MONDO JAZZ
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di Roberto Dell'Ava

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Non mi è piaciuto

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Il progetto, originato da un’idea di Marco Bardoscia e della violinista Sonia Peana, coniuga in un’armonia piacevole e gioiosa le melodie austere della musica classica e da camera con suoni contemporanei e standard jazzati, alternando partiture scritte con improvvisazioni, brani originali dello stesso contrabbassista, composizioni della Marcotulli e dei componenti il Quartet. Le diverse fonti musicali s’incontrano in un mosaico ben integrato alla base di “Trigono”, l’album che a due anni dalla sua prima uscita, per i tipi musicali di Tuk Music (etichetta prodotta da Paolo Fresu), registra importanti riscontri internazionali.

Fonte: http://caratteriliberi.eu/2018/04/16/in-evidenza/bam-ad-alghero-lincanto-astrale-jazz/

Anch'io pochi giorni fa ho assistito al concerto dei Bam, e non avevo affatto intenzione di parlarne qui. Per almeno un paio di motivi: il principale è che non mi è piaciuto, in seconda istanza perchè si tratta di un supergruppo composto da  ottimi musicisti di cui non metto affatto in discussione il valore.

E allora ? Allora succede che sui media, scomparsa la recensione, è scomparsa anche la stroncatura. Per carità, non è il caso dei BAM, dove potrebbe bastare un semplice "non mi è piaciuto", magari motivato. Ma, di fatto, anche sui magazine dedicati è praticamente impossibile trovare un pollice verso, in particolar modo se si tratta di musicisti italiani. Insomma, tutti capolavori e tutti felici e contenti, poichè ognuno tiene famiglia.

E invece a me il concerto sondriese dei Bam  non è piaciuto, e, letta una prevedibile recensione incensatoria, mi è venuto il desiderio di scriverlo. Troppo "leggera" per essere musica da camera, del tutto priva di spessore e profondità per iscriversi in ambito contemporaneo, e, inutile dirlo, senza swing per essere considerata jazz, la musica del sestetto è parsa rincorrere improbabili modelli di fusion, tra aspirazioni colte e ragioni di mercato. Insomma un pastrocchio senza capo ne coda, dove lo sbadiglio viene represso per cortesia e la breve durata del concerto alla fine è una decisione liberatoria. Inutile dirlo, applausi a scena aperta.   

 

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