MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Sarebbe ora

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Per il settimo anno consecutivo Umbria Jazz ha concesso il patrocino alla kermesse (Young Jazz Festival) e per ben due giorni il festival ha potuto contare sulla presenza a Foligno di Carlo Pagnotta, rimasto a seguire i concerti fino a tarda serata: “Questi ragazzi – dichiara Pagnotta – lavorano bene, con quattro soldi hanno fatto cose eccezionali, ed hanno un grande entusiasmo, quindi non mi stupisco più ormai, ma mi dispiace ammettere che una cosa del genere, quella di coinvolgere nuove leve, io a Perugia non sono riuscita a farla. Lascerei il testimone volentieri. 

Fonte: http://tuttoggi.info/young-jazz-la-benedizione-del-patron-di-umbria-jazz/274243/

Detto con il dovuto rispetto e la giusta riconoscenza verso i notevoli meriti di Carlo Pagnotta, un cambio alla guida del maggiore festival italiano potrebbe portare aria e idee nuove, quelle vecchie sono sicuramente redditizie ma anche visibilmente usurate....

 

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Jazz Humor

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Chick Corea muore, va in Paradiso e incontra San Pietro; Chick Corea gli fa: “So che non si dovrebbe, ma avrei bisogno di chiedere una cortesia. Io sono molto contento di venire qui in Paradiso e vorrei allietarvi con la mia musica. Però avrei bisogno di chiedervi di darmi una nuvola che sia lontanissima da quelle di Keith Jarrett. Sa, tra noi, c’è stato qualche dissidio, ecc.”
San Pietro: “Va bene, l’accontento subito”.
Chick Corea va alla sua nuvoletta e, soddisfatto della condizione posta, inizia a esercitarsi al suo piano e suona per ore e ore… Dopodiché, si ferma per riposarsi un po’ e inizia a sentire una melodia… Il concerto di Colonia… Allora chiama San Pietro furibondo. “Ma come, avevo detto che mi avreste dato il posto più lontano da Keith Jarrett e ora sento che sta suonando qui vicino…”
San Pietro: “Ah.. Ma questo è Dio che si sta esercitando…”

Fonte: Stefano Bollani, dalla trasmissione radiofonica Cervelli d'Italia

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No potho reposare

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Lo sapevo, mi stavi sognando,
non riuscivo per questo a dormire.
 
Anna Achmàtova, Un sogno
 
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Peccato Veniale

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Cantanti, cabarettisti, musicisti: dal ’60 al ’75, nella Cesenatico della Dolce Vita passarono quasi tutti i più altisonanti nomi dello spettacolo e della musica. Estate dopo estate, le serate canore a “La Nuit” o alla “Caravella” furono annoverate fra gli appuntamenti più pubblicizzati. Finirono sulle pagine dei giornali immagini memorabili di Mina, Mia Martini, Patty Pravo, Maria Monti, Pino Donaggio, Umberto Bindi, Dori Ghezzi, Rocky Roberts e dei Dik Dik. E poi twist a gogò e shake a volontà.

Fra tutti gli innumerevoli locali in voga però ce ne fu uno che si distinse: il “Peccato Veniale” di Giorgio Ghezzi fu battezzato come “il tempio del jazz”. E, come è facile immaginare, i maggiori musicisti del settore erano di casa nell’hotel dello stesso proprietario: l’Internazionale.

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I 50 anni della A.A.C.M.

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Il blog Free Jazz festeggia a modo suo il cinquantenario della associazione chicagoana dedicando una intera settimana di post agli album insindacabilmente più rappresentativi a giudizio della ristretta redazione. Le scelte sono divise per decennio e, in ogni caso, si tratta di album che nella quasi totalità hanno fatto la storia della musica afro-americana dal 1965 ad oggi. I protagonisti sono noti, e spesso anche piuttosto discussi: si va dall'Art Ensemble of Chicago a Matana Roberts, passando dalle decine e decine di grandi protagonisti del jazz contemporaneo.

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Trovare nuovo pubblico

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Capita ogni tanto di leggere una notizia e di non avere bisogno di commenti, nemmeno dei più salaci, perchè è la notizia stessa che contiene sia il fatto sia lo sberleffo.

E' il caso, per una volta, di un segmento musicale che non è il nostro. Abituato a leggere cartelloni di festival jazz infarciti di pop avevo maturato la convinzione che il fenomeno fosse relegato ai grandi eventi di stampo jazzistico (anche se quest'ultimo sempre più labile) a caccia di sponsor, visibilità e consenso, tutti fattori che la musica jazz difficilmente contempla, perlomeno nei numeri desiderati da chi organizza. 

Invece la novità proviene dalla stagione lirica dell'Arena di Verona; per ora si tratta praticamente solo di un antipasto, ma si sa, l'appetito vien mangiando e "trovare nuovo pubblico", come scrive il giornalista, è diventata la parola d'ordine di ogni grande festival che si rispetti.

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I Casi del Maletto Prize

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Ah-Um, il festival jazz milanese del quartiere Isola, giunto alla XIII edizione, volge al termine, dopo una carrellata di serate di alto livello. Quest’anno la rassegna si arricchisce con un appuntamento inedito, il Maletto Prize: un concorso per musicisti emergenti ideato da Antonio Ribatti e Gianni Barone e dedicato alla memoria di Gian Mario Maletto, autorevole firma del giornalismo jazz italiano, scomparso l’anno scorso. Sabato sono stati annunciati i vincitori: I Casi.

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Ti piace Napoli ?

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 Il silenzio è totale, quasi irreale. E' nota l'intransigenza dell'artista, che non ha mai sopportato imperfezioni e che è noto per aver più volte interrotto le sue esibizioni, anche bruscamente, soltanto per una luce non perfettamente puntata o per un cauto mormorìo tra il pubblico.

E' lui stesso però, come di consueto, a tagliare il silenzio con la sua voce, quasi ad accompagnare le sue mani che si muovono inquiete sulla tastiera. Anche il suo corpo minuto si piega come un giunco sullo strumento.