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The Bad Plus: partenze ed arrivi

Scritto da Franco Riccardi on . Postato in Articoli

In un organico così ristretto e sia pure in una logica di scambio paritario, va da sé che il pianoforte giochi in ruolo centrale, direi quasi “genetico”. Quindi la notizia dell'abbandono della formazione da parte del pianista Ethan Iverson non è di quelle che passano inosservate e prelude ad una vera e propria metamorfosi del gruppo. Ma quando si viene al nome del successore di Iverson, le notizie diventano due.


The Bad PlusIl trio The Bad Plus si è da tempo fatto conoscere per una musica molto personale e caratterizzata, rinsaldando la sua identità in modo tale da potersi consentire su di un piede di parita' anche collaborazioni esterne di grande caratura (Joshua Redman), ben sicuro della propria fisionomia.
In un organico così ristretto e sia pure in una logica di scambio paritario, va da sé che il pianoforte giochi in ruolo centrale, direi quasi “genetico”.
Quindi la notizia dell'abbandono della formazione da parte del pianista Ethan Iverson non è di quelle che passano inosservate e prelude ad una vera e propria metamorfosi del gruppo.
Ma quando si viene al nome del successore di Iverson, le notizie diventano due: si tratta di Orrin Evans, musicista che in parecchi da queste colonne abbiamo seguito con particolare attenzione e curiosità.
Ed è appunto da fan di questo musicista che ha costruito nell'ombra (almeno da noi) un ormai maturo e ricco percorso creativo ancora nel pieno del suo sviluppo (“The Evolution of Oneself” è stato uno dei miei ascolti più stimolanti di questi ultimi anni) che non posso non guardare con un filo di apprensione a questa avventura di Evans.
Non mi riesce facile infatti vedere punti di contatto tra il ben caratterizzato mondo espressivo dei Bad Plus (che spesso sconfina in una “musica al quadrato” e comunque di forti connotazioni programmaticamente intellettualistiche) e quello dell' Orrin Evans pianista, permeato da un raffinato, ma ben riconoscibile lirismo evocativo, una delle sue note stilistiche più personali. Certo Iverson ed Evans condividono ascendenze tristaniane - sia pure in misura e con evidenza diverse -, ma non molto di più.
Ma come si sa, spesso i jazzmen vivono più vite parallele in una, e questo moltiplica le possibilità di crocevia, anche dei più impensati.
Chi cambierà chi? È una domanda cui potremo rispondere solo quando avremo in mano il primo lavoro discografico dei “nuovi” Bad Plus: inutile sperare di sciogliere questo interrogativo davanti ad un palcoscenico.
Si sa, agli occhi del selettivo circuito festivaliero italiano la pur ricca e multiforme carriera di Orrin Evans manca ancora di una tappa essenziale: un passaggio ad X-Factor.

 

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