MONDO JAZZ
il blog del portale Tracce Di Jazz.
il jazz da Armstrong a Zorn. notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video
di Roberto Dell'Ava

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Radiotre: Kris Davis Angelica Sanchez duo

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

martedì 27 marzo 2018 alle 20.30
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WILLISAU JAZZ FESTIVAL

Duopoly
Kris Davis - Angelica Sanchez duo

pianoforte, Kris Davis  
pianoforte, Angelica Sanchez  

Registrato il 2 settembre 2017 alla Festhalle, Willisau

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Bergamo Jazz: qualche appunto

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Bergamo Jazz val bene un lungo viaggio in automobile, sopratutto se in una sola giornata ed a orari decenti si possono ascoltare almeno un paio di proposte intriganti. La mia scelta e' caduta sulla giornata di sabato con il rodato duo Sclavis Courtois ed il quartetto di Linda May Han Oh.
 Esibirsi all'interno della Accademia Carrara deve avere ulteriormente stimolato i due musicisti francesi, che, inseriti in un cosi raffinato contesto artistico, si sono espresi ai loro altissimi livelli. Un concerto in crescendo con il meraviglioso violoncello di Curtois a dettare le situazioni: cameristiche con l'uso dell'archetto, piu' marcatamente ritmiche con il pizzicato. Un notevole equilibrio tra differenti suggestioni, una conosciuta ma sempre affascinante espressivita' unita ad un magistero strumentale di valore assoluto, queste le caratteristiche di un'ora di musica che posso collocare tra le vette artistiche dell'intero festival.

Molto piu' prevedibile il quartetto della giovane contrabbassista malese, ma non per questo meno interessante, con patners meno noti ma di buon valore. Spigliata e simpatica, nel suo italiano un po' esitante, Linda ha presentato le composizioni tratte dall' ultimo album Walk Against Wind, ben supportata da un ottimo Greg Ward al sax, Matthew Stevens alla chitarra e Arthur Hnatek alla batteria. Musica molto meno avventurosa rispetto al concerto mattutino, ma, seppur su sentieri molto battuti, una proposta sincera ed appassionata.

La notizia importante e' poi la riconferma di Dave Douglas alla guida del festival anche per la prossima edizione. Mentre scrivo queste poche note sto ascoltando su Radiotre in diretta la serata conclusiva. Rispetto a quanto paventavo in un precedente post devo riconoscere la serieta' e l'impegno dei musicisti: non si tratta affatto di una jam un po' raffazzonata ma di un concerto vero, ed e' un bel ascoltare.

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Diretta Radiotre da Bergamo Jazz

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

domenica 25 marzo 2018 alle 21.00 
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In diretta dal Teatro Creberg di Bergamo 

BERGAMO JAZZ
Serata conclusiva

Uri Caine, Dave Douglas, Paolo Fresu, Enrico Rava
con
Linda May Han Oh, Clarence Penn
e ospiti a sorpresa

trombe, Dave Douglas, Paolo Fresu, Enrico Rava
pianoforte, Uri Caine 
contrabbasso, Linda May Han Oh
batteria, Clarence Penn
 

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Nuove frontiere

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Se la musica di Molvaer si può definire post-jazz, allora quella dei Necks va considerata a buon diritto «post-tutto». A volte vengono definiti un trio jazz, e va bene; basta aggiungere subito che hanno completamente rivisto l’idea di base di una simile formazione.

L’accoglienza estatica ricevuta dall’Esbjorn Svensson Trio alla Royal Festival Hall nel 2003 durante il London Jazz Festival è stata vista da qualcuno come il segno che per quanto riguarda l’innovazione il testimone era passato dall’America all’Europa, e in particolare alla Scandinavia. Considerate quanto disti l’Esbjorn Svensson Trio dal genere di cose che continuano a propinare gruppi come il Tommy Flanagan Trio e vi farete un’idea di quanto i Necks abbiano superato il trio svedese. Ciò significa, se vogliamo dare una sède geografica all’innovazione, che la nuova frontiera del jazz è l’Australia.

Fonte: Geoff Dyer, La musica che abbiamo traversato

https://traccesent.com/2009/02/10/geoff-dyer-sulla-musica-dei-the-necks/

Seguo da sempre con grande interesse il gruppo australiano del quale ho tutti gli album, ma a me pare che Dyer stia giusto un pò esagerando....

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Portoghesi a Delhi

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

2015 johan van eycken

Per il mio primo concerto a Delhi non riuscii a spiegare in inglese che ero io quello che doveva salire sul palco, cosi' pagai il biglietto.

Paolo Fresu

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La giornata della poesia

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Canzone per Billie Holiday

Cosa può liberare il mio cuore

Del canto

E della tristezza?
Cosa può liberare il mio cuore

Se non il canto

Della tristezza?
Cosa può liberare il mio cuore

Della tristezza

Del canto?

Non parlare del dolore
Con la polvere nei suoi capelli,
O con granelli di polvere nei suoi occhi
Lì soffia un vento occasionale.
Il dolore di cui parlo
E' cosparso dalla disperazione.

