MONDO JAZZ
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di Roberto Dell'Ava

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Il mondo

Scritto da Roberto Dell'Ava on . Postato in Blog

 
La scomparsa di Gianni Boncompagni ha riportato alla notorietà, tra le altre creazioni più o meno effimere del nostro, la canzone Il Mondo cantata  da Jimmy Fontana , di cui Boncompagni scrisse il testo. Pochi però, soprattutto i più giovani, conoscono il retroterra culturale e musicale di Fontana.
Jimmy Fontana, nome d’arte di Enrico Sbriccoli, fu un cantautore italiano che conobbe il successo negli anni sessanta, con la celeberrima “Il Mondo”. Nato nelle Marche, a Camerino, imparò a suonare il contrabbasso da autodidatta e, appassionato di Jazz, iniziò a frequentare l’Hot Club di Macerata, dove si esibì con gli amici. Dopo il diploma si trasferì a Roma per l’università e iniziò la collaborazione con la “Roman New Orleans Jazz Festival”.  Abbandonati gli studi, si dedicò alla musica con lo pseudonimo di Jimmy Fontana, ispirandosi al suo idolo Jimmy Giuffré, incidendo qualche canzone Jazz. Ben presto fondò la Jimmy Fontana Band and is Trio e sposò Leda, da cui ebbe quattro figli: Luigi, Roberto, Andrea e Paola. Nel 1961 partecipò al festival di Sanremo cantando Lady Luna insieme a Miranda Martino, ma il boom lo fece nel 1965 con “Il Mondo” scritto per lui da Gianni Meccia e Gianni Boncompagni.
All’inizio degli anni Settanta scrisse, in collaborazione con altri artisti, il brano “Che Sarà”, con lo scopo di proporlo a Sanremo, che verrà poi costretto a regalare ai Ricchi e Poveri che ne faranno un successo nazionale. Deluso dalla vicenda, si ritirò quasi definitivamente dalla scena musicale italiana.
Muore all’improvviso l’11 settembre del 2013, all’età di 78 anni, a causa di un’infezione dentale che gli causò una febbre molto alta, fatale per il suo fisico non più giovanissimo.
 
Leggo in questi giorni solo articoli e commenti incensatori sull’opera di Boncompagni. Ritengo che ci vorrebbe più equilibrio e più distacco nei giudizi. Se Bandiera Gialla e Alto Gradimento hanno a loro modo fatto storia (ma ci sarebbe da discutere anche qui) è anche vero che hanno dato il via a centinaia di trasmissioni sulla falsariga, quasi inevitabilmente brutte copie, che hanno contribuito solo ad impoverire ed abbassare il livello culturale delle radio italiane.
Se poi parliamo di Boncompagni autore televisivo ( Drim, Domenica In, Pronto Raffaella, Casa Castagna, Macao e ovviamente  Non è la Rai) più che l’originalità mi pare evidente la mediocrità, il basso livello, la ricerca facile di consenso e successo a spese di qualsiasi pallida ambizione artistica. D’altronde lui era stato esplicito fino dagli inizi: “In tv ci sono solo due cose: robaccia con ascolti alti e robaccia con ascolti bassi”, cosi’ quando leggo commenti coccodrilleschi come “Lo capiremo fra 30 anni” (Giancarlo Magalli), non mi rimane che sorridere. E’ vero che Magalli ci impiegherà 30 anni, ma a molti altri è invece cosi’ facile capire…..
 

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