MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Arte e popolarità

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"Il jazz non è una forma di intrattenimento popolare, è arte per l'arte. La sua popolarità o non popolarità è una coincidenza."

Lennie Tristano, What's right with the bopper, in Metronome, luglio 1947

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80th Annual DOWNBEAT Readers Poll Winners

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Hall of Fame: Tony Bennett 
Jazz Artist: Chick Corea 
Jazz Album: Chick Corea Trio, Trilogy(Stretch/Concord)
Historical Album: Wayne Shorter, Speak No Evil(Blue Note)
Jazz Group: Snarky Puppy 
Big Band: Jazz at Lincoln Center Orchestra
Trumpet: Wynton Marsalis 
Trombone: Trombone Shorty
Soprano Saxophone: Wayne Shorter 
Alto Saxophone: Ornette Coleman 
Tenor Saxophone: Chris Potter 
Baritone Saxophone: Gary Smulyan
Clarinet: Anat Cohen
Flute: Hubert Laws 
Piano: Herbie Hancock 
Keyboard: Herbie Hancock 
Organ: Joey DeFrancesco
Guitar: Pat Metheny 
Bass: Christian McBride 
Electric Bass: Stanley Clarke 
Violin: Regina Carter
Drums: Jack DeJohnette
Percussion: Poncho Sanchez 
Vibraphone: Gary Burton 
Miscellaneous Instrument: Béla Fleck (banjo)
Female Vocalist: Diana Krall
Male Vocalist: Tony Bennett 
Composer: Maria Schneider 
Arranger: Maria Schneider 
Record Label: Blue Note 
Blues Artist or Group: B.B. King 
Blues Album: Eric Clapton & Friends, The Breeze: An Appreciation of JJ Cale (Bushbranch/Surfdog)
Beyond Artist or Group: Jeff Beck 
Beyond Album: D’Angelo, Black Messiah (RCA)

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Elogio della quantità: si, ma quale ?

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Sono passati quasi due mesi dal 6 settembre, ed ora è possibile rivedere l'evento in una ottica più distaccata. Sulla rete si sono lette molte opinioni e diversi sono stati i punti nodali rimasti in parte senza un adeguato chiarimento. Elogi della quantità in gran numero, più rari gli interventi che ponevano dubbi sui ruoli, sui conflitti di interessi, sulla continuazione di una esperienza che era nata "unica" e che ora, almeno nelle parole del ministro Franceschini, potrebbe avere un seguito. Ecco due opinioni a confronto, una firmata da Massimo Giuliani, psicologo e psicoterapeuta aquilano, e l'altra di Alberto Bazzucchi, ricercatore in economia:

Massimo Giuliani: Elogio della quantità

http://news-town.it/cultura-e-societa/9091-jazz-per-l-aquila,-due-opinioni-a-confronto-elogio-della-quantit%C3%A0-s%C3%AC,-ma-quale.html

Alberto Bazzucchi : Giusto annunciare la rinnovabilità di un evento eccezionale ?

http://news-town.it/cultura-e-societa/9091-jazz-per-l-aquila,-due-opinioni-a-confronto-elogio-della-quantit%C3%A0-s%C3%AC,-ma-quale.html

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Umbria Jazz Winter : un programma gerontofilo

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Cento musicisti per oltre cento eventi in un’edizione, quella di Umbria Jazz Winter che si terrà a Orvieto dal 30 dicembre al 3 gennaio, che ruoterà anche intorno a un altro numero cento. Nel 2015 infatti ricorre il centenario della nascita di Frank Sinatra e così il festival, la cui edizione invernale è stata presentata giovedì a Orvieto, ricorderà «The voice» con un omaggio commissionato a Kurt Elling, ovvero a uno dei più importanti cantanti jazz ancora in attività. Insieme al suo quartetto, Elling sarà ospite fisso di UJW e in due occasioni si aggiungerà anche una big band italiana. A presentare il resto del cartellone sono stati il direttore artistico Carlo Pagnotta e il sindaco della città Giuseppe Germani. Tra i nomi da segnalare quelli della band soul di Jarrod Lawson, del duo tra Steve Wilson e Lewis Nash e del chitarrista brasiliano Romero Lubambo.

