastero duecentesco, rilanciando un arrivederci al 2018 per l’appuntamento con il jazz a Valle Christi. Con l’ augurio che si tratti di una realtà ormai consolidata.


 

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