MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Leggende

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E' un mostro ma non fa paura, il suo sassofono è ammaliante e carico di buone cose.

Lui è Kenny Garret, leggenda vivente del jazz di caratura mondiale.

Fonte: http://palermo.gds.it/2017/03/04/live-a-palermo-il-sassofonista-kenny-garret-leggenda-del-jazz_636589/

Raccontava Beppe Grillo quando ancora era un comico: "Se Rocco Buttiglione è un filosofo, allora, Aristotele, che cos'è ?"

Ebbene, Garrett è sicuramente un ottimo sassofonista, ma, via, leggenda pare proprio fuori luogo.....sempre a Genova direbbero: Cala Trinchetto !

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Misha (1935-2017)

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Dopo una malattia lunga e invalidante se ne è andato Misha Mengelberg, pianista e compositore olandese, figlio del celebre direttore d'orchestra Karel Mengelberg. Un grande musicista europeo non del tutto conosciuto e non pienamente apprezzato nel nostro paese ma anima e cuore di molti progetti, iniziando dalla Instant Composers Pool e proseguendo con i mitici duetti con Han Bennink. Ed è proprio con Bennink che lo vidi per la prima volta nell'estate del 1978 al Bim Huis di Amsterdam. La prima di una lunga serie di concerti, dal duo al trio, al solo e all'orchestra. Lo voglio ricordare curvo sulla tastiera con l'immancabile sigaretta penzolante dalle labbra e l'ironia sottile, contraltare a quella manifesta e spettacolare di Bennink.

Un ritratto ad opera di Marcello Lorrai e datato maggio 2015, quando ormai la malattia era manifesta e la sua orchestra venne in Italia senza di lui:

n settembre, a Ruvo di Puglia, sul palco del Talos Festival faceva effetto ritrovare l’ICP Orchestra e non vedere un pianoforte. Un vuoto raccontato da un documentario del 2013 proiettato in uno dei momenti collaterali ai concerti, Misha and so on di Cherry Duyns: un delicato ritratto di Misha Mengelberg ma anche dei suoi compagni dell’ICP nel duro confronto con la malattia che stava facendo progressivamente scivolare nell’inconsapevolezza un musicista di intelligenza e lucidità tanto rare, un uomo con cui i musicisti dell’ICP, a cominciare da Han Bennink, hanno condiviso decenni di invenzioni musicali, concerti, tournée, tutta una vita in comune. Per chi ha amato Mengelberg, anche conoscendolo soltanto attraverso la sua musica e la sua presenza in scena, un documentario persino difficile da sostenere, ma voluto anche da una associazione che si occupa di pazienti affetti da alzheimer, e la cui realizzazione sarà certamente servita ai suoi amici dell’ICP, che nel film spesso stentano a trattenere la commozione, ad elaborare il lutto.

E dell’elaborazione del lutto anche quell’assenza del pianoforte faceva ancora parte. Misha and so on è stato ripreso in apertura della sua dodicesima edizione da Novara Jazz, che, anche in omaggio agli ottant’anni di Misha (li compirà il prossimo 5 giugno), ha quest’anno il suo focus principale sul jazz olandese, e come clou l’esibizione dell’ICP Orchestra, culmine sabato scorso della prima settimana di programmazione. Nella sala del Museo Tornielli di Ameno, dove il concerto, previsto all’aperto, è stato spostato causa maltempo, il pianoforte c’era. Alla tastiera Guus Janssen, che, anche se la decisione non è ancora definitiva, potrebbe diventare il pianista regolare della formazione. Janssen è un pianista eccellente, e una figura di riferimento del jazz olandese di ricerca, ma nessuno può davvero sostituire Mengelberg, cofondatore nel ’67 assieme a Bennink (collaborano fin dal principio dei sessanta, e sono assieme accanto a Eric Dolphy in Last Date, 1964) e al sassofonista Willem Breuker, altro caposcuola dell’improvvisazione dei Paesi Bassi e in generale europea, dell’Instant Composers Pool: collettivo da cui originano diverse formazioni e sodalizi, fino al coagularsi negli anni settanta (dopo l’abbandono di Breuker, che forma il suo Kollektief, altra formazione-faro dell’improvvisazione europea) dell’ICP Orchestra.

Pianista sublime per sensibilità e cultura, per la capacità col suo tocco di indirizzare l’orchestra, Mengelberg è stato inoltre lo stratega, anche impiegando gustose procedure, dell’imprevedibilità e dell’estemporaneità. Oggi in realtà l’autodestabilizzazione del discorso, un certo delizioso anarchismo, non sembrano più rappresenta un elemento essenziale della pratica dell’ICP. Che però merita certamente un futuro oltre Mengelberg, perchè, come a Novara Jazz si è potuto constatare una volta di più, continua ad essere esemplare sotto diversi profili: nel sofisticato repertorio di composizioni originali e di arrangiamenti, in buona parte di Mengelberg, e nella qualità dei componenti, tutti veterani della formazione; nel portare avanti la logica molto olandese del mix di linguaggio avanzato e di intrattenimento, per quanto non convenzionale; nella capacità di rileggere il jazz storico in maniera non conformista, ma anche restituendone, come è raro sentire, la consistenza; nei rapidi e spesso bizzarri “cambi di scena” musicali; nella dialettica di composizione/arrangiamento e di passaggi improvvisati da singoli o da alcuni elementi della compagine.

