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The "Acrobats" a Milano

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensione concerti

L'ultimo appuntamento di Atelier Musicale porta a Milano una delle formazioni italiane più creative e interessanti, il quintetto di Tino Tracanna.

Contornato da patners di primo piano, il leader impegnato prevalentemente al soprano da vità ad un set intenso e maturo, creativamente molto più avanzato rispetto allo stesso album, "Acrobats", che da il nome al gruppo.
Il quintetto, completato da Mauro Ottolini al trombone, Roberto Cecchetto alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Antonio Fusco alla batteria, presenta sei i temi, tratti tutti dall'album in questione, che mettono in mostra una scrittura dagli aromi post free e post bop, con un forte impatto ritmico ed una sapida attività di sviluppo e intersecazione tra i componenti del gruppo.
Sostenuti da una frizzante sezione ritmica e innervati dal contributo inestimabile per colore e timbro di Roberto Cecchetto i due fiati si scambiano spazi e ispirazioni in assoli brevi ma intensi. 
Purtroppo l'acustica dell'Auditorium non aiuta, ma la sensazione è di un combo in grande crescita espressiva. I brani sono costituiti da brevi cellule tematiche, che spesso sono un vero e proprio tormentone ritmico ("Dundun"), oppure inseriscono variazioni su claudicanti e irresistibili frasi ripetute ("Cartomante").
Tracanna è musicista colto e sensibile, non a caso vanta una lunga militanza nel quartetto storico di Franco D'Andrea, nonchè la trentennale esperienza nel quintetto di Paolo Fresu. 
Le sue proposte sono sempre originali e si sanno diversificare per contenuti e protagonisti. Questo è un quintetto di valore assoluto, speriamo che se accorgano anche i direttori artistici dei tanti festival europei apparentemente cosi' impegnati a scritturare solo nomi di successo quando non direttamente pop stars.

 

 

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