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Immaginario Pop(pins) : Duke, Trane e Hendrix

Scritto da Donatello Tateo on . Postato in Articoli

La storia che segue parte dal nesso tra Ellington e Coltrane per la loro comune attrazione per le musiche del film “Mary Poppins”. In pieni anni Sessanta infatti questi due giganti visionari della musica del Novecento ebbero a che fare con questa fantastica figura popolare femminile ... ‘mariana’. Due mostri sacri che in differenti gradazioni si assimilano per una comune vocazione ecumenica.


Duke Ellington Plays Mary PoppinsIl mondo del jazz è ritenuto, prevalentemente o in apparenza, un dominio maschile.
Altrettanto si ritiene che esso non sia stato immune a miti e leggende, anzi : ne è pervaso largamente, se ne è nutrito e talvolta anche corrotto.
La storia del fantasticare, poi, ha radici remote e i confini con la superstizione sono sempre aperti.
In una condizione di confusione è dunque sufficiente un cortocircuito tra suggestioni e reminiscenze di varia provenienza per costruirsi la propria ipotesi di favola jazz.
Quella che segue parte dal nesso tra Ellington e Coltrane per la loro comune attrazione per le musiche del film “Mary Poppins”.
In pieni anni Sessanta infatti questi due giganti visionari della musica del Novecento ebbero a che fare con questa fantastica figura popolare femminile ... ‘mariana’.
Due mostri sacri (peraltro, come è noto, al culmine dei loro “splendori sacri”) che in differenti gradazioni si assimilano per una comune vocazione ecumenica, ambedue mondani e simultaneamente intrisi di profonda spiritualità e, ragionevolmente, si potrebbe anche dire siano stati due emancipatori a tutto tondo che hanno inciso il nostro tempo.
Walt Disney volle decisamente appropriarsi dei diritti dell’autrice Pamela Lyndon Travers per la produzione dell’omonimo musical uscito il 27 agosto 1964: il film ebbe uno straordinario successo popolare e riconoscimenti ufficiali, e per esso Disney ottenne la più alta onorificenza civile dal Presidente Johnson il 14 settembre 1964.
Fra le primissime incisioni successive di pochi mesi a “A love supreme”, John Coltrane realizzò il 17 maggio 1965 “Chim Chim Cheree”, l’arcinota canzone degli spazzacamini tratta dalla colonna sonora del film.
Duke Ellington registrò tra 8 e 9 settembre 1964 addirittura un intero album, “Duke Ellington Plays Mary Poppins”, che includeva alcune delle canzoni del musical, arrangiate con Billy Strayhorn, nello stesso tempo della concezione del suo primo dei tre Sacred Concerts.
E ancora in quegli stessi anni il mondo viveva l’evento risonante del Concilio Vaticano II.
Papa Benedetto XVI, nell’omelia del 40° anniversario della sua conclusione, spiegò:
"Quarant'anni fa, l'8 dicembre 1965, qui nella Basilica di San Pietro, Papa Paolo VI concluse solennemente il Concilio Vaticano II. Era stato inaugurato, secondo la volontà di Giovanni XXIII, l'11 ottobre 1962, allora festa della Maternità di Maria, ed ebbe la sua conclusione nel giorno dell'Immacolata. Una cornice mariana circonda il Concilio. In realtà, è molto di più di una cornice: è un orientamento dell'intero suo cammino.
Ci rimanda, come rimandava allora i Padri del Concilio, all'immagine della Vergine in ascolto, che vive nella Parola di Dio, che serba nel suo cuore le parole che le vengono da Dio e, congiungendole come in un mosaico, impara a comprenderle; ci rimanda alla grande Credente che, piena di fiducia, si mette nelle mani di Dio, abbandonandosi alla Sua volontà; ci rimanda all'umile Madre che, quando la missione del Figlio lo esige, si fa da parte e, al contempo, alla donna coraggiosa che, mentre i discepoli si danno alla fuga, sta sotto la croce."
Nella primavera del ‘67 un altro visionario della musica del Novecento, Jimi Hendrix realizzò “The Wind Cries Mary”.
Lo psichiatra Luisa Barbieri scrive nel suo recente libro "La sindrome di Mary Poppins" : (mi scuso qui per la lunghezza della citazione, N.d.R.)
"La sindrome di Mary Poppins è un modo di essere che si esprime attraverso l’insieme delle caratteristiche, individuali e/o ambientali, che agiscono simultaneamente (e da qui la sindrome)...tante donne potrebbero riconoscersi...da sempre vivono il ruolo della nanny…coi loro genitori, coi loro uomini, coi loro figli, coi loro amici, coi colleghi...Il più delle volte sono le “solutrici” dei problemi altrui, sempre in prima linea, non mollano mai ..sono “magiche”. In alcuni casi la sindrome può trasformarsi in un nemico che può provocare autolesionismo e/o vissuto di svuotamento con tutta la sofferenza che solo un nemico che fa parte di sè può provocare...può riuscire ad affermarsi nel contesto sociale, ma il più delle volte se ne sente avulsa, tanto che il suo stesso modo di essere può arrivare a creare disagio o disappunto, se non, invece, rappresentare un tassello del cambiamento volto all’umanizzazione ..Tutti noi viviamo in un contesto sociale ottuso, competitivo, individualista, anafettivo e, al contempo, carico di indotti esistenziali imposti con l’ausilio di manipolazioni dalle quali è difficile prendere le distanze..Mary esprime una serie di comportamenti, pensieri, obiettivi di vita che se applicati al reale, risultano essere distonici a ciò che, invece, il sistema di appartenenza pretende, ecco che spesso Mary viene “punita”.. è una tata molto speciale che riesce a modificare le dinamiche relazionali all’interno della famiglia cui fa riferimento …nel contesto sociale dominato dalla nuova borghesia ...che denuncia l’inizio della corsa sfrenata all’accumulo di denaro, all’esaltazione del potere bancario, alla meccanizzazione, quale valore primario del sociale … che è riuscita ad invadere e modificare i valori portanti le relazioni umane, annullandoli a rapporti contrattuali sorretti da calcoli e proiezioni di profitto... Mary crea nell’immaginario del suo interlocutore la possibilità di essere ciò che è, seppure rimanendo dentro quello stesso mondo che percepiva ostile o lontano: credere e agire il cambiamento è il cambiamento … come tutti coloro che tendono verso il movimento umanizzante è una rivoluzionaria “fricchettona”, una pacifista attiva volta alla salvaguardia del benessere dell’altro: “quando cambia il vento può succedere che arrivi Mary” e quando “cambia il vento” è la metafora della presa di coscienza dell’avere un problema da risolvere e della conseguente acquisizione della capacità di chiedere aiuto … allora si percepisce il bisogno di Mary!.. utilizza l’immaginario calandolo nel reale ed investendolo del potere di passare motivazioni vitali ed emozioni, sostiene ed accende valori umani dimenticati o mai imparati. É in grado di mostrare il mondo da un altro punto di vista ...cambiando così la risposta che ognuno di noi dà al mondo e la dinamica che lo sorregge : questa è la vera magia!"
Nella visioni dei suoi protagonisti più consapevoli e dietro quelle facce nerofumo come spazzacamini, la potenza evocativa della musica afroamericana supera la sua scivolosa superficie semantica sulla quale, invece, slitta pericolosamente la fantasticheria del genere umano incosciente, schiacciato dal suo stesso egocentrico potere, anche e soprattutto quello di autosuggestione.