MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Acrobati

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Poi attaccò a suonare. Ma suonare non è la parola. Un giocoliere. Un acrobata.

Alessandro Baricco, Novecento, Feltrinelli

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Like a girl sayng "yes"...

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

'The flame that burns Twice as bright burns half as long.'--Lao Tzu

 
Bix Beiderbecke, 1924, from the Duncan Schiedt Collection
 
“Bix Beiderbecke took out a silver cornet, put it to his lips & blew a phrase. The sound came out like a girl saying ‘yes.’"  Eddie Condon
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Cancellato il festival dedicato a Massimo Urbani

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

I nostri politici sono dei dilettanti con stipendi da professionisti.
(Zarko Petan)

 
Monte Mario, "M5S cancella il Festival Jazz dedicato a Massimo Urbani"
„“Nel giorno dell’anniversario della nascita di Massimo Urbani, il M5S cancella il Festival del jazz a lui dedicato”. A parlare sono Valerio Barletta e Pino Acquafredda, rispettivamente capogruppo Pd nel Municipio Roma XIV e consigliere democrat dal 2013 al 2016
 
Livia Marigliano, presidente della commissione Cultura locale, ha notato: "Stupisce l'interesse del gruppo Pd per la figura di Massimo Urbani: quando è stata scoperta la targa, non era presente nessuno di loro".

Fonte: http://montemario.romatoday.it/festival-jazz-m5s-polemica.html
 
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L'urlo di Munk

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Credete che Umbria Jazz 2017 verrà raccontata dai media per il quartetto di Wayne Shorter + orchestra ? Oppure per il quintetto di Enrico Rava con Tomsz Stanko ? O, ancora, per il quartetto di Christian McBride o per i duetti tra Chuco Valdez e Gnzalo Rubalcaba ?

Non illudetevi, Umbria Jazz 2017 passerà alla storia all'insegna della techno (?), sotto le spoglie del gruppo tedesco Karaftwerk (forse, vista l'età, i figli dei più famosi Kraftwerk ?) parenti, senza dimenticare la nuova speranza del rock californiano, il sempre verde Brian Wilson.

Ma c'è molto, molto di più nel carniere: Paolo Fresnu, Giovanni Tomasso, Rita Marotulli. Forse i nomi orecchiano altri ben più conosciuti, e allora serpeggia il dubbio. Ma che sito sto consultando ? Forse La Gazzetta di Roncofritto ?

No, no, si tratta niente popodimeno che che sito dell'ANSA. Ma le sorprese non sono finite.Pare che Pat Metheny ora suoni il basso nel gruppo della sua ...contrabbassista, Linda Oh....

Lo sapevate poi che quest'anno a Perugia si celebra il centennale della nascita di Thelonious Munk ? Ma, si dai, il famoso pittore afro-norvegese che nel tempo libero strimpellava il pianoforte. Ancora non vi viene in mente l'opera più famosa ? Allora ve la riproduco sopra...

Fonte delle corbellerie: http://www.ansa.it/english/news/lifestyle/arts/2017/05/08/umbria-jazz-lineup-includes-techno_392ee7af-4f8a-44e9-a1a6-c84a70bc569f.html

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Monk, chi era costui...

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Foto
Sergio Scagliola

 

Il jazz italiano è sottovalutato in patria; perché?

 

Intanto non credo al termine "Jazz Italiano". Quando parliamo poi del Jazz fatto in Italia, non credo proprio sia sottovalutato. Credo invece che, nonostante siano passati tanti anni, tutto il Jazz sia "sottovalutato". Se vogliamo essere più precisi bisognerebbe dire che rispetto al Jazz c'è ancora un abissale disinformazione. Ed in questa abissale disinformazione, paradossalmente, c'è tanto Jazz fatto in Italia che al contrario è in alcuni casi poco valutato ed in tanti altri invece sopravvalutato.

Bisognerebbe far emergere il fatto che ci sono musicisti interessantissimi quasi totalmente ignorati da tutto il circuito di produzione e diffusione, ed altri che sono sovraesposti in misura scandalosa. E poi il fatto che la maggior parte dei cosiddetti appassionati conoscano Bollani e non conoscano Monk, oppure non si perdano un concerto in tutte le salse di  Bosso e non possiedono neppure una registrazione di  Lee Morgan, mi sembra che abbia più a che far con un processo mediatico, con cui si confonde il Jazz, piuttosto che  una reale cognizione di causa. Una anomalia insomma, ma niente di personale ovviamente.

