Stampa

Milano festeggia gli 80 anni del Maestro

Scritto da Ernesto Scurati on . Postato in Recensione concerti

Lunedì 11 maggio, per l’ultimo concerto stagionale della rassegna Jazz al Piccolo - Orchestra Senza Confini, i compagni di avventura di una vita e tanti giovani di belle speranze del jazz italiano si sono alternati sul palco del Teatro Strehler di Milano, affollato da un pubblico attento e numeroso, per festeggiare, anche se un po’ in anticipo, gli splendidi 80 anni del Maestro Enrico Intra.


Enrico IntraDi Enrico Intra abbiamo già parlato su questo sito non molto tempo fa, quando in un’intervista a 360 gradi ci ha raccontato la sua vita, il suo percorso artistico ed i suoi molteplici interessi e progetti, molti dei quali ancora in corso di gestazione, a squisita testimonianza della vitalità ed energia di un artista che come il buon vino invecchiando migliora.
Ma sintetizzare in poche righe l’ondata di emozioni che in tre ore di spettacolo si sono diffuse dal palco del teatro Strehler alla sala, affollata da un pubblico attento e numeroso, sarebbe impossibile per chiunque.
Era inevitabile che la città di Milano accorresse a teatro per applaudire e ringraziare una volta di più, e forse la più importante di tutte, chi tanto ha dato alla musica (non solo al jazz), ai giovani, alla sua città e, più in generale, a chiunque abbia avuto come me l’onore di conoscerlo personalmente e passare anche solo un’ora con lui, per una meravigliosa lezione di vita a prescindere dall’argomento trattato.
In una serata magica fin dalle intenzioni, in cui non sono mancati numerosi interventi istituzionali, persino il compagno di tante avventure Maurizio Franco ha ringraziato Intra per avere, in venticinque anni di collaborazione, cambiato la sua vita, e per una volta l’impassibile musicologo ha messo un po’ in disparte la sua competenza e capacità di sintesi, capitalizzando al massimo sulla sua capacità di comunicazione ed interpretando al meglio il ruolo del navigato maestro di cerimonie, che intrattiene gli ospiti e riempie gli spazi quando necessario.
Sul palco, oltre alla presenza stabile della Civica Jazz Band e dei suoi solisti (Soana, Rossi, Visibelli, Vaggi e Arco), si sono alternati i numerosi ospiti, la maggior parte dei quali ha dialogato con il Maestro e ha poi suonato come solista della band al completo; il festeggiato ha lasciato spazio ai giovani come è suo costume ma ha spesso diretto l’orchestra, alternandosi a Paolo Silvestri e Riccardo Brazzale, suoi colleghi di bacchetta che spesso hanno condiviso con lui progetti ambiziosi e percorsi artistici di spessore. E poi le fotografie di Roberto Cifarelli, scattate durante il sound check e proiettate prima del concerto, quelle di Pino Ninfa, le caricature di Andrea Strizzi e la scultura “pianoforte sottosopra” di Nino Walter Riondato all’ingresso; insomma il meglio che Milano potesse offire al suo ottuagenario concittadino.
In serate come queste la musica passa in secondo piano, ma vogliamo almeno ricordare come in un fotogramma il bel tributo a Monk in apertura (con Sergio Orlandi e Marco Gotti splendidi solisti), le partecipazioni di Franco Ambrosetti ed Enrico Rava (che appaiono ben più debitori al tempo che passa del più anziano collega), il dialogo con l’altra icona del jazz milanese Franco Cerri (elegante come sempre ed altrettanto indenne all’incremento dell’età anagrafica), le evoluzioni dei sassofoni di Claudio Fasoli, l’intervento atteso ed insperato di Giovanni Allevi, la performance acustica e visiva con l’elettronica di Alex Stangoni e l’action painting di Gabriele Amadori (che ha prodotto una tela astratta con tanto di firma autografa di Intra), la splendida voce di Joyce Yuille e la bella presenza scenica dei maestri della scuola Happy Tai-Chi.
Un discorso a parte meritano l’esecuzione del brano “Zawinul”, dalla struttura apparentemente informale e pregna di dissonanze, con l’orchestra diretta da Riccardo Brazzale e con uno strepitoso Gabriele Comeglio al sax soprano, per il bellissimo momento in trio con Intra nella sua versione più free e le due batterie di Tony Arco e Tullio De Piscopo, impegnate ora in controtempo, ora all’unisono; una bellissima sarabanda dalla quinta suite francese di Bach (1722-1723), eseguita prima in versione classica da Carlo Balzaretti e poi ripetuta dal Maestro improvvisando su quanto ascoltato prima, nella formula dei Piani Diversi a lui tanto cara, che ha prodotto un risultato privo di jazz e swing, ma particolarmente accattivante per la splendida tessitura delle variazioni melodiche e delle armonizzazioni estemporanee; lo splendido incontro totalmente improvvisato con Enrico Pieranunzi, durante il quale i due si sono alternati al pianoforte ed alla tastiera elettrica senza che il risultato cambiasse di una virgola, tale è il livello di interplay che i musicisti hanno raggiunto.
Pieranunzi si è poi confrontato con la big band nella sua “Night Bird”, impreziosita oltre che dal suo assolo da quello di Roberto Rossi al trombone, e subito dopo la scena è stata rubata da Mario Rusca, il cui notevole arrangiamento di “Caro Diario” di Nicola Piovani in forma di ballad è stato ben corroborato da un pregevole intervento pianistico dello stesso Rusca e dalla presenza di un imprescindibile Paolo Tomelleri al clarinetto.
C’è stato ancora spazio per due perle assolute: una “lectio magistralis” di Franco D’Andrea, che per una volta ha abbandonato le amene spigolosità tanto care ai suoi fans per utilizzare un approccio decisamente più fruibile in “Tre accordi”, arrangiata da Corrado Guarino, ed il nuovo trio tri-generazionale di Enrico Intra con il “giovane” Paolino Dalla Porta ed il “giovanissimo” Mattia Cigalini, autore di una musica moderna ed ispirata che, se non è stato possibile apprezzare appieno in una così fugace apparizione, ha comunque lasciato presagire sviluppi molto interessanti per l’inedito abbinamento tra il sax soprano, ora lirico ora lancinante, il contrabbasso cantabile dal suono rotondo e lo splendido approccio pianistico, per l’occasione più incline al contrappunto che alla esposizione melodica.
Come ha giustamente sottolineato il direttore del teatro Sergio Escobar in apertura di serata, Enrico Intra compie 80 anni ma ne dimostra meno di cinquanta; quindi aspettiamo il 2016 per festeggiare con lui un altro ottantesimo compleanno, e lo faremo ogni anno fino a quando li compirà davvero …


 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna