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Ambria Jazz accende i motori

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Recensione concerti

Prime due serate della rassegna Ambria Jazz che per oltre un mese, dal 2 luglio al 9 agosto, propone dei concerti sulla linea di confine tra jazz e musica contemporanea. Dopo la serata d'apertura con il Trio Ammentos, la seconda serata ha invece proposto due set: un concerto solo di Gianluca Petrella e l'esibizione del Brass Bang!, per l'occasione in trio senza Fresu.


Gianluca PetrellaL'apertura del lungo festival di Ambria Jazz avviene in una location deliziosa, il giardino privato di Casa Parravicini, cortesemente messo a disposizione dalla famiglia proprietaria. Nonostante la temperatura elevata sul prato si sta bene, e l'inizio della manifestazione nasce sotto buoni auspici.
Di scena è il Trio Ammentos, costituito dai sardi Salvatore Maiore al contrabbasso, Peo Alfonsi alla chitarra acustica elettrificata e dal bresciano Fausto Beccalossi alla fisarmonica.
Il repertorio è basato soprattutto sui brani del nuovo album, tutti originali a firma dei tre componenti, e la proposta è una musica estatica e contemplativa, un po' in debito sul ritmo ma innervata da ottimi spunti solistici e da una evidente capacità di interagire del trio. Le radici affondano prevalentemente nella musica popolare di stampo mediterraneo, attualizzata e arricchita dallo spirito libero e libertario mutuato dalla musica jazz. Chitarra e fisarmonica si scambiano agevolmente la parte del protagonista mentre il contrabbasso funge da ancora ritmica.
Generosi e simpatici, i tre hanno suonato per un'ora e mezza senza risparmiarsi, evidenziando una vena melodica sempre in movimento e mai scontata ed il notevole impatto strumentale di tre virtuosi del proprio strumento. Il limite di questo genere di proposta è la monotematicità delle atmosfere e la uniformità di ritmo. Complessivamente però si è trattato di un buon concerto, apprezzato dal pubblico che ha affollato in ogni ordine di posti tutto lo spazio del giardino. Tra i brani eseguiti, notevole l'impatto melodico di Ammentos, la fragile emotività di Ninna Nanna e la vena lirica di Carrela.
La seconda serata di Ambria Jazz nel suo percorso itinerante approda nei giardini di Palazzo Sala a Castionetto di Chiuro, ed è veramente una location da urlo. Tanta bellezza paesaggistica induce ad attendersi una contropartita in termini musicali, ed in effetti è quello che poi si è verificato.
Due set con musicisti che già hanno lasciato una impronta nelle passate edizioni, ma che rappresentano garanzia di qualità e richiamo. Mentre il sole piano piano cala sulla Valtellina inizia il breve concerto di Gianluca Petrella: 35-40 minuti di trombone con l'aggiunta di delay, effetti sonori, nastri magnetici preregistrati e distorsioni applicate. Una sequenza di paesaggi musicali, dal funky all'ambient, sui quali il trombonista ricama frasi, applica riff di forte impatto ritmico e delinea una personalità in continuo divenire.
Ho ascoltato pareri perplessi tra gli amici, ma personalmente ho apprezzato. Non c'è stata la fisicità travolgente e lo swing implacabile dell'esibizione a Castel Grumello (altra location da mille e una Valtellina) di alcuni anni fa, ma è normale che un musicista di cosi' alto spessore non rimanga fermo sugli allori conseguiti e cerchi sempre nuovi percorsi a costo di non incontrare il plauso di tutti.
Dopo una abbondante pizzoccherata innaffiata da ottimo vino locale è la volta del Brass Bang!, un quartetto di soli fiati che per l'occasione si esibisce in trio. Manca infatti Paolo Fresu, a Perugia per un riconoscimento, e si tratta dell'unica data della tournè italiana in cui il gruppo si esibisce in formazione ridotta.
L'assenza di Paolo si traduce però in un set completamente acustico, e la scelta si rivela a mio parere del tutto azzeccata. Abituato alla massiccia dose di elettroniche, ascoltare per una volta tre virtuosi del proprio strumento unplugged rivela particolari meno visibili e conferma la formidabile perizia tecnica dei musicisti.
Steven Bernstein non ha bisogno di effetti speciali per stupire: basta la sua tromba a coulisse per segnare l'immaginario. Marcus Rojas è un motore in ebollizione: trascinante e percussivo come una intera sezione ritmica, e finalmente ascoltare Petrella senza l'intermediazione delle elettroniche ci restituisce un trombonista spumeggiante e fervidamente creativo.
Il repertorio è quello consolidato: si inizia con la Black and Tan Fantasy di Duke Ellington, poi Bemsha Swing di Thelonious Monk. Nel prosieguo affiorano i temi di Moon River, di As Tears Go By dei Rolling Stones, Manic Depression di Jimi Hendrix e la nuova entry, almeno per i concerti del gruppo ai quali ho assistito, Come Together dei Beatles. Solito spirito corrosivo e trascinante, un occhio attento alla spettacolarità e alla comunicativa, classe e tecnica in abbondanza. Il segreto è semplice, il pubblico, numeroso e motivato, completamente affascinato. Una serata che resterà memorabile, uno splendido abbinamento tra la bellezza dei posti e la comunicatività della proposta musicale.

 

Commenti   

#1 VITTORIO 2015-07-10 21:49
SERATA SPLENDIDA POSTO FANTASTICO MUSICISTI SUPER

CENA VALTELLINESE OTTIMA

VINO VALTELLINESE SUPER

COMPLIMENTI A TUTTI
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