MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Pubblico di intenditori (sigh)

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LA SPEZIA – E’ stato un concerto veramente sui generis quello dedicato a Lucio Battisti al teatro Civico. La band composta da cinque elementi tra cui Beppe Servillo alla voce e Fabrizio Bosso alla tromba ha interpretato i brani più famosi del noto cantante in chiave jazz. Un concerto (dal titolo “Pensieri e parole”) per un pubblico di intenditori che è rimasto stupito pensando di sentire i brani in chiave classica

Fonte: http://www.liguria24.it/2018/02/17/un-battisti-rivisitato-in-chiave-jazz-al-civico/108945/

Gustoso articoletto dal quale si evince che il redattore a stento sa di chi e di cosa sta parlando. Esattamente come il pubblico "di intenditori" (....)   

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New Masada box !

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The Book Beriah

THE BOOK BERIAH the final 92 compositions that complete the 25-year Masada legacy

Eleven brilliant ensembles performing all 92 compositions from Masada Book Three in a special limited edition box set. The final chapter of the 25-year Masada legacy!
 
è possibile acquistare il monumentale box sia in versione fisica (compact e LP, anche se per quest'ultimo supporto si tratta solo di una compilation) che digitale, con t-shirt compresa o meno, signed box o normal, e, giusto per dare una idea, gli 11 compact in download digitare costano circa 60 euro.
 

CD1 Keter – crown SOFIA REI 
CD2 Chokhma – wisdom CLERIC 
CD3 Binah – understanding SPIKE ORCHESTRA 
CD4 Chesed – loving kindness JULIAN LAGE-GYAN RILEY 
CD5 Gevurah – severity ABRAXAS
CD6 Tiferet – beauty KLEZMERSON 
CD7 Netzach – eternity GNOSTIC TRIO
CD8 Hod – splendor ZION80 
CD9 Yesod – foundation BANQUET OF THE SPIRITS 
CD10 Malkhut – kingship SECRET CHIEFS 3

BONUS CD —
CD11 Da’at – knowledge CRAIG TABORN-VADIM NESELOVSKYI

executive producer – john zorn
associate producer – kazunori sugiyama
mastering – scott hull
design- heung heung chin


CD1 KETER
SOFIA REI 
compositions #11, 26, 36, 38, 53, 67, 76, 77

1. GE’ULAH
2. SETUMAH
3. KAYAM
4. RACHAMIM
5. PENIMI
6. OROT
7. TIKKUN
8. KETARIM

Sofia Rei – voice
JC Maillard – bass saz

CD2 CHOKHMA
CLERIC 
compositions #17, 27, 31, 49, 51, 56, 58, 63, 66,

1. GADOLOT 
2. PANIM 
3. KAV 
4. NOGAH 
5. SEPAR 
6. IMMA 
7. TA’AMIM 
8. LYYUN 
9. CHALAL

Matt Hollenberg – guitars and oud 
Dan Kennedy – bass
Nick Shellenberger – keyboards, vocals 
Larry Kwartowitz – drums and percussion

Guests:
Timba Harris – violins (tracks 3 and 9)
Ludovic Beier – accordion and accordina (track 5)

CD3 BINAH
SPIKE ORCHESTRA #25, 34, 47, 60, 69, 72, 82, 83, 91

1. LEVUSHIM 
2. DAMAM 
3. SHAMAYIM 
4. TEVUNAH 
5. TALPIOT 
6. POSEKIM 
7. KELIM
8. MACHSHAVAH
9. MA’AMAROT

THE SPIKE ORCHESTRA

Mike Wilkins – alto sax/clarinet
Paul Booth – tenor sax/flute 
Josephine Davies – tenor/soprano sax
Gemma Moore – baritone sax/bass clarinet

Noel Langley – trumpet/flugelhorn
George Hogg – trumpet/flugelhorn
Yazz Ahmed – trumpet/flugelhorn/FX
Sam Eastmond – trumpet/shofar

Ben Greenslade-Stanton – Trombone/FX
Tim Smart – trombone
Oren Marshall – tuba

Moss Freed – guitar
Elliot Galvin – keyboards
Mike Guy – accordion
Mark Lewandowski – double bass
Will Glaser – drums/percussion

CD4 CHESED
JULIAN LAGE AND GYAN RILEY 
compositions #16, 32, 40, 45, 48, 54, 55, 62, 78, 85

1. KATANOT 
2. ZEIR ANPIN 
3. SACHEL
4. TOHU
5. HEKHALOT ZUTARI
6. SHEVIRAH
7. DEVEKUT
8. DIBOR
9. PNIMIYUT
10. BOHU

Julian Lage – guitar
Gyan Riley – guitar

CD5 GEVURAH
ABRAXAS 
compositions #5, 8, 10, 20, 41, 46, 80, 84, 86,

1. DIN
2. PAGAM
3. TAMIDI
4. DA’AT
5. BITTUL
6. KAVANNOT
7. QIYYUM
8. TZELEM
9. BETZALTZEL

Aram Bajakian – guitars, banjo
Eyal Maoz – guitars, saz
Shanir Ezra Blumenkranz – gimbri, bass, percussion
Kenny Grohowski – drums, percussion

CD6 TIFERET
KLEZMERSON 
compositions #22, 23, 35, 43, 52, 59, 70, 75
1. HASHAWAH
2. MIDDOT
3. RESHIMU
4. SAPIR
5. RATZON
6. TOMER
7. NEKEVAH
8. ZIVUGIM

Benjamin Shwartz – viola, piano, keyboards.
Carina Lopez – bass
Gustavo Nandayapa – drums
Maria Emilia Martinez – flute
Federico Schmucler – guitar
Carlos Metta – percussion, jaranas
Mauricio Moro “Osito" – saxophones
Chatran Gonzalez – percussions

Guests:
Jair Alcala – accordion
Jose Paquito Hernandez – bajo sexto
Bernardo Ron – guitar
Alex Otaola – guitar
Tod Clouser – guitar
Misha Marks – horn, latarra
Fausto Palma – oud, sarangi
Dan Zlotnik – saxophone
Edson Ontiveros – violin
Rolando Morejon – violin
Omar Medina – jarana, leona

CD7 NETZACH
GNOSTIC TRIO 
compositions #2, 7, 9, 12, 13, 14, 19, 24, 33

1. PIRKE AVOT
2. HA-MURGASH
3. ATARAH
4. SHI’UR KOMA
5. SAFRA
6. RE’CHA
7. MERKABA
8. HISPASHUT
9. OLAMOT

Bill Frisell – guitar
Kenny Wollesen – vibraphone
Carol Emanuel – harp

CD8 HOD
ZION80 
compositions #4, 39, 50, 57, 71, 74, 89, 90, 92

1. HOD
2. TAKHLIT
3. SHELEMUT
4. SHARAK
5. TAHOR
6. MADREGUT
7. REIAH
8. AKUDIM
9. SHMECHA

Jon Madof – guitar 
Frank London – trumpet 
Greg Wall – tenor sax 
Jessica Lurie – bari sax, alto sax, flute
Zach Mayer – bari sax 
Brian Marsella – keyboards
Yoshie Fruchter – guitar 
Shanir Blumenkranz – bass
Yuval Lion – drums 
Marlon Sobol – percussion

Guest: 
John Zorn – sax (track 5)

CD9 YESOD
BANQUET OF THE SPIRITS 
compositions #1, 3, 21, 30, 37, 42, 44, 64, 88,

1. IGGULIM
2. NEKUDIM
3. HEKHALOT RABBATI
4. BERUDIM
5. YESHUT
6. NISCHONO
7. TEHIRU
8. DIM YONI
9. TESHUVAH

Cyro Baptista – percussion
Brian Marsella – piano, vibraphone
Shanir Blumenkranz – acoustic bass
Tim Keiper – drum set

CD10 MALKHUT
SECRET CHIEFS 3 
compositions #6, 15, 18, 28, 29, 61, 65, 68, 73, 79, 81, 87

1. SITRA ACHRA
2. CHITZONUYUT
3. SHADIM
4. NETZOKIM
5. YEKINAH
6. NETZACH
7. SAPAR
8. MISHKAN
9. MAKIF
10. ATZMUT
11. AYIN
12. SHEMOT

Trey Spruance – guitar 
Jason Schimmel – guitar 
Eyvind Kang – violin 
Matt Lebofsky – keyboards 
Shanir Blumenkranz – bass 
Ches Smith – percussion 
Kenny Grohowski – drums

CD11 DA’AT
CRAIG TABORN AND VADIM NESELOVSKYI 
compositions #11, 26, 36, 38, 53, 55, 67, 76, 77

1. PENIMI (take 1)
2. SETUMAH
3. BOHU (take 1)
4. KAYAM (take 1)
5. PENIMI (take 2) 
6. KETARIM
7. GE’ULAH
8. RACHAMIM
9. OROT
10. TIKKUN
11. BOHU (take 2)
12. KAYAM (take 2)
13. PENIMI (take 3)

Craig Taborn – piano (1, 2, 3, 4, 9)
Vadim Neselovskyi – piano (3, 4, 5, 6, 7, 8)

 
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Help George

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George Cables, Frank Morgan - October 27, 2006

Come molti di voi sanno, George Cables ha avuto dieci anni fa un trapianto di organi e stava molto bene, insegnando e facendo tournée. Ma negli ultimi due anni, George ha lottato con le ulcere sulle gambe che non sono guarite.

