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di Roberto Dell'Ava

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Stephane Grappelli e Alatri

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Ad Alatri tutti sanno dove sia la torre Grappelli, non tutti però associano quel nome a uno dei più celebri musicisti della storia del Jazz

Nella lettera, indirizzata al sindaco di Alatri, un gruppo di cittadini ha chiesto la cittadinanza onoraria post mortem per il grande maestro del violino. “Stephane Grappelli è stato il più grande violinista jazz di tutti i tempi, ha suonato fino agli ultimi giorni di vita, in tutto il mondo, e il prossimo 26 gennaio ricorrono 110 anni dalla sua nascita. Questo grande artista fu legato ad Alatri e dunque noi firmatari di questa lettera aperta, uomini e donne che amiamo Alatri e pensiamo che possa gloriarsi di un legame tanto illustre, proponiamo che questa ricorrenza sia degnamente e ufficialmente ricordata.”

Stephane Grappelli era nato a Parigi il 26 gennaio del 1908, da Ernesto Grappelli, traduttore e pubblicista, e da Anna Emilie Hanoque, di St. Homer, vicino Calais. La mamma morì quando Stefano (così si chiamava alla nascita) aveva quattro anni. Scoppiò la guerra, la prima mondiale, e suo padre lo lasciò in un orfanotrofio perché venne chiamato alle armi. Quando la guerra finì padre e figlio tornarono a vivere insieme, in gravi ristrettezze economiche. Imparò a suonare il violino molto presto, un violino di seconda mano che il padre Ernesto gli aveva regalato. Con quel violino guadagnava pochi spiccioli suonando nei cinema. Suonava Mozart, soprattutto, finché non conobbe Debussy, Ravel e il mondo musicale del giovane Stefano si aprì. “Nei cinema, dovevo suonare Mozart soprattutto ma nei film divertenti mi permettevano di suonare Gershwin. Dopo ho scoperto il jazz e la mia vocazione e ho detto ‘ciao ciao Amadeus’”.

Da allora fino alle ultime ore prima di morire Stephane suonò sempre il jazz. Una vita ricchissima di successi, di collaborazioni, di invenzioni musicali. Insieme a Django Reinhardt fondò il Quintette du Hot Club de France, nel 1934. Collaborazioni con i più grandi musicisti di un secolo intero, da Coleman Hawkins, da Oscar Peterson al violinista classico Yehudi Menuhin fino ai Pink Floyd. Insomma, il resto è storia della musica…

La prima volta che Stephane andò ad Alatri fu subito dopo la seconda guerra mondiale, per conoscere il luogo d’origine di suo padre Ernesto. Aveva fatto un lungo viaggio in macchina, in Italia, e volle visitare Alatri per sapere di sé, delle sue origini. All’epoca parlò con il parroco che custodiva informazioni riguardanti la sua famiglia. Nella sua casa parigina conservava un opuscolo di Alatri che mostrava con orgoglio, dove c’era la foto della Torre Grappelli.

Nella biografia, Mon Violon pour tout bagage – un viaggio nella memoria della sua vita straordinaria – parla, tra l’altro, di Gino Minnucci, che l’aiutò nelle sue ricerche, parla dell’organo della Certosa di Trisulti, di padre Atanasio e del paesaggio di Alatri.
Stephane avrebbe voluto tanto fare un concerto in città, ma non se ne fece nulla.
Morì il 1 dicembre del 1987. Le sue ceneri vennnero sparse in varie parti del mondo, anche nel giardino del Palazzo Grappelli.
Stephane Grappelli ha voluto che il suo spirito vivesse anche ad Alatri. Era stato il suo ultimo desiderio.
 
 
 
Django Reinhardt and Stephane Grappelli, of the Quintet de Hot Club de France, 1934

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