Fonte: http://www.distorsioni.net/canali/interviste/ottaviano

L'intervista non è recente ma l'argomento e le riflessioni di Roberto Ottaviano lo sono più che mai. Più leggo i programmi dei festival estivi italiani e più mi convinco che sono destinati ad un pubblico "ignorante"....
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Musica nera

Scritto da Elfio Nicolosi on . Postato in Blog

Il jazz è per me – e per Bruno Arcieri – la colonna sonora della vita, la sua pulsazione piena di incertezza e di gioia, di malinconia. Colori ed emozioni che ho cercato di rendere anche imitando, con la scrittura, l’incedere sempre sorprendente del jazz

Leonardo Gori

n queste settimane la “Musica nera” di Leonardo Gori torna a far echeggiare le sue note graffianti tra gli scaffali delle librerie, in una nuova versione che esalta meravigliosamente le qualità narrative del suo autore. Le personalità sfaccettate e perfettamente delineate dei protagonisti, i cambiamenti di un’Italia che cresce senza riuscire ad affrancarsi dai fantasmi del passato, la capacità onnipervasiva della musica: sono questi ingredienti, ben dosati e miscelati, a creare una storia avvincente e ammaliante come di rado se ne incontrano. “Musica nera” è un romanzo completo, che coniuga storie personali, temi civili e tanta, meravigliosa musica jazz, di cui lo scrittore fiorentino è profondo conoscitore.

Fonte: http://www.frontedelblog.it/2017/03/06/musica-nera-delitti-trame-occulte-e-jazz-per-leonardo-gori/

 Ho appena terminato il libro, lettura veloce e divertente, e alle considerazioni dell'articolo vorrei aggiungere le mie. La trama, ahimè piuttosto improbabile per quanto molto addentro a fatti italiani, si avvale della musica in maniera descrittiva e partecipativa. La soluzione del giallo non avviene grazie ad un contesto musicale (come ad esempio nel famoso Il senso di Smilla per la neve, di Peter Hoeg), e nemmeno è il jazz l'unica colonna portante del racconto, ma si evita di utilizzare la "musica nera" come mero sottofondo alle avventure del protagonista. Il jazz, contrariamente alla maggior parte dei noir, non funge quindi solamente da colonna sonora ma diviene parte integrante ed uno dei principali filoni che si intrecciano nel romanzo.

Consigliato agli amanti del genere, ovviamente anche appassionati jazzofili.

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Jazz intuition

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

I have a photographic memory for chords and when I'am playing, the right chords appear in my mind like photographs long before I get to them.
EARL HINES, Jazz pianist

Fonte: http://didierleclair.tumblr.com/

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Cambiare musica si può

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Il concertone oramai tradizionale del 1° maggio ha sempre regalato spazi ristretti agli appassionati di jazz, ma ad ogni modo ha comunque acquisito i tratti di una festa di gioventù e di musica e come tale è uno spettacolo da godersi anche in casa.

Proprio per come si è caratterizzato nel tempo e per la formula del palco rotante è difficile che il concerto possa essere qualcosa in più di una vetrina per gli invitati e di una abbuffata di musiche spesso assai differenti tra loro per gli spettatori.

Senza aspettarmi niente di particolare anch'io ho provato a dare un'occhiata a quello che il video mi trasmetteva nelle ore serali. L'impressione che ne ho tratto è che le vicende musicali che si alternavano sul palco non facevano che riflettere lo stato del paese: vecchio, arretrato, provinciale e sfilacciato, esattamente come le proposte musicali ed i musicisti che passavano.

Il "rock" italiano (mi si passi l'eufemismo) è  come la politica italiana: i volti sono gli stessi da sempre, le idee anche. Certo qua e la qualcosa di interessante lo si è anche visto, ma complessivamente è stato l'ennesimo spettacolo prevedibile e noioso

Continuo a pensare che il Concertone ha esaurito il suo compito, che andrebbe ripensato completamente, ma ovviamente chi tira le fila dell'organizzazione ha ben altri problemi e interessi che non siano la musica e la sua qualità.

Tutto questo scrivevo il 2 maggio del 2011. Cosa è cambiato da allora? Una sola cosa credo, la mia pazienza. Ormai il Concertone lo assimilo ai troppi programmi televisivi trash e di conseguenza non lo guardo più. Mi sarò perso qualcosa ?