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Stefano Riggi - Sandro Gibellini Quartet “Jazz in Wonderland”

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Recensione concerti

Metti una sera un piccolo concerto jazz al di fuori dei grandi festival, allestito nel salone d’ingresso dipinto di una bella villa settecentesca. Metti due esperti solisti di generazioni diverse, come il sassofonista Stefano Riggi, direttore della genovese Bansigu Big Band, ed il chitarrista Sandro Gibellini, coadiuvati da una giovane sezione ritmica alle prese con un repertorio tutto ispirato alle colonne sonore di famosi film cartoons.


Stefano Riggi - Sandro Gibellini Quartet Metti una sera un piccolo concerto jazz al di fuori dei grandi festival, allestito nel salone d’ingresso dipinto di una bella villa settecentesca. Metti due esperti solisti di generazioni diverse, come il sassofonista Stefano Riggi, direttore della genovese Bansigu Big Band, ed il chitarrista Sandro Gibellini, coadiuvati da una giovane sezione ritmica (Emanuele Valente al basso e Giorgio Griffa alla batteria), alle prese con un repertorio tutto ispirato alle colonne sonore di famosi film cartoons.
Al linguaggio del jazz è affidato il compito di evocare quelle magiche atmosfere che tutti abbiamo vissuto tramite le immagini sullo schermo, e farsi interprete di emozioni che spesso traggono origine dall’unione inscindibile fra immagini e musica.
Tutti qui gli ingredienti del concerto “Jazz in Wonderland”, organizzato dall’attivissima Associazione Jazz Lighthouse come ultimo appuntamento della rassegna Suoni parole e ritmi dal mondo 2017, tenutosi sabato 1 aprile a Villa Bombrini a Genova.
Il tema dell’accoppiamento Jazz & Cartoons vanta numerosi ed anche illustri precursori, ma il progetto di Riggi e Gibellini va segnalato per la qualità, non comune, di essere stato coltivato con una passione vera e profonda per le storie animate, riuscendo ad inventare un’entusiasta veste jazz a temi che chiunque ha fischiettato almeno una volta, senza trascurare il gusto di scovare episodi poco conosciuti o relegati nei titoli di testa o di coda dei films.
E’ così che, accanto a famosi motivi, come quello della “Pantera Rosa” che ha aperto il concerto, compaiono alcune piccole perle, come il tema di “Gustavo” colonna sonora di una serie prodotta dalla televisione ungherese per la Pannonia film negli anni sessanta, o il tema di apertura da “Il Libro della Giungla”.
Il sax di Stefano Riggi, che ha curato la maggior parte degli arrangiamenti, ha una voce calda ed affidabile, ed una pronuncia che sa legare in modo esemplare le parti tematiche a quelle improvvisate, con grande capacità di controllo dell’emissione, mentre la chitarra di Gibellini risulta co-leader ideale, con il suo carico di inventiva negli accompagnamenti ed un’alternanza di dolci e melanconici accenti e più aggressive e complesse dinamiche nelle parti soliste, che raccontano molto della carriera ad ampio raggio del musicista lombardo.
Ineccepibile il drive della sezione ritmica, che sostiene adeguatamente le dinamiche dei pezzi più movimentati, e contribuisce a colorare le atmosfere più tenui. Il repertorio ha attinto ad episodi tratti da “Lilly e il vagabondo”, (La canzone di Gilda e Bella notte) da “Il Libro della Giungla”, (Overture e Lo stretto indispensabile) “Cenerentola” (La canzone dei topini e I Sogni son desideri), rievocando le connessioni fra l’arcinoto tema di Crudelia De Mon (in originale Cruella de Ville) dalla “Carica dei 101” e l’antecedente di Monk in “Little Tootie Tootie”, celebrando l’omaggio al jazz degli “Aristogatti”(Tutti voglion suonare il jazz – Everybody wants to be a cat), ed unendo in un singolare medley Cancaminin da “Mary Poppins” al tema di “Alice nel paese delle meraviglie”.
Un progetto divertente ed emozionante come un bel cartone animato, che meriterebbe di diventare quanto prima un disco.

 

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