MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Portoghesi a Delhi

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2015 johan van eycken

Per il mio primo concerto a Delhi non riuscii a spiegare in inglese che ero io quello che doveva salire sul palco, cosi' pagai il biglietto.

Paolo Fresu

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La giornata della poesia

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Canzone per Billie Holiday

Cosa può liberare il mio cuore

Del canto

E della tristezza?
Cosa può liberare il mio cuore

Se non il canto

Della tristezza?
Cosa può liberare il mio cuore

Della tristezza

Del canto?

Non parlare del dolore
Con la polvere nei suoi capelli,
O con granelli di polvere nei suoi occhi
Lì soffia un vento occasionale.
Il dolore di cui parlo
E' cosparso dalla disperazione.

Voce di tromba smorzata,
Freddo ottone nell'aria calda.
L'amara televisione offuscata
Dal suono che scintilla--

Dove ?

 

(Langston Hughes) da Selected Poems 

 

 

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RIP Buell Neidlinger

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Cecil Taylor, Buell Neidlinger, Archie Shepp and Dennis Charles

Buell Neidlinger, bassista, violoncellista ed educatore, prolifico musicista che ha lavorato in un ampio spettro di stili dal dixieland alle avanguardie, è morto improvvisamente venerdì pomeriggio nella sua casa a Whidbey Island, Washington. Erano passate solo due settimane dal suo 82 ° compleanno.

La causa della morte è stata un attacco di cuore.

Neidlinger è conosciuto dagli appassionati di  jazz per la sua collaborazione con il pianista Cecil Taylor; con il quale ha registrato sei album realizzati tra il 1956 e il 1961. Ha anche registrato frequentemente con i sassofonisti Steve Lacy e Archie Shepp e il trombonista Roswell Rudd; ha suonato in un trio con il pianista Herbie Nichols; è stato il bassista che ha accompagnato Tony Bennett nella registrazione del 1962 di  "I Left My Heart in San Francisco"; e ha collaborato in modo prolifico con il sassofonista Marty Krystall per un periodo di quasi 50 anni.

Era straordinariamente prolifico anche al di fuori del mondo del jazz. Neidlinger ha lavorato in orchestre classiche e fu per quasi trent'anni il principale bassista nell'orchestra di studio della Warner Brothers. La sua lunga lista di crediti pop comprendeva Steve Lawrence e Eydie Gormé, Chuck Berry, Frank Sinatra, Moody Blues, Roy Orbison e Barbra Streisand, nochè gli Eagles di Hotel California.

 

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Open Papyrus Jazz Festival d'Ivrea e Canavese

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Edizione 38

17-22-23-24 marzo


Elogio della follia

"La vita umana, nel suo insieme, non è che un gioco, il gioco della pazzia”

Erasmo da Rotterdam.
 
L’arte in generale, e forse in particolar modo la musica e la danza, è l’anticorpo a quella condanna di una  infinita ripetizione che è la vita.
Il jazz e l’improvvisazione ne definiscono in assoluto quel processo creativo che esorcizza la morte in una folle danza che ignora il destino e le regole che il mondo (anche quello dell’arte) ci impone quotidianamente. Le scarpette rosse di Andersen; una volta indossate ci obbligheranno a danzare sino alla fine, scelta folle o liberta?
Questo tema o riflessione ci ha portato a legare, tra gli ospiti di questa edizione Petrin e Benni in un recital su Theolius  Monk, o la Lydian Orchestra nel suo omaggio ai 50 anni dalla scomparsa di Martin Luther King.
Un sogno è sempre a suo modo follia, più quel sogno è grande più deve essere folle, e di certo verrà percepito come tale da propri contemporanei.
Ma è di quello che si ha bisogno per sopravvivere, di una sana follia perché solo quella ci rende liberi. Liberi di danzare sino alla fine perché quel senso di libertà diventa irrinunciabile, nonostante il prezzo che si dovrà pagare.
Da sempre crediamo che la cultura debba avere una responsabilità politica per questo la relazione Monk – King ci è sembrata naturale.
 
Nella lotta di Martin Luther King  questo lo si comprende assai bene, come lo si comprende nelle note di Monk e in  tutta la storia della musica “afroamericana”.
Da sempre credo che un festival jazz non sia solo intrattenimento, vuoto passatempo, becerume dei tempi che viviamo, ma sia uno strumento per rafforzare la coscienza civile, il senso di appartenenza a una comunità e la consapevolezza di farne parte. Coloro che fanno del jazz solo per “intrattenere” hanno evidentemente frainteso il senso di quella cultura.
Si può esser poeti, ma in una coerenza “politica” e quindi “estetica”, che risponderà a quei canoni culturali a cui questa musica e quindi un festival deve rispondere.
Che Ivrea abbia un festival arrivato a 38 edizioni  dovrebbe essere motivo di orgoglio, politico prima che culturale. Desideriamo che il valore politico di queste manifestazione artistiche sia compreso e diffuso, convinti che solo attraverso un percorso culturale ci si assume le proprie responsabilità verso la comunità.
 
