Stampa

Luci ed Ombre sul Jeff Ballard Trio

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Recensione concerti

L'atipico trio del batterista Jeff Ballard, per la prima volta a capo di una propria formazione, era atteso martedi 18 febbraio a Brescia, inserito nella rassegna “Jazz In Eden” che ha movimentato con iniziative di livello il piovoso inverno del capoluogo lombardo.

Preceduti da un'incisione decisamente azzeccata e della quale TdJ s'é occupata (link) il trio ha chiuso il proprio tour europeo, condotto ad un ritmo talmente serrato da far pensare a possibili quanto inevitabili momenti di stanchezza, con un'esibizione che ha riguardato quasi per intero il succitato album, eseguito pressochè per intero.
Proprio con “Virgin Forest” si è aperto il concerto mettendo immediatamente sugli scudi fascinose poliritmie ed un sound d'insieme tra i più originali ascoltabili oggi, connotato principalmente dal chitarrista africano Lionel Loueke, i cui colori afro-pop hanno caratterizzato la parte “easy” del concerto, a lungo andare quella che si è fatta preferire. Infatti il gruppo è parso molto a suo agio quando si è trattato di mescolare, grazie ai membranofoni del leader, le pulsioni caraibiche del pungente sax contralto di Miguel Zenon con l'afflato africano del chitarrista in una sorta di avanzata world music resa con una certa dose d'improvvisazione, molto meno quando gli spazi si sono dilatati, l'asticella del rischio alzata e l'ombra del trio Frisell / Motian / Lovano si è allungata sinistra sul palco, con gli inevitabili (e ahinoi, perdenti) confronti stilistici a distanza.
L'interessante proposta di “Western Wren” (richiamo per uccelli) ha mostrato gli ascendenti colemaniani di Zenon e il drumming libero di Ballard, mentre la dolce “Child's Play” ha tolto il trio da un momento d'impasse centrale piutosto lungo riportandolo sui binari della forma “song”.
Il trio di Ballard, dopo un breve bis un po' tirato via, si è quindi accomiatato, con qualche segno di stanchezza di cui s'è detto poc'anzi, da un pubblico rimasto fin troppo sulle sue, senza riuscire a fugare fino in fondo in chi scrive un senso d'incompiutezza che si lega a filo doppio alle alte aspettative riposte in questa notevole band.

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna