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di Roberto Dell'Ava

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Umbria Jazz Winter in netta ripresa

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Presenze in crescita del 20%, incassi al più 8 per cento rispetto alle performance dell’anno scorso. A 25 anni dalla nascita Umbria Jazz Winter, la versione natalizia del più celebre festival jazz d’Italia che si tiene a Orvieto, chiude un’edizione da record: le 25 band che si sono esibite, per un totale di 150 musicisti, hanno raccolto intorno a sé qualcosa come 12mila spettatori paganti, per ricavi da botteghino pari a 270mila euro.
Esauriti quasi tutti i concerti del teatro Mancinelli e i jazz lunch e dinner, inclusi i veglioni di Capodanno. La massima capienza è stata raggiunta in moltissime occasioni anche per i concerti al Palazzo del Popolo e al Museo Greco. Dal punto di vista musicale saranno sicuramente ricordati l’omaggio di Jason Moran a Thelonious Monk nel centenario della nascita, i due progetti così diversi ma ugualmente affascinanti di Marc Ribot (nella foto), la tripla apparizione, sempre sold out, di Maria Pia De Vito, il debutto di Jazzmeia Horn, il duo Gino Paoli-Danilo Rea, Giovanni Guidi, Fabrizio Bosso, il ricostituito Trio di Roma (Rea, Pietropaoli, Gatto) e il nuovo progetto di Francesco Bearzatti e Mauro Ottolini «Licaones». Ancora una volta, il festival d’inverno si è confermato un appuntamento atteso da chi vuole trascorrere le vacanze di fine anno ascoltando ottima musica in una delle più suggestive città d’arte dell’Umbria.

Fonte: http://francescoprisco.blog.ilsole24ore.com/2018/01/01/umbria-jazz-linverno-porta-bene-incassi-in-crescita-dell8-per-cento/

Lo scorso anno i dati erano invece decisamente meno incoraggianti: su queste pagine scrivevo che "i numeri, freddi e asettici, dicono che le presenze paganti sono diminuite del 33% , gli incassi di 50.000 euro e i concerti sono passati da 120 a 100.

Quindi l'edizione del 2017 segna una netta ripresa, forse non a caso favorita da un programma che privilegiava musicisti jazz (con qualche eccezione) anche se per la maggioranza fin troppo di casa in Umbria. Come da consuetudine poca ricerca del nuovo, nella fattispecie la prima dell'omaggio a Monk da parte di Jason Moran e il concerto di Jazzmeia Horn, ma perlomeno nessun cedimento eccessivo al facile e allo scontato. Speriamo che si continui su questa strada almeno nella edizione invernale, che per la versione estiva abbiamo già capito dove i nostri eroi andranno ad investire buona parte del milioncino di finanziamenti pubblici....

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