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Cuneiform Records si ferma per un anno per ripensare il proprio futuro

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Articoli

Il 2018 si apre con l’ennesima, preoccupante, notizia per tutti coloro che hanno a cuore la musica creativa e si impegnano per la sua sussistenza. La gloriosa etichetta statunitense Cuneiform Records, all’apice dei riconoscimenti critici, con il cd “America’s National Parks” di Wadada Leo Smith vincitore del premio come album dell’anno nel referendum di Down beat, numerosi awards tributati al trombettista e compositore, ed il titolo di “Rising Star Jazz Artist" assegnato a Mary Halvorson per il disco del trio Thumbscrew...


Cuneiform RecordsIl 2018 si apre con l’ennesima, preoccupante, notizia per tutti coloro che hanno a cuore la musica creativa e si impegnano per la sua sussistenza. La gloriosa etichetta statunitense Cuneiform Records, all’apice dei riconoscimenti critici, con il cd “America’s National Parks” di Wadada Leo Smith vincitore del premio come album dell’anno nel referendum di Down beat, numerosi awards tributati al trombettista e compositore, ed il titolo di “Rising Star Jazz Artist" assegnato a Mary Halvorson per il disco del trio Thumbscrew con Michael Formanek and Tomas Fujiwara, ha deciso di concedersi un anno sabbatico per ridefinire la propria organizzazione e ruolo nel mondo discografico.
Inoltre, a partire dalla fine di gennaio, cesseranno del tutto le attività dell’ufficio di promozione e marketing dell’etichetta, gestito da Joyce Nalewajk Feigenbaum, che periodicamente veicolava a migliaia di contatti in tutto il mondo le novità sulle realizzazioni della Cuneiform, una sigla che compare, dal 1984, su centinaia di lavori di musica di qualità, realizzata in una prospettiva di totale libertà artistica.
La decisione, illustrata in un lungo comunicato dalla stessa etichetta diretta da Steve Feigenbaum fondatore della Cuneiform, discende dalle condizioni di difficile sostenibilità di un etichetta indipendente in un mercato che ha visto un crescente declino delle vendite di musica in tutti i formati. 
“E’diventato sempre più difficile finanziare la realizzazione di contenuti musicali di alto livello qualitativo: la disponibilità di offerte gratuite su internet e sulle piattaforme di streaming hanno svalutato la musica. Essere circondati da un sottofondo di musica buona per l’intrattenimento non rappresenta certo un incentivo ad acquistare musica e questo clima mette in pericolo la stessa sussistenza della musica professionale. La musica che sostiene una profondità di ascolto richiede investimenti per essere creata, registrata, distribuita e promossa.”
Nel 2018, durante il periodo di pausa temporanea delle attività, (Cuneiforms produceva una media di circa quindici album l’anno), i suoi creatori, oltre a mantenere in vita il prestigioso catalogo, saranno impegnati ad individuare nuove modalità per continuare a far vivere e realizzare musica che abbia dei contenuti.
Un pensiero che tutti noi, appassionati di questa musica, dovremmo cominciare ad approfondire seriamente.


 

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