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“Danse mémoire, danse” : tromba, bandoneon e sei voci per un mondo più giusto e libero

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensione concerti

“Mistico mediterraneo”, il lavoro ideato e realizzato da Paolo Fresu con Daniele Di Bonaventura ed il gruppo corale corso “A filetta”, su un cd ECM del 2011, avrà un seguito. Abbiamo ascoltato l’anteprima di “Danse mémoire, danse” questo il titolo, ispirato alla storia di due personaggi emblematici della storia dell’isola Corsica, venerdì 9 giugno nell’ambito dl festival Andersen di Sestri Levante. 


Paolo Fresu Daniele Di Bonaventura“Mistico mediterraneo”, il lavoro ideato e realizzato da Paolo Fresu con Daniele Di Bonaventura ed il gruppo corale corso “A filetta”, su un cd ECM del 2011, avrà un seguito. Abbiamo ascoltato l’anteprima di “Danse mémoire, danse” questo il titolo, ispirato alla storia di due personaggi emblematici della storia dell’isola Corsica, venerdì 9 giugno nell’ambito dl festival Andersen di Sestri Levante nell’incantata location della Baia del Silenzio, in riva ad un mare quieto e con una luna piena che si è assunta l’incarico di illuminare la scena.
Il nuovo lavoro è continuazione ideale di quell’idea di “sentire mediterraneo” che ha ispirato la collaborazione con il gruppo polifonico diretto da Jean Claude Acquaviva, come ha spiegato Fresu in apertura, l’idea che Corsica e Sardegna siano come due sassi gettati nello specchio del mediterraneo, ed il moto delle onde provocate da quel movimento unisca tutte le coste che vi si affacciano.
Un auspicio alla cultura dell’accoglienza ed al valore del meticciato umano e musicale che la tromba del jazzista forse più conosciuto in Italia, insieme al bandoneon di Di Bonaventura ed alle sei voci di “A filetta” (Jean-Claude Acquaviva – François Aragni – Paul Giansily – Stéphane Serra – Jean Sicurani – Maxime Vuillamier) hanno provato a tradurre nell’universale linguaggio della musica.
“Danse mémoire, danse”, è dedicato al poeta e drammaturgo Aimé Césaire ed a Jean Vicoli, maestro in Senegal e uno dei capi della resistenza corsa durante la Seconda Guerra Mondiale, entrambi isolani e comunisti, molto legati alla loro terra natia e all’Africa, nemici del colonialismo e delle sofferenze inflitte ai più deboli, e difensori delle popolazioni africane e del concetto di “negritudine”.
“Se abbiamo deciso di avvicinare questi due pensatori luminosi impressi di umanesimo è semplicemente per ricordare, ancora e ancora, che dietro la grandezza di tali uomini – dei quali ci compiacciamo di esaltare l’ impegno ed il sacrificio – c’è l’idea per la quale e dalla quale vivono e muoiono: quella di un mondo più giusto, più libero, più rispettoso delle differenze, un mondo più equo e più solidale. Abbiamo chiesto ad autori corsi di oggi di contribuire, attingendo alla confluenza del pensiero di questi due edificatori che furono Nicoli e Césaire, e illuminarci sui loro percorsi ideologici, filosofici ma anche poetici”.
Questo l’intento del progetto, che dal punto di vista musicale segue da vicino lo schema del precedente lavoro, con la polifonia ora aspra ora melodica e le metriche spigolose e ricche di pathos del dialetto corso protagoniste in primo piano, e gli strumenti a tessere una trama di fondali, sottolineature e dialoghi.
A Sestri Levante l’insieme ha gradatamente conquistato il pubblico assiepato sulla spiaggia, con le nuove composizioni e numerosi pezzi tratti dal precedente lavoro, nei quali la tromba lirica di Fresu o il flicorno trattato elettronicamente diventano protagonisti paritari rispetto alle voci e si ritagliano, in duo con il bandoneon, qualche spazio di dialogo strumentale di rarefatta intensità.

 

 

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