MONDO JAZZ
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di Roberto Dell'Ava

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Il jazz sotto i totalitarismi

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 
Tutti sapevano che ai nazisti non piaceva il jazz e che volevano sopprimerlo.
(…) Noi avvertivamo d’istinto che solo la gente che si opponeva al
regime nazista poteva amare questa musica.
(Otto Jung)
 
Nessuno a cui piaccia il jazz può essere comunista.
(Esponente della Jazz Society polacca, 1982)
 
Il jazz è sempre stato un bastone nel deretano di tutte quelle sanguisughe
che, da Hitler a Breznev, si sono alternate al potere nella mia terra natia.
(Josef Sˇkvorecky´)
 
I pregiudizi contro il jazz datavano da molto tempo prima della guerra
fredda, ma erano pregiudizi quasi esclusivamente russi, poiché i comunisti
occidentali, e comunque le sinistre, erano fra i più entusiasti sostenitori
di questa musica.
(Eric J. Hobsbawm)
 
Folubert, saxifornista di grande talento, aveva appena trascorso qualche
settimana a incantare con gli accenti melodiosi del suo strumento le popolazioni
teutoniche, private per un tot di anni dell’azione denazificante
del bebop.
(Boris Vian)
 
Fonte: Jazz ! Appunti e note del secolo breve di Franco Bergoglio
 

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