MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Breathless

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Nella prima pagina del nostro portale è ben visibile la copertina del nuovo album di Terence Blanchard, con la possibilità dell’ascolto gratuito in streaming.  Trattandosi di un musicista di primo piano e di una uscita molto supportata dal marketing discografico mi è parso interessante andare a leggere le impressioni della critica americana.

Nulla di meglio del numero di giugno di Down Beat, dove Breathless  figura nel “recinto” degli album del mese e quindi sottoposto alla critica e alla analisi di quattro redattori.

Nelle valutazioni si passa da una stella (Jon Mc Donough) a tre stelle e mezzo (Paul De Barros), mentre gli altri due giornalisti hanno dispensato due (Jim Macnie) e tre stelle (Jon Corbett).

Ma ecco il sintetico giudizio di tre redattori:

Breathless buries Blanchard in a thick and soulless soup of Moogish quicksand and post-production hocus pocus. It comes to life only when he slices through the goo with sharp but rare proclamations of defiance. He hardly takes a serious solo, mostly noodling around in the syrup or doubling with himself. A curious choice for such a talent—maybe a guilty “groove” pleasure to be purged. —John McDonough

Cool ambition, near miss. There’s more exciting neo soul (Bilal, Omar, Van Hunt) and there’s more engaging new jazz-funk fusion. Breathless is neither fish nor fowl, but Blanchard’s musical intelligence should push the songs further out of their comfort zone to capitalize on his strengths. —John Corbett

The politics are pertinent and passionate. The groove is convincing but forgettable. The solos are watery and sodden. The music is meh-minus. Sounds like a summer festival touring project. —Jim Macnie

Ognuno si può fare una propria opinione ascoltando l’album in streaming, quello che mi preme sottolineare è l’assoluta indipendenza di giudizio dei critici del magazine americano e l’accettazione pressochè totale da parte dei musicisti anche e soprattutto nel caso di stroncature o voti bassi.

Al contrario, facile immaginare le reazioni di label, promoter e artisti  se i due magazine nazionali recensissero uno qualsiasi dei nomi italiani di primo piano (ma anche di secondo o di terzo….) dando giudizi severi, anche se magari del tutto meritati.

E allora è facile osservare che “brethless”, il cui significato è affannoso, ansante, dal respiro corto, è definizione che ben si addice al provincialismo di cui sono spesso impregnate le vicende del jazz nel nostro paese. 

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Marco Tamburini

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A Marco, volato via il giorno del suo compleanno, perchè la sua musica ci acccompagni ancora a lungo. 

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Sophisticated lady

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 Lady Gaga si sa, a stupire non rinuncia e anche il classico lo vive interpretandolo a modo suo. Così, al Vancouver Jazz Festival si è presentata con un abito super trasparente che non lasciava niente alla fantasia, con il seno ben in vista. Stravaganza e provocazione in fondo sono il suo marchio di fabbrica, così come quello di divulgarle al massimo come in questo caso postando la mise di Vancouver su Instagram. 

Fonte: http://www.romagnanoi.it/gallery/1218813/Lady-Gaga--pop-o-jazz.html

Niente di personale contro le poppe di Stefani Joanne Angelina Germanotta, ma siamo sicuri che è proprio questo che si vuole vedere in un festival jazz ? 

Se la risposta è si, inutile perdere tempo con noiosi e spesso attempati musicisti. Spazio alle ragazze pon pon e vai col liscio.....

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L'ira di Ornette

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Una causa federale è stata depositata a nome del sassofonista Ornette Coleman contro Jordan McLean leader della band Antibalas e contro il batterista Amir Ziv. Secondo un comunicato stampa  "La denuncia sostiene che McLean e Ziv registrarono con Coleman nel 2009 a casa sua,  allora il sassofonista aveva 79 anni, e poi nei mesi scorsi hanno pubblicato queste registrazioni nell’album New Vocabolary senza il consenso e  la conoscenza dei fatti da parte di Ornette.”

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8 ore con Braxton

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La quarta edizione del Torino Jazz Festival si inaugurerà domani giovedì 28 maggio con lo straordinario evento al Museo Egizioil Sonic Genome del maestro Anthony Braxton che - in Prima europea, esclusiva per il Torino Jazz Festival guiderà una grandiosa performance di otto ore con 70 musicisti.

The Sonic Genome (il genoma sonico) è forse la più affascinante performance musicale degli ultimi decenni. Certamente uno dei più eccitanti e ambiziosi esperimenti musicali che il visionario compositore e saxofonista Anthony Braxton ha voluto realizzare nel corso dei suoi quarant’anni d’investigazione artistica per creare un suono mondiale vivente: più che un concerto è la creazione di un ambiente musicale interattivo sia per gli esecutori sia per gli ascoltatori.

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89 Miles

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Oggi sarebbe stato l'ottantanovesimo compleanno di Miles. Riprendo un vecchio post di Jazzit con la domanda rivolta a decine di musicisti italiani sulla importanza di Davis . Personalmente abbraccio in toto la risposta di Danilo Gallo.

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Sarebbe ora

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Per il settimo anno consecutivo Umbria Jazz ha concesso il patrocino alla kermesse (Young Jazz Festival) e per ben due giorni il festival ha potuto contare sulla presenza a Foligno di Carlo Pagnotta, rimasto a seguire i concerti fino a tarda serata: “Questi ragazzi – dichiara Pagnotta – lavorano bene, con quattro soldi hanno fatto cose eccezionali, ed hanno un grande entusiasmo, quindi non mi stupisco più ormai, ma mi dispiace ammettere che una cosa del genere, quella di coinvolgere nuove leve, io a Perugia non sono riuscita a farla. Lascerei il testimone volentieri. 

Fonte: http://tuttoggi.info/young-jazz-la-benedizione-del-patron-di-umbria-jazz/274243/

Detto con il dovuto rispetto e la giusta riconoscenza verso i notevoli meriti di Carlo Pagnotta, un cambio alla guida del maggiore festival italiano potrebbe portare aria e idee nuove, quelle vecchie sono sicuramente redditizie ma anche visibilmente usurate....

 

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Jazz Humor

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Chick Corea muore, va in Paradiso e incontra San Pietro; Chick Corea gli fa: “So che non si dovrebbe, ma avrei bisogno di chiedere una cortesia. Io sono molto contento di venire qui in Paradiso e vorrei allietarvi con la mia musica. Però avrei bisogno di chiedervi di darmi una nuvola che sia lontanissima da quelle di Keith Jarrett. Sa, tra noi, c’è stato qualche dissidio, ecc.”
San Pietro: “Va bene, l’accontento subito”.
Chick Corea va alla sua nuvoletta e, soddisfatto della condizione posta, inizia a esercitarsi al suo piano e suona per ore e ore… Dopodiché, si ferma per riposarsi un po’ e inizia a sentire una melodia… Il concerto di Colonia… Allora chiama San Pietro furibondo. “Ma come, avevo detto che mi avreste dato il posto più lontano da Keith Jarrett e ora sento che sta suonando qui vicino…”
San Pietro: “Ah.. Ma questo è Dio che si sta esercitando…”

Fonte: Stefano Bollani, dalla trasmissione radiofonica Cervelli d'Italia