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La Criss Cross punta e rilancia

Scritto da Fabio Chiarini on . Postato in Articoli

Sono arrivate altre quattro nuove uscite per casa Criss Cross, l'etichetta olandese sempre più meritoria nel documentare il meglio della scena jazzistica USA, con particolare riferimento a ciò che accade nella Big Apple.

Questa piccola e strepitosa etichetta indipendente, fondata da Gerry Teekens nel 1980, non è nota nel nostro paese quanto meriterebbe la qualità delle proprie incisioni, spesso affidate a musicisti giovani ed emergenti, jazzisticamente ferrati ed orientati quasi sempre verso un hardbop evoluto e sofisticato, anche se non mancano brevi escursioni in territori comunque limitrofi.
I musicisti di casa Criss Cross, scelti dall'orecchio jazz finissimo di Gerry, vengono seguiti nel loro sviluppo, solitamente ad un disco che spesso rappresenta un esordio ne succede un altro e vengono immediatamente intruppati anche come sideman in altre sessions prima di migrare nei casi più eclatanti verso l'(ex)empireo delle Majors. Giusto per dare un'idea del valore dell'etichetta, che personalmente paragono a una cantina piccola che sforna, senza tirarsela, vini di livello eccezionale quasi ad ogni annata, v'invitiamo a prendere visione dell'impressionante catalogo on-line dove troverete, tra i molti che hanno mosso i primi passi in Criss Cross, musicisti come Kenny Garrett (con Woody Shaw e Mulgrew Miller come sidemen!), Steve Wilson, Benny Green, Bill Charlap, Chris Potter, Mark Turner, Kurt Rosenwinkel, Orrin Evans, Dave Kikoski, Peter Bernstein, Seamus Blake e moltii altri che vanno per la maggiore.
Un'identità ben precisa, un suono riconoscibile e un packaging esteticamente coerente (sebbene un po' spartano) con musicisti che ritornano in molti titoli: è ovvio che la stella polare cui ci si ispira è la Blue Note degli anni d'oro, sebbene ormai, dopo tanti anni e tante incisioni sia ormai giusto riconoscere i meriti innegabili di questa label senza scomodare paragoni illustri.
A testimonianza di un impegno che, nonostante la conclamata crisi mondiale del settore discografico, non accenna a scemare segnaliamo con piacere che dalla fine di maggio sono disponibili, come detto, altri quattro nuovi dischi davvero intriganti per diversi motivi ma sempre "fedeli alla linea" (e per quanto mi riguarda metto già mano alla carta di credito). Ne diamo una breve segnalazione ora in questo panegirico entusiasta e ci torneremo poi con calma dopo ascolti ponderati.
- Johnathan Blake, uno dei più ricercati batteristi della sua generazione, dopo le collaborazioni con Tom Harrell 5tet, Mingus Big Band, Kenny Barronn ecc. mette a segno il suo primo disco da da leader allineando in Gone, But Not Forgotten. una line up esplosiva con Chris Potter e Mark Turner ai sassofoni oltre al fidato basso di Ben Street. Gruppo tra i migliori assemblabili per un disco che, potete scommetterci, sarà infuocato.
- L'Opus 5, quintetto newyorkese che comprende fuoriclasse come Seamus Blake al tenore e Dave Kikoski al pianoforte, approda al suo terzo lavoro e visto il livello notevole dei due precedenti ci aspettiamo grandi cose anche da "Progression", titolo che è tutto un programma.
- David Binney è semplicemente David Binney, lo conosciamo dai tempi dei suoi formidabili dischi per la nostra Red Records, ed è uno dei più avventurosi e sensibili jazzmen del pianeta, questo "Anacapa" con formazione allargata comprende dieci nuovi originals e si preannuncia come un "must have" (ascolta l'album con Spotify).
- Justin Robinson è il nome meno noto tra i leaders di questa nuova spettacolare infornata Criss Cross, ma questo contraltista si è già messo in luce nella Dizzy Gillespie All Star Band oltre che con il quintetto di Roy Hargrove. "Alana's Fantasy" e si preannuncia un classico disco Criss Cross: muscolare hard bop senza fronzoli cui mettono il sigillo di qualità due assi della ritmica quali Dwayne Burno al basso e Willie Jones III alla batteria.

 

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