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Danilo Rea sul palco del Correggio Jazz

Scritto da Francesca Bonacini on . Postato in Recensione concerti

Ho incontrato la musica di Danilo Rea un po’ di anni fa, forse quindici più o meno, ad un concerto dei fantastici Doctor3, alias Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, e Fabrizio Sferra alla batteria. E quando incontri musicisti di tale calibro non puoi fare altro che innamorarti della loro musica, del loro modo di interpretare successi del passato e della loro originalità di composizione.


Danilo ReaHo incontrato la musica di Danilo Rea un po’ di anni fa, forse quindici più o meno, ad un concerto dei fantastici Doctor3, alias Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, e Fabrizio Sferra alla batteria.
E quando incontri musicisti di tale calibro non puoi fare altro che innamorarti della loro musica, del loro modo di interpretare successi del passato e della loro originalità di composizione. Come non citare “The Tales Of Doctor3”, “Blue”, “Bambini forever”, “The Songs Remain The Same” , il doppio cd “Winter Tales Live at Umbria jazz”…
Ed eccomi al Teatro Asioli di Correggio per l’imperdibile “Notturno”, dove unico e assoluto protagonista è il pianoforte di Rea.
Già il titolo, "Notturno", è decisamente indicativo delle intenzioni di Danilo Rea: fare Musica, quella con la M maiuscola, quella che abbandona le classificazioni, gli schemi, i generi e che diventa una e una soltanto. Dalla musica classica fino a territori ancora inesplorati, attraverso un percorso fatto di pura improvvisazione che ti porta dove la musica decide di portarti.
Ricordo le parole di Rea scritte sul libretto di “Improvvisi”, disco registrato insieme a Roberto Gatto (2002): “Roberto e io decidemmo di tentare un progetto ambizioso: eliminate ogni schema musicale preordinato, creando melodia, ritmo e armonia nell’attimo stesso delle registrazione. Entrati in studio abbiamo spento la luce e iniziato a suonare, lasciando che ricordi e sensazioni ci guidassero in un viaggio attraverso la nostra cultura, senza conformismi linguistici: spontaneamente. Cercavamo il sogno, l'emozione…”
E quel progetto ambizioso continua a realizzarsi ogni volta che Danilo Rea si mette al pianoforte, con il quale riesce davvero a fare qualunque cosa: “improvviso dalla musica classica e arrivo dove l’improvvisazione mi porta”, come lui stesso ha detto durante il concerto.
Si inizia da Chopin, lento e sottovoce, con quelle note che ognuno di noi conosce alla perfezione e che si trasformano pian piano in qualcos'altro senza neanche avere il tempo di accorgersi della mutazione. E come per magia dai Preludi classicissimi di Chopin siamo già passati ad Elton John con la sua "Your Song": e le note continuano a susseguirsi una dopo l’altra senza mai fermarsi, le canzoni si sovrappongono, le melodie si intrecciano e tu spettatore ti ritrovi immerso in un mondo incantato fatto da un continuum di suoni e armonie che conosci così bene ma che assumono in ogni istante una forma e una vita nuove.
Dalla musica classica, alla musica lirica, alla musica pop, alla musica rock, al cantautorato italiano: non c’è più distinzione, non c’è più nulla che le divida. Il tocco elegante di Danilo Rea, la sua tecnica raffinata, il suo virtuosismo, la sua energia, la sua creatività, il suo entusiasmo travolgente e il suo jazz fondono questi meravigliosi mondi in un tutt'uno, ed ecco che entriamo in un universo parallelo dove i Beatles incontrano Cam Caminì, che a sua volta entra in "Bocca di Rosa", che a sua volta ci prende per mano e ci conduce tra gli accordi di "Vincerò", che torna a tuffarsi nuovamente una versione davvero da brivido di "Bocca di Rosa" che non smetteresti mai di ascoltare, la quale cambia ancora vestito e ci accompagna tra le composizioni di Mascagni…
Sono rimasta senza fiato ascoltando Danilo Rea dal vivo e ora sono senza fiato nel raccontarvi le emozioni che ha regalato al pubblico!
Davvero sorprendente: ogni volta che lo ascolti rimani estasiato. Libertà assoluta, esplorazione continua, improvvisazione che crea in ogni istante qualcosa di nuovo, tensione ininterrotta e instancabile… e il sogno che Rea cercava è diventato splendida realtà!

 

 

Commenti   

#1 Gianni Gualberto 2017-06-13 20:08
Eh, be'...
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