Stampa

Regina Carter esplora la storia della sua famiglia

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Articoli

La violinista Regina Carter è considerata il violinista jazz più importante della sua generazione, una denominazione che non riesce sufficientemente a dipingere il quadro. La sua curiosità, passione, e ricerca della bellezza ha accompagnato ogni passo del suo percorso musicale.

Queste caratteristiche sono più evidenti che mai nel suo imminente album di debutto con la Sony Music Masterwork, dal titolo "Southern Comfort", in cui esplora la musica popolare del sud. L'album uscirà il 4 marzo e coinciderà con l'inizio del tour internazionale.
"Southern Comfort" si collega tematicamente ai precedenti album della Carter, "I'll Be Seeing You: A Sentimental Journey" (2006), che presenta alcuni standard jazz preferiti da sua madre, e "Reverse Thread" (2010), che celebra la tradizione della musica africana re-immaginata per violino, fisarmonica, basso, batteria e kora.
Sul suo nuovo album, la Carter esplora dei pezzi folk che il nonno paterno, un minatore, ascoltava mentre lavorava in Alabama, e il progetto è stato ampliato per includere altre melodie popolari della regione.
Nell'intento di rifare il passato, Regina ha cercato dei parenti lontani e i libri dell'epoca in cui suo nonno viveva.
E' andata alla Biblioteca del Congresso per studiare le rinomate collezioni di folkloristi come Alan Lomax e John Work III, scavando in profondità nelle loro registrazioni dagli Appalachia. Su "Southern Comfort, Regina interpreta le proprie radici attraverso una lente moderna.
"Quando ascoltavo alcune di queste registrazioni, ho sentito qualcosa che mi ha toccato profondamente", ha detto la Carter. «Avevo forse 50 canzoni e alla fine mi sono vista costretta a lavorare su quelle e a trattenermi dal raccoglierne altre".
Le 11 tracce di "Southern Comfort" includono interpretazioni della Carter della musica Cajun, dei primi gospel e dei canti di lavoro dei minatori di carbone, oltre ad alcuni brani più contemporanei.
"Negli Appalachi c'erano discendenti scozzesi e irlandesi, schiavi e nativi americani. Era un miscuglio culturale e la musica che ne risulta è inebriante. Questo disco doveva rendere omaggio alla mia famiglia", ha detto la Carter, "ma si è rivelato essere molto più di quello."
I musicisti su questa registrazione apportano background differenti al progetto, ed includono i chitarristi Adam Rogers e Marvin Sewell, i bassisti Chris Lightcap e Jesse Murphy, il fisarmonicista Will Holshouser ed il batterista Alvester Garnett, che ha anche fornito gli arrangiamenti. Stefon Harris, Xavier Davis e Nate Smith hanno anche contribuito agli arrangiamenti
"Ognuno di loro tira fuori qualcosa di unico musicalmente, che riesce a parlarmi."
(Fonte PRNewswire)

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna