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Il quartetto di Coltrane. 50.mo anniversario di un matrimonio interrotto

Scritto da Donatello Tateo on . Postato in Articoli

Il rito delle commemorazioni e degli anniversari è imprescindibile. Ma quando non condotto nelle esatte modalità esso rischia di perdere potenza nel pietrificare l’oggetto commemorato nei limiti dell’illusionismo di una cornice fotografica. Il rito è - sì – rappresentazione, ma viva. Appunto come ogni altra espressione d’arte, che assume valore reale soltanto quando fa esplodere e supera i limiti del mezzo espressivo.


John ColtraneIl rito delle commemorazioni e degli anniversari è imprescindibile.
Ma quando non condotto nelle esatte modalità esso facilmente rischia di perdere potenza nel pietrificare l’oggetto commemorato nei limiti dell’illusionismo di una cornice fotografica. Il rito è - sì – rappresentazione, ma viva.
Appunto come la Fotografia e ogni altra espressione d’arte, che assume valore reale - non semplicemente “facciale” - soltanto quando fa esplodere e supera i limiti del mezzo espressivo, recuperando la realtà nella sua dimensione dinamica e non permanente.
Su questa premessa qui si vuole tentare un approccio celebrativo non di una nascita/morte biografica e neanche della realizzazione di un risultato-prodotto, bensì di un momento significativo di svolta, di una “crepa” addirittura : l’anno 1965 di John Coltrane e del suo quartetto definito classico.
Si può giustamente obiettare che sempre di fotogramma si tratta, ma in questo modo si spera di rendere maggiormente il senso di processo e di rinnovamento, sempre travagliato.
A questo scopo si fa cominciare l’anno 1965 per estensione dal 9 e 10 dicembre 1964 con le sedute di registrazione di “A Love Supreme”, poi pubblicato nel febbraio 1965, evidenza che già allora ci fu piena consapevolezza generale della realizzazione di un opera capitale; a posteriori si è rivelato anche una sorta di sigillo di quell’equilibrio umano e sonoro di quel quartetto (1).
Naturalmente proprio quel maestoso equilibrio conteneva già in sé il suo disfacimento e le premesse di nuovi sviluppi, così come avvenne anche nella sua sfera personale affettiva.
L’anno lo si fa terminare sempre allo scopo e per estensione il 2 febbraio 1966 con le sedute di registrazione agli studi Coast Recorders di San Francisco, quando ogni traccia del quartetto svanì, ad eccezione della presenza di Jimmy Garrison unico superstite in ciò che, comunque, era già proprio un’altra Cosa.
Con questo articolo si invita a seguire la progressione di questa trasformazione avvenuta nel corso del 1965, suggerendo, in questa prima parte, l’ascolto di una selezione di brani in cui è ancora IL quartetto ma in cui sono anche presenti avvisaglie che quest’ altra Cosa era a venire.
E come è noto ciò riguardò soprattutto l’abbandono del tempo costante per abbracciare le molteplici direzionalità del ritmo con tutte le possibilità che John Coltrane vide per sé.
Dalla biografia di Lewis Porter (2) si estrae da in una intervista registrata in Giappone che egli disse :
“..pensai che potevo fare DUE cose : avere una band che suonasse come suonavamo prima, e una band che andasse nella direzione in cui sta andando quella che ho adesso. Volevo mettere insieme le due cose, farle procedere insieme. E ci si poteva riuscire …. Sono convinto che avrebbe funzionato, ma Elvin e McCoy ….”
D’altro canto, separatamente McCoy Tyner, a sua volta intervistato in più occasioni, dichiarò :
“… quello che John sta facendo è costruttivo per lui, ma non è più compatibile con me ….”   
“..Non riuscivo a vedere quale potesse essere il mio contributo a quella musica. In certi momenti non sentivo nemmeno ciò che suonavano gli altri .. “
“ … se volevo crescere musicalmente avrei dovuto abbandonare il gruppo, e quando John prese un secondo batterista divenne una necessità fisica … “

16.6.1965 – “Untitled 90320” - @Rudy Van Gelder studio in Englewood Cliffs
(ancora quartetto ma senza "swing" - nel senso più comune - nella sezione ritmica )
https://www.youtube.com/watch?v=bTIZuEDoSDw

16.6.1965 - “Living Space” (overdubbed version) - @Rudy Van Gelder Studio in Englewood Cliffs
(ancora quartetto più overdubbing del sax soprano di Coltrane )
https://www.youtube.com/watch?v=7jmAC8mOwJU

30.9.1965 – “Cosmos” - @Penthouse club in Seattle
https://youtu.be/HdUhh6sVWCM

30.9.1965 - “Evolution” - @Penthouse club in Seattle 
(ancora quartetto ma con l’aggiunta di due nuovi elementi : Pharoah Sanders (sax tenore) e Donald Garrett (clarinetto basso)
 https://www.youtube.com/watch?v=w1evOhdrCGo

Note:
(1) Stefano Zenni illustra molto chiaramente questo equilibrio sonoro nella conferenza “Il corpo e l’anima di John Coltrane”, nell’ambito del ciclo “Lezioni di jazz” (Auditorium Parco della Musica, Roma, 27 ottobre 2013), disponibile in podcast sul sito di Auditorium Parco della Musica.
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(2) Originalmente “John Coltrane. His life and his music” (University of Michigan, 1998), poi “ Blue Trane. La vita e la musica di John Coltrane (minimum fax, 2006).
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Commenti   

#1 Milton56 2015-08-09 16:38
Grazie per lo splendido video di "Vigil" ( che regia.. ma da dove sbuca?). Serve anche a ricordarci che la musica dell'ultimo Coltrane (che oggi talvolta stentiamo a credere di aver ascoltato a suo tempo con tanta partecipazione) va VISTA per esser capita.
Una musica in cui perdersi, ma siamo ancora disposti a farlo;-)?Milton 56
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