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Frank Morgan: Sound of Redemption

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Articoli

L'incredibile vita e la meravigliosa musica di Frank Morgan ha toccato così profondamente il noto scrittore Michael Connelly che, dopo aver utilizzato la sua musica come leitmotiv per il suo personaggio più famoso, il detective Harry Bosch, ha deciso di produrre un film documentario che punta ad illuminare la difficile vita e la grandezza di questo straordinario sassofonista.


Frank MorganL'incredibile vita e la meravigliosa musica di Frank Morgan ha toccato così profondamente il noto scrittore Michael Connelly che, dopo aver utilizzato la sua musica come leitmotiv per il personaggio più famoso della sua serie di romanzi gialli, il detective Harry Bosch, ha deciso di produrre un film documentario, intitolato "Sound of Redemption: The Frank Morgan Project", che punta ad illuminare la difficile vita e la grandezza di questo straordinario sassofonista. 
Il documentario, diretto da N.C. Heikin, racconta la storia della sua vita e della sua incredibile rinascita, attraverso interviste con i musicisti e con le persone che gli sono stati vicino. Queste sono intercalate con le immagini di Frank, e con tracce della sua splendida musica. Ma ciò che rende il film memorabile, ed un "must" per gli appassionati di jazz, sono le immagini, che attraversano la storia, del concerto-tributo del 2012, nel quale sei grandi del jazz resero omaggio a Morgan a San Quentin, la prigione di stato della California dove Morgan trascorse una parte significativa dei tre decenni intercorsi tra la prima parte della sua carriera ed il suo prodigioso ritorno.
Nato a Minneapolis nel 1933, si trasferì con la sua famiglia a Milwaukee all'età di 6 anni. Suo padre, Stanley Morgan, chitarrista della band The Ink Spots, cominciò ad insegnargli la chitarra quando aveva appena 2 anni. All'età di 7 anni, recatosi a Detroit per un suo concerto, il padre portò suo figlio al Teatro Paradiso, dove c'era uno spettacolo della band di Jay McShann, della quale faceva parte Charlie Parker.
Lo stesso Morgan raccontò come la sua vita fu sconvolta nel momento esatto in cui sentì Charlie Parker attaccare un assolo su "Hootie's Blues". "Quando Charlie Parker si alzò per fare il suo solo, cambiò tutta la mia vita".
A 14 anni si trasferì con la famiglia a Los Angeles, dove il padre aprì un club di jazz, il Casablanca nel quale ben presto Charlie Parker divenne un ospite fisso, come molti altri leggendari beboppisti ed alcune grandi star di Hollywood come Ava Gardner, Gregory Peck e Ginger Rogers, che spesso frequentavano il club per ascoltare questa musica rivoluzionaria.
Un giorno il padre di Frank portò il figlio nel backstage per incontrare Parker. Bird divenne suo mentore e suggerì al ragazzo di cominciare a padroneggiare il clarinetto prima di passare al sax contralto. Inizialmente deluso - avrebbe voluto suonare il sassofono - Frank in seguito riconobbe i benefici che ottenne nello sviluppare la tecnica al clarinetto prima di passare al sassofono.
A Los Angeles Frank poté completare gli studi presso la Jefferson High School, una scuola per soli neri, il cui direttore musicale era il leggendario Samuel Browne. Browne aveva contribuito a lanciare le carriere di tanti grandi musicisti jazz afro-americani. L'anno di Morgan alla Jefferson coincise con quello di future stelle come la trombonista Melba Liston e il trombettista Ernie Royal.
Spinto dal padre, Frank cominciò a suonare nei club della Central Avenue con Dexter Gordon e Teddy Edwards, dove Parker era spesso presente per valutare i progressi del suo protetto. "Essere vicino a Bird era sempre una grande esperienza. Sono sempre stato stupito del suo grado di intelligenza", ha detto.
Preso per mano dal sassofonista Buddy Collette, Morgan fu affidato a Merle Johnston affinchè gli fossero insegnati i punti più delicati della tecnica, condividendo delle sessioni con Eric Dolphy, un altro rivoluzionario giovane musicista.
Morgan quindi divenne un appuntamento fisso alla Flennoy's Club Alabam sulla Central Avenue, che aveva tra gli ospiti stelle come Josephine Baker, Billie Holiday e il comico Redd Foxx, suonando in tutte le jam-sessions notturne che riusciva ad ottenere.
I rapidi progressi di Morgan lo fecero salutare come "The New Bird", impressionando gli ascoltatori di Los Angeles per la sua padronanza del linguaggio bebop.
Ma volendo imitare in tutto Parker, Frank abbracciò anche il suo stile di vita autodistruttivo, divenendo dipendente dall'eroina all'età di soli 17 anni, nonostante l'evidente disapprovazione di Parker. "Era molto deluso quando scoprì che stavo usando l'eroina", ha detto Morgan. "Io invece credevo che sarebbe stato estremamente felice".
Il suo primo album, "Introducing Frank Morgan", pubblicato nel 1955, lo stesso anno della morte di Parker, fu un debutto estremamente promettente. Morgan (affiancato da pesi massimi della West Coast come il trombettista Conte Candoli, il tenorista Wardell Gray ed il bassista Leroy Vinnegar) non solo riesce a "volare" su selezioni up-tempo, ma si dimostra anche essere un musicista in grado di eseguire delle ballad in modo lirico, caldo ed espressivo.
Ma con la morte di Parker, Morgan perse non solo il suo mentore, ma anche il suo principale riferimento musicale; inoltre le aspettative che circondavano l'uscita del suo album di debutto sembrarono spaventarlo più che eccitarlo. Così cominciò a mettere le sue energie creative piuttosto che nella musica, in furti, rapine in banche ed assegni falsi per cercare di mantenere la sua costosa dipendenza dall'eroina.
