MONDO JAZZ
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di Roberto Dell'Ava

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La cosa

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

In Francia Georges Perec è un classico – l’anno scorso la «Pléiade», cioè il mausoleo della letteratura transalpina, ha pubblicato i due tomi delle Œuvres – e in Italia esce una piccola delizia. S’intitola La cosa (La Chose), stampa EDB (pp. 42, euro 6,50, nella collana «Lampi d’autore»). Il testo sta all’origine dell’opera di Perec: è un articolo, pubblicato nel 1967, dedicato al free jazz. Cosa interessa a Perec del jazz? La disciplina. La combinazione misteriosa tra norma e a-normalità, tra tecnica e istinto, tra «gabbia» e fuga. «Costrizione e libertà definiscono i due assi di ogni sistema estetico. Questa figura spaziale (ascissa, ordinata) dimostra sufficientemente che costrizione e libertà sono funzioni indissociabili dall’opera: la costrizione non impedisce la libertà, la libertà non è ciò che non è costrizione; al contrario, la costrizione è ciò che permette la libertà, la libertà è ciò che nasce dalla costrizione».

La riflessione – che coglie altri ambiti del movimentismo artistico, ad esempio l’happening – è di intrigante profondità. Di scrittori stilisticamente influenzati dal jazz è piena la libreria – da Fitzgerald a Céline fino a Cortazar e ai beat – ma in pochi hanno tentato una giustificazione così profonda, radicata sulle origini del fatto artistico. Si potrebbe dire che l’anarchia, in arte, per accadere, ha bisogno di una tradizione solidissima

Fonte: http://www.settimananews.it/libri-film/il-jazz-secondo-perec-tra-costrizione-e-liberta/

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