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I novant'anni di Art Pepper

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Articoli

Oggi 1 settembre 2015, il grande Art Pepper avrebbe compiuto novant'anni, se la sua incredibile vita, segnata dal carattere tormentato ed autodistruttivo del sassofonista, come documentato dall'eccezionale autobiografia, dal titolo "Straight Life: The Story of Art Pepper", scritta insieme alla terza moglie Laurie Miller, non si fosse conclusa troppo prematuramente nel 1982 ad appena 57 anni, in seguito alle complicazioni derivanti da un ictus.


Art PepperNato Arthur Edward Pepper, Jr. il 1 settembre del 1925 a Gardena in California, fu sostanzialmente un figlio non voluto di una mamma ribelle, dedita alla bella vita, e di un padre marinaio sempre in viaggio, ed allevato da una nonna che seppur ben intenzionata, fu sempre molto fredda nei suoi confronti. Il suo talento musicale derivava dalla famiglia italiana di sua madre e all'età di nove anni, Art convinse suo padre a comprargli uno strumento musicale e ad ingaggiare un insegnante, Leroy Parry, che lo introdusse al clarinetto, suo primo strumento. Il suo orgoglioso padre avrebbe poi portato il figlio a suonare le canzoni popolari del momento in giro per i bar locali, per guadagnare denaro extra. All'età di dodici anni, Pepper passò all'alto sax che diventò il suo strumento principale per tutta la sua carriera professionale.
Pepper fu in gran parte un autodidatta, avendo imparato ad usare lo strumento soprattutto attraverso l'ascolto intensivo; iniziò a suonare sulla Central Avenue a Los Angeles, casa del jazz nero e risposta della West Coast alla 52nd Street di New York. Nel 1941 il Club Ritz e il Alabam Club erano i luoghi che l'emergente altoista frequentava e, talvolta, riusciva a guadagnare dei soldi suonando con trombettisti del calibro di Louis Armstrong e Roy Eldridge, il bassista Jimmy Blanton, l'altoista Johnny Hodges, e i tenorsassofonisti Coleman Hawkins, Ben Webster e Dexter Gordon. Gordon presentò il neo arrivato al batterista Lee Young, fratello del leggendario Lester "Prez" Young. Il batterista divenne suo mentore e, infine, presentò Pepper a Benny Carter, il leggendario sassofonista e bandleader.
Art ricorda la sua esperienza nel 1943 nella band Carter nella sua autobiografia "Straight Life": "Non avevo mai suonato come primo altoista, con Benny ero secondo alto, nel mio book avevo un paio di parti scritte, ma alle volte, se non c'era molto pubblico, Benny scendeva dal piedistallo e mi faceva suonare le sue parti. Facevo tutti i suoi assoli. Ho imparato come suonare da leader in una sezione di quattro sassofonisti. E ho imparato molto seguendo Benny, ascoltando i suoi assoli."
Dovendo fare un tour del sud, però Carter, per evitare problemi, decise di non inserire il promettente musicista bianco nella sua "banda colorata."
Invece fece in modo che Pepper superasse una audizione con la nascente band di Stan Kenton, con la quale Art iniziò a suonare come primo altoista all'età di 17 anni. Gli accordi altamente stilizzati di Kenton, convinsero Pepper che, per poter fare degli assoli efficaci, avrebbe dovuto imparare meglio la teoria e la struttura degli accordi. Il tenorsassofonista di Kenton, Red Dorris, aiutò Pepper in questa fase di sviluppo.
Benchè fosse stato un bambino debole e malato, Pepper divenne un teenager forte e bello. Non avendo praticamente alcun controllo da parte dei genitori, diventò un ragazzo di strada, cominciò a combattere, a bere, e sperimentare una varietà di droghe leggere, e tralasciò quasi completamente il suo impegno a scuola.
Alla metà del 1943, mentre lavorava con le band di Gus Arnheim, Young, e Carter, il diciassettenne Art Pepper sposò la sua fidanzata sedicenne Patti Moore.
Mentre era con Kenton, Pepper ricevette la sua cartolina precetto e subito dopo il suo diciottesimo compleanno fu arruolato nell'esercito, nel febbraio del 1944. Poco prima di partire per l'estero, dove lavorò sia come musicista che come un improbabile membro della polizia militare, Pepper diventò padre per la prima ed unica volta. Sua figlia, Patricia Ellen, nacque il 5 gennaio 1945. Per gran parte del 1947, dopo il suo congedo, Pepper comiciò a lottare per un posto di lavoro e fu coinvolto più profondamente con alcool e droghe.
Kenton, con cui Pepper aveva fatto la sua prima registrazione nel 1943, lo convocò, e da quel momento, fino alla fine del 1951, l'altoista divenne il solista della band che presentava un elenco di grandi del jazz, quali i trombettisti Maynard Ferguson e Shorty Rogers, i trombonisti Kai Winding e Milt Bernhart, i sassofonisti Bob Cooper e Bud Shank, e il batterista Shelly Manne. Fu durante questo periodo che Pepper - solitario, insicuro e insoddisfatto musicalmente - divenne dipendente dall'eroina, una sostanza che avrebbe dominato la sua vita fino al 1969.
Pepper lasciò la band di Kenton alla fine del 1951, così come molti degli altri componenti, stanchi di nove mesi di tour e di vita negli autobus. Profondamente dipendente dall'eroina e dall'uso di alcool, Pepper formò un proprio quartetto e cominciò a registrare con la sua band e con altri gruppi guidati da altri alunni di Kenton. I suoi acclamati combo dei primi mesi del 1952 presentavano il pianista Hampton Hawes, il bassista Joe Mondragon e il batterista / vibrafonista Larry Bunker.
Shorty Rogers and His Giants e lo Shelly Manne Septet gli consentirono di andare in sala di registrazione, mentre incrementava il suo reddito con dei concerti irregolari, anche se non abbastanza per sostenere la sua crescente dipendenza dall'eroina.
Con l'incoraggiamento del padre, Pepper si impegnò ad entrare in un sanatorio per tentare di scacciare la sua dipendenza. Ma subito dopo il rilascio, cercò un rivenditore e ricominciò da capo. Usando spesso degli strumenti presi a prestito, l'altoista barcollò attraverso una serie di lavori minori fino al suo arresto per possesso di eroina all'inizio del 1953. Durante i 15 mesi di carcere al Fort Worth U. S. Public Health Service Hospital, Patti divorziò da Art e si risposò.
Dopo il suo rilascio nel maggio del 1954, Pepper riprese le sue solite abitudini, che portarono ad un nuovo arresto in dicembre e ad ulteriori periodi di reclusione al Los Angeles County Jail e al Terminal Island, totalizzando qualcosa come oltre un anno di carcere. Alla metà del 1960, trascorse altri 90 giorni in carcere, poi in ottobre fu condannato a San Quentin e Tehachapi dove rimase detenuto per altri quattro anni e mezzo. Tre mesi dopo essere stato rilasciato, Pepper fallì un test di droga, in seguito al quale dovette scontare altri sei mesi presso il Chino Institute per gli uomini, ricevendo consulenza e "riabilitazione". Ancora una volta violò il rilascio sulla parola per cui fu nuovamente assegnato a San Quentin, che abbandonò per l'ultima volta nel 1966.
Durante questo periodo turbolento, nel 1957, Pepper sposò Diane Suriago, che divenne anch'essa una tossicodipendente, e gli furono di ben poco aiuto varie storie successive con altre donne, anch'esse dipendenti. In quel periodo fece vari lavoretti, tra i quali anche in una panetteria.
Dopo il suo rilascio da San Quentin nel 1966, Pepper rimase senza strumento e con fondi limitati. Come scrisse nelle note di copertina per l'album "Living Legend": "Ero passato al tenore per due motivi. Il rock era in voga, e solo i tenoristi sembravano funzionare. Ma la ragione principale era che, nonostante tutti i miei anni di playing, ero stato influenzato al punto da imitare un altro musicista, John Coltrane. Avevo capito che ciò che volevo dire, l'avrei potuto dire solo con il tenore."
Essendosi allontanato dal suo stile naturale, il suo suono divenne più intenso, e il suo playing divenne più libero, con l'introduzione di una tonalità più ruvida, lancinante, incandescente. Ben presto ritornò al suo alto ed alla sua identificabile voce su quello strumento, ma con l'aggiunta di una componente molto più emotiva. Nonostante l'estremo comportamento patologico nella sua vita personale, il playing di Pepper, almeno su disco, raramente riflette queste difficoltà.
Essendo un musicista originariamente estremamente melodico, a volte paragonato a Lee Konitz e Paul Desmond, Pepper era l'incarnazione dello stile "cool" della West Coast.
Come disse Shelly Manne, "Lui ha uno stile molto individuale. Lo si può sentire subito. Art era un musicista molto lirico. Soprattutto in un momento in cui la maggior parte degli altoisti erano imitatori di Charlie Parker, Art aveva uno stile tutto suo."