Fonte: https://ilmanifesto.it/la-presenza-assenza-di-misha-mengelberg/

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Ma per piacere........

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Le canzoni di Mino Reitano in chiave jazz in un album

'Mino Legacy', omaggio allo zio da Felice Clemente Quartet

Il jazz di Fabio Concato

http://www.opinione.it/cultura/2017/03/01/perricone_cultura-01-03.aspx

Parlo esclusivamente per i miei gusti e per il mio modo di vedere, e come sempre preciso che nutro comunque rispetto verso i musicisti ed il loro lavoro ma, davanti a siffatte proposte o titoli di magazine, l'impressione è che l'orrore sia appena dietro la porta...

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Vietato tossire

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Chi non sta bene è meglio che stia a casa": così il pianista Andràs Schiff è sbottato lunedì scorso al Conservatorio di Milano mentre aveva da poco iniziato ad eseguire la Sonata D 845 di Schubert. Il musicista ha interrotto stizzito l'esecuzione, come racconta oggi Repubblica, a causa di troppi colpi di tosse in sala. Gli appassionati sanno che Schiff non è nuovo a queste reazioni sopra le righe: è lui l'autore di un Decalogo piuttosto noto tra gli amanti della classica, che ogni ascoltatore a suo dire dovrebbe sottoscrivere:vietato anche, ad esempio, girare troppo rumorosamente le pagine dello spartito. Figurarsi tossire o starnutire

Fonte: http://www.affaritaliani.it/milano/tosse-in-sala-il-pianista-si-interrompe-inveisce-sul-pubblico-466356.html

In attesa che qualche festival promuova il duo Schiff-Jarrett, magari sponsorizzato da Ventolin, trovo scandaloso che la tosse di un anziano raffreddato sia stata cosi' villanamente interrotta dal pianoforte di Schiff.

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Bella figura all'aperitivo....

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Una cosa buona che sta portando il poptimism in questo mondo megaibridato è il ritorno a cavallo del jazz tra i generi fagocitati e riproposti dagli artisti contemporanei.

Così, abbiamo deciso di raccogliere alcuni album usciti negli ultimi anni che dal jazz hanno mutuato vari elementi, in una sorta di brevissimo compendio di un neo jazz che magari già avete ascoltato, che possono fungere da ponte verso il jazz puro o che potete citare all’aperitivo per fare bella figura.
 
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Questa sera presentazione al Bim Huis di Amsterdam

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For well over 45 years Willem Breuker has played a leading role in Dutch music, as a musician, composer, arranger and organizer. Together with his Kollektief he presented an adventurous mixture of jazz, free improvisation and contemporary classical, as well as music for theatre and circus, often enlivened by his highly personal sense of humor.

Arjen Gorter and Bernard Hunnekink, Kollektief members from the very beginning, have now compiled an anthology from the ensemble’s enormous body of work. The 11 splendidly remastered CDs have been arranged according to various themes, for example music for film, theatre or strings, songs and longer, more intricate pieces. Many of these recordings are out of print and some are previously unreleased, such as the complete soundtrack to the film Faust, and the farewell concert Happy End.

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Carthago delenda est

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Tempo di musica per la Tunisia: dal 31 marzo al 9 aprile, Cartagine ospiterà il Festival internazionale del Jazz, giunto ormai alla sua dodicesima edizione. Nella città Patrimonio Unesco si alterneranno brani soul, blues, groove, flamenco, per un pubblico multiculturale tunisino e straniero.

Le serate in programma sono in tutto dieci per un totale di oltre 20 artisti jazz provenienti da tutto il mondo. Tra questi il francese Ben l’Oncle Soul e la poliedrica Akua Naru, artista che coniuga l’anima soul con elementi jazz, blues e afro. Tra le presenze internazionali, nomi del calibro di Jay-Jay JohansonAaronCocoon e Pink Martini.

Il festival sarà arricchito dalle note orientali della marocchina Hindi Zahra e dell’algerina Djazia Satour. L’avanguardia musicale araba verrà invece rappresentata da Wust El Balad e dall’energia delle note del gruppo musical palestinese 47 Soul. Non mancherà la voce calda e sensuale della marocchina Nabyla Maan.

Diversi sono inoltre gli artisti tunisini rappresentati in questa edizione: Sabry Mosbah, Akua Nura, la Ajâr’t Band e il Jazz Club di Tunisi che si esibiranno a Sousse. Atteso anche l’artista italiano Raphael Gualazzi, la cui esibizione è in calendario il 5 aprile.

Fonte: http://www.lagenziadiviaggi.it/tunisia-ce-raphael-gualazzi-al-jazz-festival-cartagine/

Cercasi jazz disperatamente....