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Auguri al sig. Luigi con … Oliver Nelson

Scritto da Andrea Baroni on . Postato in Articoli

Apprestandomi a formulare un generale ringraziamento ed augurio di buon anno nuovo a tutti coloro che passano da queste parti, mi viene da dedicarne uno speciale ad una persona che non conosco, ma che sento in qualche modo vicina. So che si chiama Luigi, perché molte delle dediche sui cd usati, che da un po’ di tempo trovo e regolarmente acquisto in un negozio dell’usato, riportano il suo nome. Circostanza che mi fa ritenere si tratti di un appassionato di jazz con particolare passione per i concerti...


The Blues And The Abstact TruthApprestandomi a formulare un generale ringraziamento ed augurio di buon anno nuovo a tutti coloro che passano da queste parti, mi viene da dedicarne uno speciale ad una persona che non conosco, ma che sento in qualche modo vicina.
So che si chiama Luigi, perché molte delle dediche sui cd usati, che da un po’ di tempo trovo e regolarmente acquisto in un negozio dell’usato, riportano il suo nome. Circostanza che mi fa ritenere si tratti di un appassionato di jazz con particolare passione per i concerti, dove credo abbia reperito gli autografi degli artisti, spesso italiani, titolari delle incisioni.
La cosa che non mi spiego è perché, dopo tanta fatica e tanto affetto dimostrati nella caccia alla dedica, abbia deciso poi di mettere in vendita per pochi spiccioli numerosissime opere discografiche anche di notevole importanza. Spero vivamente, per Luigi, si tratti di problemi di spazio casalingo e non di necessità economiche.
Fatto sta che questo rapporto indiretto mi sta mettendo a contatto reale con una messe di incisioni che per svariati motivi, fra cui anche quelli anagrafici, mi erano sfuggite nel corso del tempo. Molto jazz italiano, da Rava a quell’autentico fenomeno del compianto Marco Tamburini, Renato Sellani, Girotto, Pieranunzi, ed anche tanto jazz toccato dai crismi del mito.
Oggi, ad esempio, mi sono imbattuto in un vero capolavoro del bop che tutti conosceranno, e che io avevo colpevolmente trascurato: “The Blues And The Abstact Truth” di Oliver Nelson, un Impulse del 1961 inciso con la stellare compagnia di Freddie Hubbard, Bill Evans, Eric Dolphy, Paul Chambers, Roy Haynes e sporadici interventi al sax baritono di George Barrow.
Stavolta, niente dediche sulla copertina del cd (ovviamente), ma le acute spiegazioni del leader, arrangiatore, big band leader e alto / tenore sassofonista, Oliver Nelson, che illustra la sua idea di espandere la forma basilare del blues attraverso i motivi tematici e le idee melodiche nelle sei composizioni del disco, inaugurate dalla magistrale “Stolen Moments”, un magico intreccio di quiete melodie su cui si inseriscono magistrali assoli in sequenza di Hubbard, Dolphy al flauto ed Evans.
Mi fermo subito qui perché “The Blues And The Abstact Truth” non richiede certo un’ennesima recensione, essendo universalmente definito come uno dei “must have” di ogni jazz fan. Ma torno a ringraziare il Sig. Luigi, augurandogli, comunque, un 2018 pieno di altra musica, ed immaginando che di questa, di cui si disfa, abbia già assimilato ed amato ogni singola nota, superando quel piccolo feticismo da possesso dell’oggetto che affligge ancora molti di noi appassionati.