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Accadde tutto alla Maybeck Recital Hall

Scritto da Alberto Arienti Orsenigo on . Postato in Articoli

La Maybeck Recital Hall è un sala da concerti, situata a in Berkeley, California, ha una cinquantina di posti ed un'ottima acustica. Fu costruita nel 1917, ma solo nel 1987 fu aperta al pubblico. Due anni dopo la pianista jazz Joanne Brackeen, entusiasta per l'acustica della sala, chiese di poter registrare il concerto.

La Concord accettò di buon grado di pubblicare il cd e da quel momento e fino al 1995, furono pubblicati 42 concerti di piano solo, mostrando un'interessantisma panoramica di pianisti, con l'unica esclusione dei soliti nomi famosi (Jarrett, Corea, Taylor, Tyner, Bley).
La gestione commerciale dei dischi non fu brillantissima, non furono programmate ristampe sistematiche, non si progettarono cofanetti ed anche la stessa grafica dei cd lasciava piuttosto a desiderare. Spiace pertanto che una raccolta così interessante sia stata lasciata languire nel dimenticatoio, specialmente se si tiene conto nel numero di dischi e cofanetti pubblicati da una sola star del piano solo.
L'elenco completo dei pianisti è il seguente:
1 Joanne Brackeen - 2 Dave McKenna - 3 Dick Hyman - 4 Walter Norris - 5 Stanley Cowell - 6 Hal Galper - 7 John Hicks - 8 Gerry Wiggins - 9 Marian McPartland - 10 Kenny Barron - 11 Roger Kellaway - 12 Barry Harris - 13 Steve Kuhn - 14 Alan Broadbent - 15 Buddy Montgomery - 16 Hank Jones - 17 Jaki Byard - 18 Mike Wofford - 19 Richie Beirach - 20 Jim McNeely - 21 Jessica Williams - 22 Ellis Larkins - 23 Gene Harris - 24 Adam Makowicz - 25 Cedar Walton - 26 Bill Mays - 27 Denny Zeitlin - 28 Andy LaVerne - 29 John Campbell - 30 Ralph Sutton - 31 Fred Hersch - 32 Roland Hanna - 33 Don Friedman - 34 Kenny Werner - 35 George Cables - 36 Toshiko Akiyoshi - 37 John Colianni - 38 Ted Rosenthal - 39 Kenny Drew, Jr. - 40 Monty Alexander - 41 Allen Farnham - 42 James Williams.
Sono presenti quasi tutti gli stili, salvo l'avanguardia, con alcuni pianisti ingiustamente emarginati ed alcuni alla prima impregnativa prova di solo.
Interessante osservare dalle liste dei brani, le differenti strategie di esecuzione, con una parte di pianisti decisi ad affidarsi solo a standard famosi (incredibilmente bella la scelta fatta da Stanley Cowell, portata avanti con grandissima classe) ed un'altra che li ha mischiati a composizioni proprie, in grado quindi di evidenziare maggiormente lo stile degli autori. Vi è stato anche un notevole ricorso a medley, alcune assai curiose.
Il brano più eseguito è stato 'Round Midnight suonato da 6 musiciti, seguito da Body and Soul (4) e da All the Things You Are, I Hear a Rhapsody, Stella By Starlight, Yesterdays e You Don't Know What Love (tutte con 3 versioni).
Ci sono anche alcune curiosità: La marcia dei Flintstones (Barry Harris), due versioni della canzone di Jobim "Zingaro" (Cedar Walton e Jim McNeely) ed un vecchio successo di Harry Belafonte "Island in the Sun" presentata da Monty Alexander, in onore delle sue origini caraibiche. Monty ha anche rispolverato un classico finito ormai in soffitta ("When the Saints Go Marching In") nonchè "Estate".
Attualmente sembrerebbero disponibili ancora i seguenti album:
Dave McKenna - Dick Hyman - Stanley Cowell - John Hicks - Marian McPartland - Kenny Barron - Hank Jones - Gene Harris - Ralph Sutton - Fred Hersch.
I primi due sono un ottimo esempio di pianismo solido, ben ancorato nella tradizione, ma anche di un'abile approccio ai brani più famosi, alla ricerca di una prospettiva che possa riservare qualche sorpresa. La performance di Stanley Cowell è veramente splendida, con un notevole virtuosimo ma senza ostentazione, un pianismo moderno in grado di rileggere la tradizione con rispetto ma senza complessi.
Il tanto apprezzato, anche da me, John Hicks, pur suonando bene non mi è sembrato al massimo e forse non era completamente a suo agio senza la ritmica, ed è rimasto un po' sulle sue.
Marian McPartland è stata una grande sopresa. Allora era già settantaduenne ma mostrava ancora una totale padronanza dello strumento, un gusto nelle scelte (molto Ellington) ed un approccio ai temi disinvolto e divertito.
Anche Kenny Barron ha confermato la sua maestria con un concerto sapiente e vario, anche se con poche sorprese, mentre Hank Jones è stato superlativo elegante, sensibile, un esempio di come si affronta il piano e lo si domina senza fare il cinema (anche con qualche grugnito), fornendoci tra l'altro. un'elegante lettura di "Blue Monk", senza gli spigoli dell'originale ma assolutamente non banale.
Gene Harris ha invece puntato molto sul blues (3 brani) differenziando abilmente il suo concerto e rendendolo assai godibile e fresco. Ralph Sutton ha sfoderato una notevole forma, mentre Fred Hersch ha giocato con molta grazia e sensibilità sui toni più lievi e le atmosfere più sofisticate, senza mai cadere nella leziosità e senza mai annoiare.
Mi dispiace molto che non siano più reperibili i concerti di Jaki Byard e Roger Kellaway, entambi estrosi, brillanti e raffinati: ricordo del primo un ingegnoso omaggio al piano stride con "Tribute to the Ticklers" e del secondo un memorabile "Creole Love Call".
Soprendente e assai piacevele la prestazione di Ellis Larkins, già felice accompagnatore di Ella Fitzgerald, che sfodera la sua esperienza senza rinunciare ad approcci sorprendenti, come in "Oh, Lady Be Good" evidente omaggio alla sua vecchia compagna di viaggio.
Ovviamente di gran classe l'esibizione di Richie Beirach, trasversale, acuta ma tutta racchiusa in un equilibrio cristallino, più estroversa e generosa, anche se forse più squilibrata quella di Cedar Walton. Parzialmente deludenti, ma sempre ad un buon livello, i concerti di Hal Galper, Buddy Montgomery, Mike Wofford e, soprendentemente, George Cables.
E' un vero peccato poi, che siano spariti gli album di artisti assai poco documentati come: Steve Kuhn, Mike Wofford, Jim McNeely, Denny Zeitlin che meritebbero un'occasione per riascoltarli ed apprezzarli.
Putroppo questo bellissimo evento è stato gestito piuttosto male dal punto di vista discografico, mi dispiace molto, perchè avrebbe potuto diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati di pianoforte.


 

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