Voce di tromba smorzata,
Freddo ottone nell'aria calda.
L'amara televisione offuscata
Dal suono che scintilla--

Dove ?

 

(Langston Hughes) da Selected Poems 

 

 

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RIP Buell Neidlinger

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Cecil Taylor, Buell Neidlinger, Archie Shepp and Dennis Charles

Buell Neidlinger, bassista, violoncellista ed educatore, prolifico musicista che ha lavorato in un ampio spettro di stili dal dixieland alle avanguardie, è morto improvvisamente venerdì pomeriggio nella sua casa a Whidbey Island, Washington. Erano passate solo due settimane dal suo 82 ° compleanno.

La causa della morte è stata un attacco di cuore.

Neidlinger è conosciuto dagli appassionati di  jazz per la sua collaborazione con il pianista Cecil Taylor; con il quale ha registrato sei album realizzati tra il 1956 e il 1961. Ha anche registrato frequentemente con i sassofonisti Steve Lacy e Archie Shepp e il trombonista Roswell Rudd; ha suonato in un trio con il pianista Herbie Nichols; è stato il bassista che ha accompagnato Tony Bennett nella registrazione del 1962 di  "I Left My Heart in San Francisco"; e ha collaborato in modo prolifico con il sassofonista Marty Krystall per un periodo di quasi 50 anni.

Era straordinariamente prolifico anche al di fuori del mondo del jazz. Neidlinger ha lavorato in orchestre classiche e fu per quasi trent'anni il principale bassista nell'orchestra di studio della Warner Brothers. La sua lunga lista di crediti pop comprendeva Steve Lawrence e Eydie Gormé, Chuck Berry, Frank Sinatra, Moody Blues, Roy Orbison e Barbra Streisand, nochè gli Eagles di Hotel California.

 

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Open Papyrus Jazz Festival d'Ivrea e Canavese

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Edizione 38

17-22-23-24 marzo


Elogio della follia

"La vita umana, nel suo insieme, non è che un gioco, il gioco della pazzia”

Erasmo da Rotterdam.
 
L’arte in generale, e forse in particolar modo la musica e la danza, è l’anticorpo a quella condanna di una  infinita ripetizione che è la vita.
Il jazz e l’improvvisazione ne definiscono in assoluto quel processo creativo che esorcizza la morte in una folle danza che ignora il destino e le regole che il mondo (anche quello dell’arte) ci impone quotidianamente. Le scarpette rosse di Andersen; una volta indossate ci obbligheranno a danzare sino alla fine, scelta folle o liberta?
Questo tema o riflessione ci ha portato a legare, tra gli ospiti di questa edizione Petrin e Benni in un recital su Theolius  Monk, o la Lydian Orchestra nel suo omaggio ai 50 anni dalla scomparsa di Martin Luther King.
Un sogno è sempre a suo modo follia, più quel sogno è grande più deve essere folle, e di certo verrà percepito come tale da propri contemporanei.
Ma è di quello che si ha bisogno per sopravvivere, di una sana follia perché solo quella ci rende liberi. Liberi di danzare sino alla fine perché quel senso di libertà diventa irrinunciabile, nonostante il prezzo che si dovrà pagare.
Da sempre crediamo che la cultura debba avere una responsabilità politica per questo la relazione Monk – King ci è sembrata naturale.
 
Nella lotta di Martin Luther King  questo lo si comprende assai bene, come lo si comprende nelle note di Monk e in  tutta la storia della musica “afroamericana”.
Da sempre credo che un festival jazz non sia solo intrattenimento, vuoto passatempo, becerume dei tempi che viviamo, ma sia uno strumento per rafforzare la coscienza civile, il senso di appartenenza a una comunità e la consapevolezza di farne parte. Coloro che fanno del jazz solo per “intrattenere” hanno evidentemente frainteso il senso di quella cultura.
Si può esser poeti, ma in una coerenza “politica” e quindi “estetica”, che risponderà a quei canoni culturali a cui questa musica e quindi un festival deve rispondere.
Che Ivrea abbia un festival arrivato a 38 edizioni  dovrebbe essere motivo di orgoglio, politico prima che culturale. Desideriamo che il valore politico di queste manifestazione artistiche sia compreso e diffuso, convinti che solo attraverso un percorso culturale ci si assume le proprie responsabilità verso la comunità.
 
Tagliare la cultura è come tagliare i fondi alla salvaguardia del territorio, alla montagna, agli argini dei fiumi. Alla prima pioggia tutto franerà travolgendo tutti.

La cultura è un agente di prevenzione e salvaguardia per una società civile, e costa enormemente meno di quanto costerà ricostruirne una, dopo il tracollo.

Massimo Barbiero

Il programma completo qui: http://www.music-studio.it/IT/index.php?page=reader&id=109&m=77&g=3

Come quasi ogni anno purtroppo il festival di Ivrea si sovrappone nelle stesse date a quello di Bergamo. Ardua scelta per gli appassionati milanesi...