MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

Stampa

Vocaboli sporchi

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Per alcuni jazz — prima scritto anche jass, jas, jasz, jaz — deriva dall’incerto «jasm» che, nelle zone creole, in par­ti­co­lare a New Orleans, è sino­nimo di vita­lità o in slang di pre­sta­zione ses­suale; per altri è una parola tratta dal fran­cese chasse-beau, che è un passo di danza dell’epoca (il cake walk).

Ma a fine Otto­cento si tro­vano ulte­riori rispo­ste: jazz-bells, sopran­nome delle pro­sti­tute di New Orleans in ricordo della Jesa­bel biblica; il verbo jaser, che signi­fica chiac­chie­rare; il sopran­nome Jazbo, un arti­sta di min­strel show; il sostan­tivo inglese gism, sino­nimo di volta in volta di forza, esal­ta­zione, ancora potenza ero­tica; il verbo to jizz, desi­gnante l’eiaculazione; l’africano jasi infine vuol dire vivere sotto pres­sione, in maniera fre­ne­tica. In ogni caso si tratta di suono o parola dai valori non certo edi­fi­canti, stando almeno a un’ottica per­be­ni­sta, come ricorda il pia­ni­sta Eubie Blake: «Non pro­nun­cio mai la parola jazz davanti a una signora. È un voca­bolo molto sporco!».

Fonte: 

http://ilmanifesto.it/basta-la-parola-venti-modi-per-dire-jazz/

Stampa

Umbria Jazz Spring

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

TERNI Venerdì sera c'è il ritorno di Umbria jazz a Terni dopo 16 anni di assenza. Carlo Pagnotta, ideatore e instancabile direttore artistico dal lontano 1973 ha l’entusiasmo di sempre. Anche se sa che questa volta la strada sarà tutta in salita. Un budget esiguo per preparare un cartellone di qualità in pochi giorni. Una sfida resa ancor più difficoltosa per colpa del terremoto che tiene lontani tanti turisti e della mancanza di spazi adeguati, visto la chiusura sine die del Verdi e l’impossibilità di usare l’anfiteatro Fausto o il teatro di Carsulae: «Per questo l’ho voluta chiamare edizione zero, anche se i conti finali potrò farli solo il 17 aprile, ma è importante ricordare che negli anni Novanta c’erano tre festival in Umbria e ora torniamo a farli. Al di là della questione culturale c’è anche quella turistica, Orvieto e Perugia insegnano, deve succedere anche qui a Terni e l’edizione zero è solo la prima tappa di un viaggio appassionante»

(...)
Si parte il 14 aprile per finire la sera di lunedì di Pasquetta: «Quest’anno abbiamo deciso di fare un cartellone che strizza l’occhio alle famiglie, vedi il ritorno dei Gospel. Ma la qualità c’è e si vede». Il programma inizia venerdì santo con “Altissima Luce”, ovvero il Laudario di Cortona liberamente riletto da Paolo Fresu (arrangiamenti dello stesso Fresu e Daniele di Bonaventura) con quartetto jazz, orchestra da camera e coro, e si conclude con il duo Peppe Servillo-Danilo Rea». La storica voce degli Avion Travel ha preso il posto all’ultimo momento di Gino Paoli, che ha dovuto dare forfait per osservare un periodo di riposo.
In cartellone anche il british soul di Incognito, storica sigla dell’hip hop, e ancora dal Regno Unito arrivano i canti religiosi del London Community Gospel Choir. Jazz più ortodosso da parte del quartetto di Chico Freeman e del trio di Piero Odorici, il cui batterista è Roberto Gatto.Non mancheranno le street parade dei Funk Off, mentre una novità degli ultimi anni al festival umbro è Sammy Miller and the Congregation (il programma completo sul sito www.umbriajazz.it): «Posso dirmi moderatamente soddisfatto - continua Pagnotta- certo è che il budget e di circa la metà di quello di Orvieto, malgrado Terni sia capoluogo di Provincia, quando si usa il marchio di Umbria Jazz bisogna farlo per creare un evento di successo e spero che questo avvenga subito e soprattutto spero che tutti mantengano le promesse fatte».
 
