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Rari documenti video su Cecil Taylor

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Articoli

Alcuni fantastici video concerti di Cecil Taylor risalenti al 1983 sono stati caricati recentemente su YouTube. I due lunghi filmati provengono dalle televisioni europee, e sono stati inseriti da André Martinez Reed, uno dei due percussionisti della formazione del Cecil Taylor Unit, che vedeva inoltre il sassofonista Jimmy Lyons, il bassista William Parker, il batterista Charles Downs e la cantante Brenda Bakr.

 
Cecil TaylorAlcuni fantastici video concerti di Cecil Taylor risalenti al 1983 sono stati caricati recentemente su YouTube. I due lunghi filmati (44 minuti il primo un ora e 8 minuti il secondo) provengono dalle televisioni europee, e sono stati inseriti da André Martinez Reed, uno dei due percussionisti della formazione del Cecil Taylor Unit, che vedeva inoltre il sassofonista Jimmy Lyons, il bassista William Parker, il batterista Charles Downs (meglio conosciuto come Rashid Bakr), e la cantante Brenda Bakr.
Si tratta dello stesso gruppo presente sull’album "Nicaragua No Pasaran", che è stato registrato 27 agosto 1983 a Willisau, e che è ormai praticamente impossibile reperire. La stessa formazione, rinforzata da ulteriori sei musicisti, può essere ascoltata su "Winged Serpent (Sliding Quadrants)", registrato nel mese di ottobre 1984 a Milano.
Il primo video, della durata di circa 45 minuti, proviene dalla TV italiana. La band è in pieno trip orgiastico fin dalla prima nota, con Brenda Bakr ed i suoi vocalizzi che costituiscono un elemento inaspettato ed emozionante per lo sviluppo della musica.

Il secondo video, tratto dalla TV tedesca, è significativamente più lungo, della durata di circa 70 minuti, ed è ancora più sorprendente. Presenta il Cecil Taylor Unit accompagnato da quattro ballerini: Leon Brown, Mickey Davidson, Ron McKay e Pauline Tagnelie.
Questo pezzo inizia in forma molto più teatrale; Bakr e Martinez entrano sul palco suonando percussioni (con Parker e Lyons che li accompagnano con conga e bongo dal retro del palco). Taylor, tutto vestito di bianco scorazza per tutto il palcoscenico, recitando poesie ed emettendo suoni, occasionalmente colpendo tutto ciò che trova vicino con un bastone. Brenda Bakr vocalizza contrappuntando Taylor, mentre una coppia di ballerini si muovono per il palco, apparentemente senza una coreografia.
Martinez e Bakr (e anche Parker) sono circondati da una impressionante serie di piatti, gong, bonghi e altri strumenti a percussione che ricordano moltissimo i concerti happening dell’ Art Ensemble of Chicago più che quelli di Taylor. Tutti tranne Taylor e Brenda Bakr percuotono uno srumento. In più c’è l'effetto drammatico costituito dal fatto che Brenda Bakr non è inizialmente visibile; lei canta da dietro le quinte fino a circa il quindicesimo minuto, quando Taylor si siede finalmente al pianoforte.
Questo è un video assolutamente originale e diverso per tutti coloro che sono interessati alla musica di Cecil Taylor.

Phil Freeman, che è l’autore di questo pezzo che ho tradotto, ha raggiunto telefonicamente Andrè Martinez Reed e lo ha lungamente intervistato. Potete leggere tutto andando a questo link

Aggiungo che Martinez su You Tube ha postato un terzo video di 48 minuti, che risale all’anno successivo, il 1984, e che vede all’opera la Cecil Taylor Orchestra from two Continents in un concerto dal vivo a Parigi. Inutile ripetere che per tutti i fans di Taylor si tratta di chicche dal valore unico e inestimabile, oltretutto la parte audio è molto buona e quella video, considerando i 32 anni trascorsi, ancora apprezzabile.
L'incorporamento di questo video è stato disattivato, ma lo si può comunque vedere su You Tube a questo link:
https://youtu.be/mAy_XsajJ_w

 

Commenti   

#3 Milton56 2015-06-11 12:26
Nessuno dipinge il web come l ' Impero del Male, ma va detto che un post su YouTube non ha certo l 'impatto di diffusione di un passaggio televisivo, anche su di un canale tematico... e poi datEmi pure del paranoico, ma provate ad immaginare quanto oggi sarebbe più semplice il compito di un regime totalitario anni '30: un click, un server fuori linea e decenni di cultura e creazione scomoda sono cancellati per sempre, senza rimedio...lasci amo '1984' ( mi sa che a confronto degli strumenti tecnologici di oggi il Grande Fratello apparirebbe un patetico vecchietto...). Il fatto è che YouTube sta diventando un bene collettivo, una risorsa culturale da metter in sicurezza anche da tentativi di abusivo sfruttamento commerciale, che tra l'altro si approprierebbe del lavoro di artisti ed anonimi uploadautori (i Benedettini del 21^ secolo). Ci stonino di pubblicità, ci facciano l 'identikit intellettuale e si paghino così i loro costi di gestione, ma non 'sequestrino' a loro volta. Milton56
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#2 elfionic 2015-06-11 11:22
... e meno male che c'è You Tube che ci permette di riscoprire queste (e altre) chicche. Dopotutto Internet forse non è quell'impero del male che ci viene spesso descritto....
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#1 Milton56 2015-06-11 11:12
Che Dio perdoni la RAI - ammesso che abbia tempo da perdere :-).... Chissà quanta altra roba tengono sequestrata. Sarà banale, ma a questo punto solo la RaiTre Di Guglielmi § Freccero è venuta meno alla tacita consegna di censura sul jazz (ve le ricordate le 'Schegge'? Vietato ai minori di anni 50 :-) )
Come volevasi dimostrare, le caterve di canali del digitale terrestre (che tra l 'altro sono andate a tutto scapito della ricezione di canali radio minori come RadioTre - guarda caso) non hanno prodotto nessuna significativa diversificazion e dell'offerta, nessuna creazione di sia pur limitate nicchie (che avrebbero potuto rivelarsi anche un discreto business.
Mi confermo nell'idea secondo cui il jazz è musica 'aliena' in Italia. E allora, anche a costo di farmi accusare di tigna e snobismo alla Moretti, conditi anche da un tot di andropausa (così facciamo contenti anche i rottamatori che preparano il rimpiazzo del polveroso Inno di Mameli con 'Giovinezza ), Vi dico che io in questo Paese sarò sempre all'opposizione , prima di tutto culturale e morale. Del resto la compagnia è buona, da Leopardi a Pasolini. Saluti antiitalioti. Milton56
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