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Jeff Ballard in Italia

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Articoli

Jeff Ballard presenta il suo album di debutto come solista dal titolo "Time’s Tales", con un tour europeo che terminerà a febbraio con quattro date in Italia. 

Batterista del rinomato trio di Brad Mehldau e uno dei tre fondatori del collettivo FLY con Larry Grenadier and Mark Turner, Jeff Ballard conferma il sodalizio con il chitarrista Lionel Loueke e il sassofonista Miguel Zenon per la tourneè che farà tappa il 15 al Teatro Giotto di Vicchio (FI), il 16 al Teatro Nuovo di Capodarco di Fermo, il 17 al Modo di Salerno e il 18 al Nuovo Eden di Brescia. 
50 anni da poco compiuti, Ballard dichiara: "Sono a metà della mia vita, volevo fare qualcosa di significativo. Così ho pensato di realizzare questo progetto con la band che amo. Time’s Tales è un racconto della mia vita fino a questo punto. Sono contento di chiudere il tour in Italia, paese a cui sono molto legato e dove ho vissuto per diverso tempo." 
Batterista eclettico e con uno spiccato interesse per i ritmi africani e latino americani, Ballard non potrebbe aver trovato partner migliori per questa impresa, come il chitarrista di origini beninesi Lionel Loueke e il sassofonista portoricano Miguel Zenon. Due giganti internazionali.
Jeff Ballard ha mosso i primi passi come batterista accanto a Ray Charles, per poi iniziare vari percorsi artistici con Buddy Montgomery, Mike Stern, con Danilo Perez, Chick Corea New Trio e la Joshua Redman groove-oriented Elastic Band.
Chitarrista di Herbie Hancock e Terence Blanchard, Loueke ha lavorato con leggende come Jack DeJohnette e Charlie Haden, nonché con Gretchen Parlato, Esperanza Spalding e Robert Glasper. Già membro della John Simon Guggenheim Foundation, del MacArthur Fellowship e fondatore del collettivo SF JAZZ, Zenon ha lavorato con artisti del calibro di Bobby Hutcherson, Fred Hersch, David Sanchez e Steve Coleman.
Con suoni che vanno dal modern jazz ai ritmi tradizionali africani e latini fino ad arrivare a intensità heavy metal, Time’s Tales riflette l'identità poliedrica e avventurosa del trio di Ballard, che è stata affinata sui palcoscenici di tutto il mondo fin dalla sua nascita nel 2006.
L’affiatamento e l’intesa del trio di Ballard, traspare in ciascuna delle 10 tracce di "Time’s Tales". Dalla gioiosa "Virgin Forest" di Loueke, un funky d’ispirazione africana in 9/4, a "Beat Street" di Ballard, che inizia con una vivace parata in stile New Orleans, ma che prende alcune deviazioni inaspettate lungo la strada. Non mancano le libere improvvisazioni, in "Free" che chiude l’album e nell’insolita "Western Wren", dove viene utilizzato un richiamo per uccelli registrato dalla National Geographic, trascritto alla chitarra dal grande Steve Cardenas.
"Time’s Tales" contiene anche tre sorprendenti cover: la lunatica "Dal (a rhythm song)" del compositore ungherese Béla Bartok, "Hangin’ Tree" della band hard rock Queens of the Stone Age e "The Man I Love" di Gershwin, brano per cui Ballard ha detto: "Si potrebbe pensare che dei musicisti provenienti dal Benin e da Puerto Rico, avrebbero suonato questo brano con un’influenza straniera, adattandolo a un altro piano culturale. Ma non è questo il caso, infatti, si può sentire il profondo rispetto che questi musicisti hanno per la musica tradizionale americana. Questo è un meraviglioso esempio di come diversi confini culturali possono incontrarsi e scomparire completamente dentro un abbraccio".