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di Roberto Dell'Ava

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Nuove frontiere

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Se la musica di Molvaer si può definire post-jazz, allora quella dei Necks va considerata a buon diritto «post-tutto». A volte vengono definiti un trio jazz, e va bene; basta aggiungere subito che hanno completamente rivisto l’idea di base di una simile formazione.

L’accoglienza estatica ricevuta dall’Esbjorn Svensson Trio alla Royal Festival Hall nel 2003 durante il London Jazz Festival è stata vista da qualcuno come il segno che per quanto riguarda l’innovazione il testimone era passato dall’America all’Europa, e in particolare alla Scandinavia. Considerate quanto disti l’Esbjorn Svensson Trio dal genere di cose che continuano a propinare gruppi come il Tommy Flanagan Trio e vi farete un’idea di quanto i Necks abbiano superato il trio svedese. Ciò significa, se vogliamo dare una sède geografica all’innovazione, che la nuova frontiera del jazz è l’Australia.

Fonte: Geoff Dyer, La musica che abbiamo traversato

https://traccesent.com/2009/02/10/geoff-dyer-sulla-musica-dei-the-necks/

Seguo da sempre con grande interesse il gruppo australiano del quale ho tutti gli album, ma a me pare che Dyer stia giusto un pò esagerando....

Commenti   

#1 Fabio C. 2018-03-25 11:54
"musica propianata da gruppi come il Tommy Flanagan Trio". gesù, un Geoff Dyer da TSO. Scrittore di rara pochezza,per farsi notare trancia giudizi risibili, manco fosse un Andrea Scanzi d'oltremanica.
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