Un altro collega nella band di Kenton, il tenorista Bob Cooper aggiunse: "Ho sempre pensato che la più grande influenza di Art fosse Lester Young, questo fu più evidente quando lo potetti suonare il tenore .... riusciva a trasferire quel bel suono all'alto! ... penso che in quel periodo il suo fosse di gran lunga il miglior suono dell'alto."
Oltre al suo unico sound, Pepper stupiva gli ascoltatori di jazz con la sua tecnica, che apparentemente sembrava venir fuori senza alcuno sforzo.
Anche se talvolta nelle sue memorie nega di aver studiato e fatto pratica, Pepper dettaglia due periodi di intensa concentrazione. Il primo fu in Inghilterra quando era nell'esercito. Un amico e musicista, Alan Dean, ricorda come Pepper, quando era fuori servizio, si chiudeva in una sala prove per "fare pratica con il suo strumento per ore e ore e dormendo molto poco."
Pepper inoltra ricorda su "Straight Life" un altro momento, durante il suo soggiorno a Fort Worth in cui: "Andavo in sala prove al mattino, spazzavo il pavimento, ripulivo il posto, mi assicuravo che fosse tutto chiuso, e poi riprendevo il mio strumento. Chiudevo la porta di questa piccola stanza e mi sedevo a fare pratica. L'ho fatto tutti i giorni ... e mi sono davvero avvicinato alla musica."
Nel 1968 Pepper ricevette un invito a suonare il primo alto nella band di Buddy Rich. C'era solo un piccolo problema: l'alto di Pepper era stato impegnato da tempo. Don Menza, il grande sassofonista della band di Rich, dovette prestargli il suo alto, con il quale poté fare le sue prime registrazioni dopo più di sette anni.
Pepper si adattò immediatamente e, tranne che per la sue condizioni di salute, questa sarebbe potuta diventare un proficua associazione di lunga durata. Ma purtroppo in quel periodo subì la rottura della milza ed a questa seguirono altre complicazioni. Dopo tre mesi di ricovero in ospedale, tornò per un breve periodo nella band di Rich, suonando il meno esigente terzo alto.
Con il deterioramento del suo stato di salute, Pepper dovette ricoverarsi a Synanon, un centro di riabilitazione per drogati in California, nel 1969. Lì incontrò Laurie Miller che ebbe un'influenza molto positiva su Pepper, e, che nel 1974, divenne la sua terza moglie. La Miller lo aiutò a riprendere una carriera musicale di successo ed introdusse una certa stabilità nella sua vita personale.
Dal 1968 al 1975 Pepper registrò un solo album. Nel 1975, però, tornò negli studi della Contemporary per iniziare una striscia di album che ne segnarono la rinascita.
Dal 1972 Ken Yohe, rappresentante dell'azienda di strumenti Buffet, aveva cominciato a sostenere l'attività musicale di Pepper e durante i suoi anni di pausa, gli fornì una serie di strumenti ed organizzò in modo che Art potesse condurre dei clinic di insegnamento nelle scuole superiori di tutto il paese.
Dopo aver ripreso la sua carriera discografica, l'altoista fece diverse apparizioni in concerti e club, per lo più con il suo quartetto, con l'importante eccezione di un lavoro del 1975 con la big band sperimentale del trombettista Don Ellis. Ci furono diversi tour degli Stati Uniti, Europa e Giappone, dove l'accoglienza entusiastica del pubblico fu d'incoraggiamento per Pepper e il suo gruppo. Spesso i suoi gruppi suonavano le sue più belle composizioni come "Straight Life", "Diane", "Patricia", "Zenobia" e "Las Cuevas de Mario".
Alla fine dopo anni di abusi, la salute di Pepper cedette definitivamente portandolo alla morte, giunta nel 1982 in seguito alle complicazioni di un ictus.
Art Pepper sarà ricordato soprattutto per le sue incisioni come leader, con Kenton, e in una varietà di formazioni con Marty Paich, il leader, compositore ed arrangiatore che spesso utilizzò Pepper in accompagnamento a Mel Torme e ad altri cantanti e le cui registrazioni con Pepper includono l'acclamato, "Art Pepper + Eleven".
Paich loda Pepper in questo modo, "Aveva le note, e swingava per tutto il tempo. Questo è molto importante .... Art ha sempre avuto un grande swing. E ha suonato tutti gli strumenti ... esattamente alla stessa maniera. Egli li metteva tra le sua labbra ed era Art Pepper".



Commenti

Davide Medici
Molte persone non sanno comunicare, alcune ci provano, poche lo fanno in due modi con le parole e il sax....