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Top Jazz 2014

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Editoriali

Questi i responsi dei critici nel consueto referendum dell’anno indetto dallo storico magazine italiano Musica Jazz. Accanto a nomi ampiamente consolidati appare un musicista che per la prima volta ottiene un consenso cosi’ ampio, è il caso di Steve Lehman, con un album a mio avviso assolutamente pregevole.


Steve LehmanQuesti i responsi dei critici nel consueto referendum dell’anno indetto dal magazine storico italiano. Accanto a nomi ampiamente consolidati appare un musicista che per la prima volta ottiene un consenso cosi’ ampio, è il caso di Steve Lehman, con un album, "Mise en Abime", a mio avviso assolutamente pregevole uscito peraltro in un anno in cui non abbonda la concorrenza di grande qualità.
E’ un po’ il paradosso dei nostri tempi: accanto ad una offerta sempre maggiore e ad una proliferazione discografica impetuosa gli album originali fanno molta fatica ad emergere. In fondo è anche quanto è accaduto per quanto concerne la scelta del miglior album italiano del 2014: credo che "Joy in Spite of Everything" di Stefano Bollani abbia staccato di molte lunghezze tutti gli altri. Ampiamente previsto anche il successo di Cecile McLorin Salvant, uscita vincitrice dai referendum di Down Beat in maniera plebiscitaria.
Per il terzo anno consecutivo anch’io sono stato interpellato nel sondaggio e devo dire che le mie preferenze hanno ricalcato i risultati del Top Jazz in entrambi i migliori album oltre che nel musicista internazionale dell’anno.
Per cercare di uscire dalle secche dei soliti nomi, senza naturalmente per questo sminuirne l’importanza, ho preferito esprimere qualche preferenza “diversa”: Umberto Petrin come musicista dell’anno (e ho votato anche "Traces and Ghosts" tra gli album italiani), Pasquale Mirra come nuovo talento. Sono però assolutamente convinto della bontà della scelta di Elisabetta Antonini, autrice di un album, "The Beat Goes On", che molto mi è piaciuto.
Per quanto riguarda il nuovo talento internazionale ho votato in ordine, per J.D. Allen, Brandon Lewis e, giocoforza, Cecile Mc Lorin Salvant.
Inutile ricordare che il Top Jazz non è nient’altro che uno strumento indicativo, utile per orientarsi o per confrontarsi, assolutamente lontano dall’affermare verità oggettive. I risultati vanno quindi presi cum grano salis: i gusti personali di ciascuno possono essere molto distanti da quanto emerso e fanno si che referendum di questo tipo abbiano un valore del tutto relativo.

Top jazz 2014:

JAZZ ITALIANO

- DISCO DELL'ANNO (premio Arrigo Polillo)
«Joy In Spite Of Everything» (ECM)
Stefano Bollani

- MUSICISTA DELL'ANNO (premio Pino Candini)
Franco D'Andrea

FORMAZIONE DELL'ANNO
Franco D'Andrea Sextet

- MIGLIOR NUOVO TALENTO (premio Gian Mario Maletto)
Elisabetta Antonini

- UNA VITA PER IL JAZZ (premio Gian Carlo Testoni)
Enrico Pieranunzi

JAZZ INTERNAZIONALE

- DISCO DELL’ANNO
Mise en Abime (Pi Recordings) - Steve Lehman Octet

- MUSICISTA DELL’ANNO
Steve Lehman

- FORMAZIONE DELL’ANNO
Steve Lehman Octet

- MIGLIOR NUOVO TALENTO
Cecile McLorin Salvant

RISTAMPA DELL’ANNO
Miles at The Fillmore (Sony) - Miles Davis

 