Quando finalmente sembrava che la sua carriera fosse in rampa di lancio, le sue azioni criminali lo portarono ad una serie di pene detentive che per circa trent'anni lo costrinsero ad entrare ed uscire dalla galera; molti di questi anni furono spesi nel carcere di San Quentin.
Gli anni trascorsi a San Quentin furono comunque estremamente significativi per Morgan, perché ebbe modo di incontrare tanti grandi musicisti che risiedevano nel carcere, a causa di reati collegati all'uso di narcotici, tanto che il lungimirante direttore del tempo, permise loro di formare una big band, conosciuta come la San Quentin All Stars, una band di 16 elementi che nel corso degli anni incluse anche Dexter Gordon e Art Pepper. La gente veniva da tutto la Bay Area per sentirli suonare. Frank era orgoglioso di far parte di quella band, e senza dubbio l'incontro con tanti grandi musicisti, raffinò le sue abilità. Fu allora, durante i suoi anni "perduti", che divenne una specie di celebrità, indossando degli smoking fatti in carcere dagli stessi detenuti.
Alla sua definitiva liberazione, dopo quasi trent'anni lontano dal palcoscenico, Frank Morgan fece un ritorno trionfale; malgrado gli anni in prigione non aveva perso niente del suo playing. Nel 1985 registrò il suo secondo album, "Easy Living" il primo di sette che registrò per l'etichetta californiana Contemporary. Accompagnato dal pianista Cedar Walton, dal bassista Tony Dumas e dal batterista Billy Higgins, Morgan (allora 51enne) scava in profondità su pezzi di Walton, McCoy Tyner, Wayne Shorter e Antonio Carlos Jobim, oltre a versioni di tre standard che ricordano la sua ispirazione principale, Charlie Parker.
L'album rappresentò un nuovo capitolo nella carriera di Morgan; egli riprese a tempo pieno a suonare ed a registrare. Nel 1986 ottenne un ingaggio di una settimana al Village Vanguard, ottenendo ancora più consensi; fu il suo primo ingaggio in un club di New York.
Morgan in questo periodo divenne una figura di spicco nel "jazz-revival" di fine anni '80, una testimonianza vivente della grandezza del bebop. Lavorò regolarmente e registrò in maniera prolifica nel decennio successivo, per le etichette Contemporary, Antilles e Telarc. Robert Palmer del The New York Times, nel recensire un altro concerto al Vanguard nel 1987, scrisse, "Il Jazz semplicemente non ha niente di meglio."
Morgan smise in maniera definita con la droga; avviò un programma di mantenimento con il metadone, aiutato dall'artista Rosalinda Kolb, che nel 1988 divenne un'altra delle sue numerose mogli.
"Sapevo di non voler più andare in prigione e volevo suonare il bebop", ha detto, ed ha continuato a farlo con "eccezionali qualità artistiche", come descritto dal celebre critico jazz Leonard Feather, ottenendo un diffuso apprezzamento.
Morgan fu colpito da un ictus nel 1998, ma fu di nuovo in strada ed in studio nel giro di pochi mesi, e riprese a registrare, per l'etichetta HighNote, nel 2004. Dopo aver vissuto in New Mexico per molti anni, tornò a Minneapolis nel 2005 riducendo notevolmente il suo carico di lavoro, anche se continuò a suonare di tanto in tanto.
Nel 2007, incontrò la giovane sassofonista Grace Kelly. In assenza di figli propri, vide in lei la sua eredità. La presentò al pubblico durante i suoi concerti, e le donò tutto ciò che poteva della sua saggezza e del suo amore negli ultimi mesi della sua vita.
Quello stesso anno infatti, appena rientrato da un tour europeo, durante un controllo in un ospedale di Minneapolis, gli fu diagnosticato un cancro al colon inoperabile. Frank Morgan morì il 14 dicembre, all'età di 73 anni.
Nel raccontare questa storia di promessa, autodistruzione e rinnovamento, Heikin esplora la mutevole scena artistica e musicale di Los Angeles negli anni '40 e '50. Gli intervistati del film riconoscono i dolorosi effetti della segregazione e del razzismo in molti artisti afro-americani dell'epoca. Alcuni dei colleghi musicisti di Morgan discutono il modo in cui, come maschi neri, furono scoraggiati dal frequentare il college o addirittura di fare le scuole superiori a carattere accademico, piuttosto che le classi professionali. E' riconosciuto anche il ruolo dell'eroina come analgesico estremo. Per Morgan, l'uso dell'eroina del suo amico e idolo "Bird" divenne qualcosa da emulare, come il suo innovativo bebop.
Nel documentario Heikin offre generose selezioni audio di Morgan, mettendo in evidenza la sua tonalità allo stesso tempo limpida e malinconica, ma è un pò carente nelle parti filmate, anche se include alcuni brevi filmati dei suoi concerti al Village Vanguard del 1986.
Ma nel concerto tributo a San Quentin, che attraversa tutto il documentario, è la musica a parlare. In una stanza di blocchi di calcestruzzo, un sestetto guidato dal pianista George Cables e dal trombonista Delfeayo Marsalis esegue alcuni dei pezzi che Morgan ha registrato nel corso della sua carriera, tra cui brani di Dizzy Gillespie, Thelonious Monk e McCoy Tyner. La giovane sassofonista Grace Kelly, esegue un'emozionante versione di "Over the Rainbow", mentre grandi musicisti, tra i quali Ron Carter, Mark Gross e Marvin "Smitty" Smith, esprimono tutto il loro amore e l'ammirazione in ogni singola nota, e mentre i detenuti in ascolto rispondono alla musica, i loro volti sembrano assecondarne l'emozione.


 

 

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