Tagliare la cultura è come tagliare i fondi alla salvaguardia del territorio, alla montagna, agli argini dei fiumi. Alla prima pioggia tutto franerà travolgendo tutti.

La cultura è un agente di prevenzione e salvaguardia per una società civile, e costa enormemente meno di quanto costerà ricostruirne una, dopo il tracollo.

Massimo Barbiero

Il programma completo qui: http://www.music-studio.it/IT/index.php?page=reader&id=109&m=77&g=3

Come quasi ogni anno purtroppo il festival di Ivrea si sovrappone nelle stesse date a quello di Bergamo. Ardua scelta per gli appassionati milanesi...

 

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The 2017 Expanded Critics’ Poll

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(photo by Jacob Blickenstaff)

JazzTimes’ critics pick their favorite artists, festivals, venues, etc. of 2017

 

New Artist

Jazzmeia Horn
Jaimie Branch
Roxy Coss
Thomas Morgan

Artist of the Year

Vijay Iyer
John McLaughlin
Tyshawn Sorey
Jason Moran*
Cécile McLorin Salvant*

Best groups

Acoustic Small Group/Artist

Charles Lloyd New Quartet
Vijay Iyer Sextet
Steve Coleman’s Natal Eclipse
Wayne Shorter Quartet

Electric/Jazz-Rock/Contemporary Group/Artist

Hudson (DeJohnette/Grenadier/Medeski/Scofield)
Christian Scott aTunde Adjuah
Rudresh Mahanthappa’s Indo-Pak Coalition
Snarky Puppy

Big Band/Large Ensemble

Maria Schneider Orchestra
Arturo O’Farrill’s Afro Latin Jazz Orchestra
John Beasley’s MONK’estra
Amir ElSaffar Rivers of Sound

Best of the industry

Record Label

ECM
Blue Note
Resonance
Motéma

Syndicated Radio Program

Jazz Night in America
Radio Deluxe With John Pizzarelli
Jazz After Hours With Jeff Hanley
Jazz Inspired With Judy Carmichael

Podcast

The Checkout
JazzTimes Spins & Riffs
A Noise From the Deep
Straight No Chaser

Festival

Winter Jazzfest (NYC)
Newport Jazz Festival
Monterey Jazz Festival
Montreal International Jazz Festival*
Detroit Jazz Festival*

Documentary

I Called Him Morgan
Chasing Trane
Bill Evans: Time Remembered
Jimmy Scott: I Go Back Home

Book

Good Things Happen Slowly: A Life In and Out of Jazz by Fred Hersch
Message to Our Folks: The Art Ensemble of Chicago by Paul Steinbeck
Vinyl Freak: Love Letters to a Dying Medium by John Corbett

Nightclub

Village Vanguard
Jazz Standard
The Stone/The Stone at the New School
Birdland

Best musicians

Trumpeter

Ambrose Akinmusire
Christian Scott aTunde Adjuah
Wadada Leo Smith
Dave Douglas

Trombonist

Roswell Rudd
Ryan Keberle
Wycliffe Gordon
Robin Eubanks

Clarinetist

Anat Cohen
Ken Peplowski
Evan Christopher
Paquito D’Rivera

Tenor Saxophonist

Joe Lovano
Chris Potter
Charles Lloyd
JD Allen

Alto Saxophonist

Rudresh Mahanthappa
Steve Coleman
Kenny Garrett
Tim Berne*
Miguel Zenón*

Soprano Saxophonist

Wayne Shorter
Chris Potter
Dave Liebman
Jane Ira Bloom

Baritone Saxophonist

Gary Smulyan
Brian Landrus
James Carter
Claire Daly

Flutist

Nicole Mitchell
Charles Lloyd
Jamie Baum
Henry Threadgill

Violinist

Jenny Scheinman
Regina Carter
Sara Caswell
Mark Feldman

Pianist

Vijay Iyer
Craig Taborn
Jason Moran
Chick Corea

Keyboardist

Herbie Hancock
Craig Taborn
Robert Glasper
John Medeski

Organist

Dr. Lonnie Smith
Joey DeFrancesco
Larry Goldings
John Medeski

Guitarist

Bill Frisell
Julian Lage
Mary Halvorson
John Scofield

Double Bassist

Christian McBride
Linda May Han Oh
Thomas Morgan
Ron Carter

Electric Bassist

Thundercat
Steve Swallow
Matthew Garrison
Richard Bona

Vibraphonist

Warren Wolf
Stefon Harris
Joe Locke
Jason Adasiewicz

Drummer

Jack DeJohnette
Brian Blade
Terri Lyne Carrington
Billy Hart

Percussion

Pedrito Martinez
Cyro Baptista
Kahil El’Zabar
Zakir Hussain

Vocalist (Male)