Commenti   

#4 fabio ch. 2014-12-12 10:37
e allora attendo il numero "must" di Gennaio di Musica Jazz anch'io per fare delle valutazioni più precise. Da sempre il Top Jazz è un termometro che misura sia i musicisti che la critica specializzata, e questo indipendentemen te dal fatto che quel che segna possa piacere o meno.
Le anticipazioni succose di Luca Conti fan presumere che ci sia stata bagarre per le posizioni di testa e io, come tanti, mi son sempre trovato d'accordo con una minoranza di persone...
Soprattutto il successo conclamato di Lehman mi lascia piuttosto interdetto, musicista dell'anno, formazione dell'anno e disco dell'anno! Che sia arrivato un nuovo Ornette o un nuovo Phil Woods mentre io sonnecchiavo beatamente? l'ho apprezzato nel disco Criss Cross di Matt Brewer ma francamente mi è sembrato "uno del mazzo". Soprattutto come strumentista penso ce ne siano parecchio di più validi, anche in Italia! (gesù, avevo detto che aspettavo gennaio e invece...) Comunque segnalo a tutti che anche qui a TdJ stiamo preparando un "Grigliatone" che raccoglierà i vari gusti personali dei collaboratori, le indicazioni che arrivano via mail dai visitatori (compilate il form in Home Page!) e tra non molto proporremo un gioco / sondaggio ai nostri lettori... Stay tuned e viva MJ.
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#3 MJ 2014-12-11 20:10
Quelli per ora segnalati sono soltanto i nomi dei vincitori. Sia Paul Bley sia, soprattutto, gli Angles 9 hanno ottenuto piazzamenti di grande rilievo, ma ci sarà tempo per riparlarne a fine dicembre. Purtroppo il cd di Peter Evans è uscito troppo tardi per rientrare tra i votabili, altrimenti sono certo che se la sarebbe cavata alla grande (malgrado non sia semplicissimo da reperire).
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#2 e scurati 2014-12-11 18:51
Devo dire che amando molto il jazz d'avanguardia e quello autoctono, quasi mai mi trovo d'accordo con i risultati del Top Jazz e delle graduatorie in generale

Tra l'altro credo anche poco nei risultati di una competizione in un mondo così ampio e variegato, ricco di sottogeneri e contaminazioni che spesso impediscono o rendono complessi confronti tra le diverse proposte

Devo pero' ammettere che quest'anno, almeno in parte, il plebiscito per Steve Lehman non mi stupisce, così come la vittoria di Bollani, il cui ultimo ECM magari non sarà il miglior disco italiano in assoluto ma certo è una delle vette del suo percorso artistico

Mi spiace di non vedere in classifica Peter Evans, Paul Bley e soprattutto gli Angles 9 di Injuries, che per forza d'urto ed impatto emotivo secondo me è uno dei top 5 del 2014, ma non tutti possono vincere e magari avro' modo di ricredermi quando leggerò le classifiche complete

Auspico però che il ricambio generazionale di cui parla l'amico Luca Conti sia davvero evidente nelle classifiche del Top Jazz di quest'anno e degli anni futuri, perchè questo significa che la musica che amiamo si evolve e si rinnova, e le emozioni forte devono necessariamente periodicamente rinnovarsi

Ernesto Scurati
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#1 MJ 2014-12-08 11:01
In realtà l'unico ad aver vinto con distacchi stratosferici, in tutte le sue categorie (disco, musicista e gruppo), è stato Steve Lehman. L'album di Bollani è arrivato primo con pochissimi punti di vantaggio sul secondo classificato, così come Cécile McLorin Salvant si è affermata di un'incollatura sulla, per così dire, medaglia d'argento.

I risultati completi – che usciranno sul numero di gennaio, come di consueto – rivelano secondo me un notevole ricambio generazionale. E nel leggere, per esempio, i titoli dei primi dieci classificati nella sezione internazionale, ci si rende conto che nell'annata che sta per finire è uscita una gran quantità di ottimi dischi. La concorrenza era forte, altro che. Anche per il sottoscritto Lehman meritava di vincere, ma c'erano almeno altri tre o quattro titoli di alto livello.

LC
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