È stato sotto la cura dei migliori medici di New York City, ma la gravità delle ulcere lo ha portato ad essere ricoverato in diverse occasioni. L'ultima volta che è stato ricoverato in ospedale, le sue condizioni sono state considerate critiche. 
Dopo aver consultato i chirurghi vascolari, hanno raccomandato l'amputazione della gamba sinistra.

L'intervento chirurgico si svolgerà all Ospedale Sinai a New York City il 1 ° marzo 2018. Dopo il recupero, andrà in riabilitazione per un minimo di quattro settimane.

Ciò di cui abbiamo bisogno ora è di aiutare a coprire l'enorme stress finanziario che ciò causerà. Oltre alle spese mediche dopo Medicare, è necessario apportare modifiche alla sua casa per renderla accessibile alla sedia a rotelle (rampe anteriori e posteriori, modifiche del bagno e della doccia, ecc.). Dal momento che George vive da solo, avrà bisogno di assistenza domiciliare, compreso il servizio di pulizia e la consegna dei pasti durante la sua guarigione. Non c'è modo di sapere quando potrà tornare ad insegnare e sarà in grado di viaggiare per esibirsi. Certo che è ansioso di tornare alla musica che è stata la sua vita e che ci ha portato tanta gioia e bellezza.

Pertanto, abbiamo creato questo account Go Fund Me per aiutare questa causa meritevole. A questa sera, 15 febbraio ore 22, il totale raccolto è di 28.505 dollari raccolti su un obiettivo di 50 mila.

https://www.gofundme.com/team-george-cables

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Il loro canto libero

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La Spezia – Si terrà il giorno venerdì 16 febbraio, alle ore 21 al Teatro Civico della Spezia, lo spettacolo “Pensieri e parole. Omaggio a Lucio Battisti”, promosso da ATER (Associazione Teatrale Emilia Romagna) e Associazione Musicale Sun Music Management in collaborazione con Società dei Concerti Onlus, media partner Radio Nostalgia.

Verranno proposti venti brani del grande Cantautore, da “Il mio canto libero” a “Penso a te”, in uno spettacolo dove verranno abbattuti i confini che separano il mondo della canzone da quello del jazz e dell’improvvisazione. Sul palco infatti ci saranno cinque grandi musicisti jazz: Peppe Servillo (voce), Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Furio Di Castri (contrabbasso), Rita Marcotulli (pianoforte), Mattia Barbieri (batteria).

Quali sono le ragioni per le quali ottimi musicisti affermati e conosciuti non solo entro i confini nazionali si producono in simili omaggi ?

Marchetta di cattivo gusto, rivolta ad un pubblico che ben difficilmente li seguirà nei progetti personali e che, comunque, alla fine rimpiangerà l'originale.

Perchè molti jazzisti italiani continuano a perdere tempo ed energie in musiche che non c'azzeccano (come avrebbe detto il fu onorevole Di Pietro) ?

Soldi? Popolarità ? Mah...

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Guinnevere

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“Guinnevere” is an unusual tune. By that time I had hit my stride. It’s in a strange tuning; it’s a strange chord structure. The time signature goes from 4/4 to 6/8 to 7/4. It’s starting to get more sophisticated. Miles knew about us. He knew that the Byrds were signed to Columbia, because when they listened to our demo, they went to Miles, who was on Columbia, and said, “Is this any good?” He said, “Sign them.” So he knew about the Byrds and he knew about me. I’m in New York and it’s winter and I’m standing in front of the Village Gate, and he walks up to me. He says, “You Crosby?” I said yes, and he said, “I’m Miles.” I said, “I know.” He said, “I cut one of your tunes,” and I said, “Gulp. Which tune?” He said, “‘Guinnevere.’ You want to hear it?” I said yeah, and he said, “Follow that car.”

There was a girl with legs up to the top of her head climbing into a Ferrari. I followed it to a brownstone in Midtown that looked like an old castle. Inside it was more like the Playboy Mansion. He sat us down and played this tune while he and the girl took off to the bedroom. I listened to it and he comes back and says, “What do you think?” I said, “It doesn’t sound like ‘Guinnevere.’ There’s no recognizable part of ‘Guinnevere’ in there at all.” I was really disappointed. I was hoping he would do something far more normal. It’s a nice piece, but I told him he should change the name and get the publishing, which pissed him off. He threw me out. It was stupid on my part; it was an honor that he did it. One of the greatest musicians of our time chose to do my song and, in hindsight, it’s one of the greatest things that ever happened to me.

Fonte: https://jazztimes.com/features/david-crosby-coltrane-miles/

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Capitali della cultura (?)

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Lo sfogo dell’organizzatore storico del Piacenza Jazz Fest Gianni Azzali è affidato a Facebook: “Anche “Piacenza Jazz Fest” dalla nuova amministrazione è stato giudicato “comprimibile”; molto comprimibile, al punto da non percepire più nessun contributo”.