In questo caso direi che è lo stesso Pagnotta che dice tutto: un festival raffazzonato in poche settimane, ed è evidente che è più una richiesta economica e politica che culturale, un budget non eccezionale nelle parole dello stesso direttore artistico, un cartellone "di qualità" che negli auspici dovrebbe raccogliere un buon consenso di pubblico, anche se con il jazz e/o con proposte di un certo spessore non si abbonda. Tutt'altro, direi. E difatti lo stesso Pagnotta sembra in imbarazzo nello spendere il marchio Umbria Jazz, che pure di proposte popular negli ultimi anni ha abbondato fino allo sfinimento (dei jazzofili). 
Fatte queste considerazioni faccio comunque il mio in bocca al lupo a questa scommessa, augurando a Pagnotta di vincerla. Con il pubblico innanzitutto, la qualità ritengo sarà meglio definita dalle prossime edizioni.
Stampa

Ethan è uscito dal gruppo

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Quest'oggi, tramite la loro pagina Facebook i The Bad Plus annunciano l'uscita dal gruppo di Ethan Iverson che si concretizzerà a fine 2017. Al suo posto subentrerà il pianista Orrin Evans. Ecco il testo completo del messaggio:

A message from The Bad Plus to our fans and followers: We will soon begin an exciting new chapter in our life as a band. As of January 1, 2018, The Bad Plus will consist of founding members Reid Anderson (bass) and Dave King (drums) and new member Orrin Evans (piano). Original pianist Ethan Iverson will finish out the 2017 touring schedule in support of the album It’s Hard, culminating in a New Year’s Eve gig at the Village Vanguard in New York City.

The Bad Plus have always been a band in the truest sense—a group of passionate collaborators with no single “leader.” That spirit will continue in full-force as we welcome Orrin into the group. This is not an act of replacement; no tryouts were held. We’ve known and respected Orrin as a musician and as a person for longer than The Bad Plus has existed. His heart and his talents are simply a perfect match to continue our trajectory.

 A brand-new album featuring the refreshed lineup will be recorded this fall for release in 2018, with a supporting tour cycle to follow. The Bad Plus’ extensive songbook will continue to be represented at shows. We remain grateful to our supporters and invite you along with new listeners to be an integral part of our evolution and the exciting music it’s sure to deliver.

Stampa

A Darker Shade of Blue: Revisit

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 

Qualche settimana fa vi ho parlato del blog Inconstant Sol e delle meraviglie sonore che per suo tramite è possibile riascoltare, recuperando album fuori catalogo, o appartenenti a label non più operative o a rare registrazioni live sia audio che video.

Oggi volevo introdurre un altro blog, A Darker Shade of Blue, dall’impostazione similare ma con una tribolata vicenda alle spalle.

Curiosa la storia di questo blog: nato sulla falsariga di altri, vecchi Lp fuori catalogo o introvabili messi a disposizione degli appassionati, A Darker Shade of Blue all'apice della sua popolarità dovette ripartire da zero. Degli sconosciuti si impossessarono delle chiavi d'accesso modificandole, sicchè i curatori dopo qualche periodo di smarrimento ed incertezza, diedero vita ad una nuova edizione del blog, A Darker Shade of Blue: Revisit.

Con il tempo i titolari hanno saputo rinnovarsi e dare nuovi stimoli al blog, cosi' oggi a fianco dei post che propongono album rari e fuori catalogo è nata una nuova rubrica che ha avuto immediato consenso. Si chiama Requests and Contributions, è a cadenza mensile, ed il meccanismo è molto semplice quanto efficace: sono i lettori stessi a chiedere il link di album perlopiù introvabili e rari fino a trovare risposta in appassionati come loro, che gratuitamente mettono a disposizione il materiale richiesto sia in forma di mp3 che di flac.

Da qualche tempo il blog ha messo a disposizione un ulteriore benefit: i link aggiornati di moltissimi album storici postati nel tempo.

Semplice, mediamente veloce ed efficace. Provare per credere.

Questo il sito:

http://adarkershadeofjazzinn.blogspot.it/

E questo l’ultimo elenco di link pubblicati:

http://adarkershadeofjazzinnot.it/2.blogsp016/07/links-re-up.html

Stampa

Billie, 7 aprile 1915

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Era una donna molto dolce, molto calda [...] aveva un aspetto da indiana con la pelle vellutata, marrone chiaro [...] Billie era una donna splendida prima che l'alcool e la droga la distruggessero. [...] Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare "I Loves you, Porgy", perché ogni volta che lei cantava "non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde" potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui la cantava era magnifico e triste. Tutti quanti amavano Billie.

(Miles Davis)

Stampa

R.I.P. Miroslav Vitous ???

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

In attesa di conferma o, speriamo, di smentita, riporto la notizia che da pochi minuti rimbalza sulla rete e che riguarda la scomparsa del grande contrabbassista ceco.....