Il programma Come al solito nutrita la presenza degli artisti italiani, da Danilo Rea che presenterà i brani del suo ultimo album, che contiene cover di Beatles e Rolling Stones, a Fabrizio Bosso con un omaggio a Duke Ellington fino a un ‘doppio’ Paolo Fresu: il musicista sardo suonerà in trio e con Daniele Di Bonaventura e l’Orchestra da camera di Perugia, per un evento in collaborazione con la Sagra musicale umbra. «The Golden Circle» poi, oltre a essere il celeberrimo nome del doppio live di Ornette Coleman registrato a Stoccolma nel 1965, sarà il punto di partenza per quattro musicisti italiani come il già citato Bosso, Rosario Giuliani, Enzo Pietropaoli e Marcello Di Leonardo. Tornano per questa edizione numero 23 anche i Funk Off con le loro street parade mentre è da registrare lo sbarco a Orvieto dei Dirotta su Cuba. (...)

Quella che si aprirà il 30 dicembre sicuramente sarà un’edizione da ricordare per Vince, un musicista busker (voce e chitarra) che quest’estate, lui come tanti altri, si esibiva in Corso Vannucci; uno così bravo da ottenere un ingaggio per l’edizione invernale.

Fonte: http://www.umbria24.it/umbria-jazz-orvieto-omaggia-sinatra-ingaggiato-musicista-notato-questestate-in-corso-vannucci/375914.html

Commentare l'ennesimo programma gerontofilo del festival è tanto ripetitivo quanto inutile: se i nomi nuovi li trovano in corso Vannucci sarà il caso di esporre nel corso manifesti giganti con i nomi di decine di nuovi protagonisti della scena jazzistica statunitense e non solo che evidentemente a Perugia non conoscono (ma cosa ascoltano a parte Lady Gaga ?) . Sconsolante ma ampiamente previsto. Un festival dal budget inversamente proporzionale al livello della innovazione, ma perfettamente in linea con il sistema paese. Alzi la mano chi non è stanco di trovare ovunque Bosso, Fresu e Rea (con il dovuto e massimo rispetto) più prezzemolini di Bruno Vespa, più presenzialisti di Renzi, più inflazionati di Silvio, più visti che Vanna Marchi. Aria nuova please ! 

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L'esercito americano sta costruendo un robot capace di suonare il jazz

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Il DARPA, l'agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare, sta finanziando la costruizione di un robot capace di suonare jazz insieme ad altri musicisti. Il progetto si chiama MUSICA (Musical Improvising Collaborative Agent) ed è stato creato dal professore dell'università dell'Arizona Kelland Thomas insieme a Ben Grosser dell'università dell'Illinois.

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Battiti e l'AACM

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Compie 50 anni la AACM, Association for the Advancement of Creative Musicians (Associazione per lo sviluppo dei musicisti creativi) fondata a Chicago nel 1965 da Muhal Richard Abrams, Phil Cohran, Jodie Christian e Steve McCall, una delle prime – e sicuramente la più longeva – associazioni autogestite da musicisti. Il loro scopo dichiarato era mettere i musicisti nelle condizioni di promuovere al meglio la propria musica originale con concerti, registrazioni, dischi e attraverso un fitto programma di insegnamento. 
Tra le fila dell'AACM sono passati musicisti come Roscoe Mitchell, l'Art Ensemble Of Chicago, Henry Threadgill, Leroy Jenkins, Wadada Leo SmithAnthony Braxton... 
La lista è talmente lunga che siamo piacevolmente costretti a dedicare due speciali all'AACM. Nel primo, in onda questa notte, ci concentreremo sui nomi storici e nel secondo, in onda il prossimo sabato, passeremo in rassegna la generazione di mezzo fino ai musicisti più giovani…
Buon ascolto!!!

La scaletta completa la trovi su www.battiti.rai.it