Azzali fa riferimento alle esternazioni dell’assessore al Bilancio del Comune di Piacenza Paolo Passoni in una recente intervista a “Libertà” in cui “parla dei tagli alla Fondazione Teatri e a Spazio 4”. “Ma l’assessore dimentica l’azzeramento dei contributi – sostiene Azzali – alle Associazioni Culturali (di qualsiasi entità fossero), quelle spese definite dall’assessore “superflue che si annidavano tra i contributi che vengono erogati per eventi e collaborazioni varie”.

“Ecco – commenta Azzali – ci annidavamo proprio lì, in buona compagnia, tra coloro che contavano sulle “spese superflue”, ma che credono per fortuna di non essere per nulla superflui.  Dopo la soppressione del Festival del Diritto, Piacenza Jazz Fest è l’unica manifestazione culturale conosciuta in tutta Italia, ma dimenticata (o meglio, mai conosciuta) da questa amministrazione. E’ triste, ma come si pensa di esser credibili – conclude Azzali – su argomenti come “Piacenza capitale della Cultura” quando la realtà sul territorio è questa? A me sembra incredibilmente paradossale”.

Proprio oggi Azzali aggiunge un altro post sulla sua bacheca social: il riconoscimento del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali al Piacenza Jazz Fest.

Fonte: https://www.piacenzasera.it/2018/02/dal-comune-tagliati-tutti-contributi-al-jazzfest-riconosciuto-dal-ministero/237508/

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Una donna di nome Helen

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Lee Morgan with Helen 

 “There are no natural barriers. It’s all music. It’s either hip or it ain’t.” - Lee Morgan
 

He was one of the greatest trumpeters of all time, but Lee Morgan’s young life was stopped short by a toxic romance with a woman who saved him, then shot him dead.

On an icy night in 1967, one of the world’s greatest trumpeters didn’t own a trumpet. His horn was in the pawnshop, along with his winter coat, sold to pay for heroin. Three years after releasing one of the most successful jazz albums of the 1960s, Lee Morgan was in the depths of a drug habit that had consumed him for nearly a decade. Even if he’d had a trumpet, he was so out of practice that he could barely play. That was the night he met the woman who would save his life.

A transplant from North Carolina, the woman who would become Helen Morgan was known in jazz circles as “the little hip square.” She didn’t touch heroin, but her apartment was a refuge for struggling musicians, including many addicts. After the clubs had closed, “Helen’s Place” was somewhere to get warm and get fed. On that particular cold night, she says in “The Lady Who Shot Lee Morgan,” Morgan came by, “raggedy and pitiful…and for some kind of reason, my heart just went out to him.

“I said, ‘Child, it’s zero degrees out there and all you have is a jacket. Where is your coat?‘”

“In hock,” he said. She got the coat back for him, along with his trumpet, and like a lost puppy, he followed her home. From then on, she said, “he hung on to me,” and in turn she “took over total control” of Lee Morgan, helping the onetime prodigy grow into the musician he was meant to be. Helen would get him well, she would get him working, and five years later, she would end his life.

 Fonte: themaninthegreenshirt



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5 chili di Miles

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Benedetta follia questo Miles Davis 1959 a day-by-day chronology di Enrico Merlin con le sue 600 pagine, i suoi cinque chilogrammi, la sua tiratura limitata a 500 esemplari numerati e già 200 volatilizzati in mezzo mondo ad appena una quindicina di giorni dalla luce.

Porgy and BessKind of BlueSketches of Spain, la messa in onda alla CBS TV sono solo alcune pietre miliari di un cammino nel tempo che appare di straordinario e stupefacente calibro. Nel carteggio di primissima qualità il lettore può alla lettera dimenticarsi di tutto, immergersi nei dettagli più minuti, nelle notizie, negli articoli, nelle fotografie più curiose, risultato di una ricerca vera, pulita, senza padrini, obiettivi di piccolo cabotaggio o secondi fini. Qui si manifesta per l’ennesima volta la competenza, la passione, la purezza dei giusti.
I magnifici 500 che per primi si porteranno a casa questo pezzo di storia del Novecento godranno e non poco.
Eccessivo? 250€ per ascendere al patibolo della benevola nevrosi del secolo breve, ma non poi tanto, ci sembrano addirittura pochi, quando sogghignando vediamo il mostro sulla nostra scrivania imbandita di ben altre schifezze editoriali.
Il tomo si lascia scoprire con le mani, oltre a una certa forza muscolare. Si rimane basiti, sorpresi, eccitati dalla bellezza e dalla varietà. Stupiti da una documentazione impeccabile. Bastano anche poche pagine alla settimana. Non è uno squallido Viagra, è un Elisir di lunga vita.
Stefano Chemelli