MONDO JAZZ
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di Roberto Dell'Ava

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Location chiuse: deliri e inadeguatezze

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

Addio a «Narrazioni Jazz». Dal 26 al 30 aprile torna il Torino Jazz Festival con una novità: i concerti principali saranno al coperto. «Nel 2018 abbiamo scelto di non organizzare l’evento in piazza per un motivo soprattutto qualitativo - spiega Francesca Leon, assessore alla Cultura della città -: il jazz è un tipo di musica che si adatta meglio alle location chiuse, basti pensare ai club torinesi dove viene comunemente suonato. Ha bisogno di un’acustica particolare, che è difficile da gestire all’aperto»

Fonte: http://www.lastampa.it/2017/11/29/cronaca/appuntamenti/nel-torna-il-jazz-in-citt-ma-niente-piazza-meglio-i-club-e-i-locali-al-chiuso-WmfEoWS1WDEDHFhZRE2yCI/pagina.html

 Fu uno stremato Fassino a pronunciare la profezia: “Vediamo se poi sarà capace di fare tutto quello che  ha auspicato di poter fare”. Ma è solo oggi che questa si avvera. Non c'è niente, o quasi, di quel manifesto politico nei primi 500 giorni di Appendino, se si esclude l'intenzione di estendere la differenziata. Il Jazz Festival è l’emblema dell’avvitamento politico di questa giunta: contestato perché non produceva valore aggiunto in termini turistici, eliminato dal palinsesto cittadino nel 2017 (o meglio presentato sotto altre spoglie) e ora reintrodotto nel carnet di eventi per il 2018: sulla kermesse promossa dall’allora assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe si può pensare quel che si vuole, ma riesumarla così dopo averla denigrata per cinque anni è l'ammissione implicita di una evidente assenza di idee. 

 

Fonte: http://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=36785

La foto ovviamente si riferisce a Umbria Jazz e non al Torino Jazz Festival, ma dimostra tutta la inadeguatezza del jazz suonato in piazza che non richiama più spettatori per gli evidenti problemi di acustica.