Gregory Porter
Theo Bleckmann
Kurt Elling
Tony Bennett

Vocalist (Female)

Cécile McLorin Salvant
Jazzmeia Horn
Lizz Wright
Dee Dee Bridgewater

Composer

Tyshawn Sorey
Vijay Iyer
Maria Schneider
Steve Coleman

Best Arranger

Maria Schneider
John Beasley
Arturo O’Farrill
Darcy James Argue

Misc. Instrumentalist

Tomeka Reid (cello)
Grégoire Maret (harmonica)
Béla Fleck (banjo)
Scott Robinson (contrabass saxophone)

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Radiotre: Novara e Willisau

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martedì 20 marzo 2018 alle 20.30
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NOVARA JAZZ
Enrico Rava & Louis Moholo
tromba, Enrico Rava 
batteria, Louis Moholo
Registrato l’1 giugno 2017 al Cortile del Broletto, Novara

WILLISAU JAZZ FESTIVAL
Andrew Cyrille Quartet
batteria, Andrew Cyrille 
chitarra, Ben Monder 
pianoforte, tastiere, Richard Teitelbaum
basso, Ben Street 
Registrato il 3 settembre 2017 alla Festhalle, Willisau

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Bergamo Jazz: grande festival ?

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Puntuale come la primavera anche quest’anno nella città orobica si avvia la stagione 2018 del jazz di alta caratura. Con una lussuosa 40esima edizione, Bergamo Jazz si propone come il primo vero grande festival di musica afroamericana, senza inutili commistioni, senza inutili intellettualismi, senza inutili banalità, grazie alla terza direzione artistica del lirico trombettista americano Dave Douglas, premiato nelle scorse stagioni da ottimi riscontri di pubblico.

 
Nonostante i toni dell'articolo, acclamanti ed entusiastici a priori, secondo il mio parere e sentendo anche molti altri appassionati frequentatori di Bergamo jazz, l'edizione di quest'anno è decisamente in tono minore. 
 
Basta vedere i concerti in prima serata: ottimi nomi naturalmente, ma sembrano pensati più per tentare di riempire il Creberg  strizzando l'occhio ad un pubblico meno esigente, che per una reale esigenza di presentare il meglio e, magari, anche il nuovo.
 
Bergamo Jazz rimane un grande festival, non fosse altro che per gli eventi correlati ed i concerti decentrati, spesso molto più interessanti di quelli in prima serata. Mancanza di coraggio o calcolo di botteghino a parte, sarebbe bello tornare a presentare grandi nomi ancora poco conosciuti da noi come si faceva in un passato non troppo remoto, e magari in prima serata accanto a qualche nome di richiamo, avere la sana follia di pescare tra i tanti musicisti americani che approdano in Europa ma, chissà perchè, non in Italia  .
 
Per sintetizzare, non auspico un futuro da festival di tendenza, sarebbe contrario alla tradizione aperta del festival, però mi piacerebbe avere in programma molto di più di una jam session tra ex direttori artistici. Non credo che questa aspirazione possa essere tacciata come "inutile intellettualismo".
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Lester

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Ieri ricorreva il cinquantanovesimo anniversario della morte di uno dei più grandi personaggi della musica jazz: Lester Young. Lo voglio ricordare con un aneddoto:

Nella sua autobiografia, Billie Holiday ricorda una gara (cutting contest) tra Young e Chu Berry:
 
« (...)quella sera Benny Carter suonava insieme con Bobby Henderson, il mio accompagnatore al piano. E lì c'era Lester, col suo piccolo e vecchio sassofono, tenuto insieme con del nastro adesivo e degli elastici.
Seduto lì vicino c'era anche Chu, e tutti cominciarono a discutere su chi fosse il migliore dei due, cercando di far nascere una gara tra Chu e Lester. Benny Carter sapeva che Lester avrebbe potuto brillare in un duello di quel genere, ma per tutti gli altri l'esito di quella gara non era dubbio: Chu avrebbe spazzato via Lester in un baleno.
Chu possedeva un bel sassofono dorato, ma non l'aveva con sé in quel momento. Benny Carter non si diede per vinto. Era con me: aveva fiducia in Lester. Così si offerse di andare a prendere lo strumento di Chu. Andò e tornò.
Allora Chu Berry propose di suonare 'I got rhythm'.(...) Chu ce la mise tutta, poi venne la volta di Lester. Suonò almeno quindici "chorus", proprio ben fatti, nessuno eguale all'altro, e ciascuno migliore di quello precedente. Quando l'ultimo fu terminato, Chu Berry era liquidato. » (Bille Holiday)